GRANDISSIMA SERATA DI M.P.M. A MONTECARLO

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Grandi gare a Montecarlo con velocità e mezzofondo ambedue sugli scudi (sia uomini che donne). Elisa Cusma quinta sugli 800 in 1’59″13

Bella serata di atletica con pioggia di migliori prestazioni mondiali e personali a Montecarlo nella 10. tappa del nuovo circuito mondiale della Diamond League, ultima prima dei campionati continentali della prossima settimana in Europa ed in Africa, davanti ai soliti 15.000-20.000 spettatori in gran parte turisti ed alle telecamere di Rai Sport 2 (ancora…). Una sola italiana in gara, Elisa Cusma negli 800 femminili, che si è ben difesa giungendo quinta nel nuovo stagionale di 1’59”13, a soli 5 giorni dall’inizio degli Europei di Barcellona.

La serata in Costa Azzurra, dove si è inaugurata una pista nuova di zecca, è stata davvero caratterizzata sia dai grandi sprinter  che dai grandi mezzofondisti di colore di ambo i sessi, anche se non sono mancati i buoni risultati soprattutto tra le donne nei concorsi. Innanzitutto, diciamo subito che il duello della serata è stato quello nei 200 maschili tra il due volte campione mondiale di Osaka Tyson Gay ed un ragazzino giamaicano semisconosciuto ai più ma di sicuro avvenire, Yohan Blake, che dopo il personale a Parigi sui 100 (9”95 dietro i mostri sacri Bolt e Powell), si migliora di mostruosi otto decimi sui 200! Cominciamo subito da lì.

 

200 uomini

Grande gara quindi nei 200, in cui Tyson Gay ha mostrato le sue ottime condizioni di forma dopo una prima parte in grande spinta cui ha fatto seguito un recupero strepitoso del giovanissimo Blake, classe ’90, sul rettilineo finale, il tutto fatto in ottava corsia! Gay ha chiuso con 19”72 (vento + 0,1), piegando di un soffio  Yohan Blake (19”78, personale mostruoso, secondo giamaicano di sempre dopo King Usain e tredicesimo all-timer) e più nettamente un buon Wallace Spearmon terzo in 19”93, poco davanti ad uno Xavier Carter col suo migliore tempo stagionale (20”14).

 

110 hs

Sui 110 hs, dominio del freschissimo recordman statunitense David Oliver (12”89 a Parigi dopo aver eguagliato il record con 12”90 a Eugene all’inizio del mese) con 13”01 (+1) sul giovane Ryan Wilson (13”13), davanti al giamaicano Dwight Thomas (13”29), al probabile favorito degli Europei di Barcellona, il ceko rasato Petr Svoboda (13”30)  ed al giovane statunitense Jason Richardson (13”34). Non avesse Oliver incespicato su due ostacoli centrali, il record del mondo di Robles avrebbe tremato ancora.

 

400 uomini

Sui 400 gara strepitosa per un altro giamaicano  Jermaine Gonzales, capace di scendere al limite mondiale stagionale migliorando Wariner che a Parigi l’aveva piegato di poco con 44”49. Jermaine chiude col record giamaicano con 44”40 contro il connazionale Ricardo Chambers, in progresso anch’esso con 44”54. Dietro il bahamense Chris Brown conferma il suo posto di n. 4 (o 5) del mondo con 45”05, con il trinidegno Quow a completare la gara del Caribe con 45”10.

 

400 hs uomini

Nei 400 hs in apertura di serata fuoco e fiamme di Bershawn Jackson, certamente il migliore della stagione, fino ai 300 m, ma di fianco aveva un certo Angelo Taylor, due volte campione olimpico del giro di pista con ostacoli,  ed il virginiano è stato così costretto a lottare fin sul traguardo, chiudendo di un soffio in 47”78 contro 47”79 del grande talento in parte sprecato. A lottare per il terzo posto molto staccati i due universitari americani Justin Gaymon (48”65) e Johnny Dutch (48”73).

 

100 donne

Grandissima gara della trentenne texana Carmelita Jeter, capace di abbassare il suo stagionale imponendosi con 10”82 (+0,4) sulla rivale giamaicana bicampionessa olimpica dei 200 e detentrice della m.p.m. sui 100 Veronica Campbell-Brown, nettamente battuta con 10”98. Dietro di poco la trinidegna Kelly Ann Baptiste  e l’altra giamaicana Sherone Simpson, entrambe con 11”03.

 

800 donne

Non a sorpresa ma grandissima serata con una meritata vittoria  sugli 800 per l’americana di colore Alysia Johnson, già sorprendente vincitrice domenica a Lignano Sabbiadoro con 1’57”85, da vent’anni non si registrava un tempo simile nella cittadina della Laguna veneta. A Montecarlo si è imposta alla grande e senza discussioni con un duecento finale imperioso chiudendo con 1’57”35 ( personale e m.p.m.), battendo un gruppo in cui l’ha spuntata la bella inglese bionda Jemma Simpson col personale in 1’58”74 sull’americana Anna Willard-Pierce (1’58”89), la marocchina Halima Hachlaf, stavolta crollata nel finale dove invece di solito ha il suo pezzo forte (1’59”04), come detto la modenese Elisa Cusma che ha corso al suo meglio entrando seconda sul rettilineo finale e chiudendo quinta in 1’59”13 (m.p.i.), mentre per gli Europei di Barcellona è da tenere d’occhio anche la lituana Egle Balciunaité, al record nazionale con 1’59”29 (settima dietro l’altra americana Wright con 1’59”21).

 

1.500 uomini

Grande anche la gara dei 1500 maschili, con non scontato dominio keniano in pista. Sul miglio metrico vittoria a sorpresa e m.p.m. con 3’29”27 (personale migliorato di oltre 4”…) per Silas Kiplagat, sorprendente secondo ai campionati nazionali di Nairobi di un mese fa, che tenterà ora di vincere i campionati africani la settimana prossima, dove troverà il marocchino Amine Laalou (sceso al personale sotto i 3’30” con 3’29”53) ed il più regolare Augustin Kiprono Choge (terzo con 3’30”22), davanti ai giovani anglosassoni dalla pelle chiara  Andrew Wheating, americano (3’30”90, personale migliorato di 4”) e Ryan Gregson, australiano sceso addirittura al record dell’Oceania (3’31”06). Bene dietro anche il sudanese naturalizzato americano Lopez Lomong, anch’esso al personale con 3’32”20, davanti all’eterno Bernard Lagat (3’32”51). Liste dell’anno monopolizzate da questa gara.

 

800 uomini

Bella gara anche negli 800, dove il favorito sudanese Abubaker Kaki si è imposto non troppo in scioltezza con un ottimo 1’43”10 sul keniano Boaz Lalang, spesso utilizzato come lepre nei meeting, che ha migliorato il personale con 1’43”29, a pari tempo con il campione del mondo sudafricano Mbulaeni Mulaudzi. Al personale anche Jackson Kivuva con 1’43”72 ed Abraham Kiplagat con 1’43”77, la razza bianca si difende ancora grazie alla scuola Usa, con Symmonds che chiude in 1’44”06.

 

Triplo donne

Altro grande duello della serata, con la campionessa mondiale Yargelis Saligne capace di balzare a 15,09 (m.p.m.), unica al mondo nella stagione oltre i 15 m, davanti ancora una volta alla campionessa mondiale indoor, la kazaka Ol’ga R’ipakova, seconda con  14,78. Terza la russa Anna P’jat’ikh con 14,43, che spera ancora di entrare in squadra per gli Europei. Sesta la bellissima slovena di Capodistria Snezana Vukmirovic-Rodic con 14,16, in buono stato di forma.

 

Asta donne

Vince la brasiliana Fabiana Murer, certamente l’astista più in forma del momento, con un 4,70 arrivato subito al primo tentativo, senza errori in precedenza, davanti alla migliore russa (Yelena dove sei????) Svetlana Feofanova, capace di uguagliare la stessa quota ma solo alla terza prova. A 4,60 s’era fermata la campionessa del mondo polacca Anna Rogowska, dietro per maggiori errori alla americana Lucy Janson, che ha eguagliato il personale, alla graziosa tedeschina Silke Spiegelburg, alla russa Golubcikova ed alla ceka Ptacnikovà.

 

3.000 donne

Grande gara di mezzofondo in chiusura della serata, con una pioggia di record personali e di milers in miglioramento. L’etiope Sentayehu Ejigu si è imposta scappando ai 300 finali con la m.p.m. ed il personale di 8’28”41, davanti all’ex-connazionale bicampionessa mondiale dei 1500 Myriam Yusuf Jamal (che sfiora il record nazionale del Bahrain con 8’29”20) ed alla sorprendentissima americana Shannon Rowbury, capace di entrare tra le migliori cinquanta di sempre con 8’31”38. Personali anche per l’altra etiope del Bahrain Mimi Belete (8’31”38) e per la keniana Sylvia Jebiwott Kibet (8’37”48).

 

Lungo uomini

Nel lungo ha spadroneggiato il pluricampione del mondo Dwight Phillips, che ha ottenuto 8,46 (m.p.m.) al primo salto con un vento di +0,1, davanti al regolare australiano Fabrice Lapierre, vincitore delle prime due prove della Diamond League,  con 8,18 all’ultimo salto, ed all’emergente russo Pavel Shalin, terzo con 8,15, davanti al nerissimo francese Gomis con 8,11. Solo quinto Saladino con 8,09, da segnalare purtroppo l’ennesimo infortunio del francese Salim Sdiri al primo salto, che fa temere per la sua partecipazione agli Europei della settimana prossima. Forse Andrew Howe ha fatto bene a non esserci…

 

Alto uomini

Il simpatico guascone russo Ivan Ukhov ha dominato la gara con 2,34 (m.p.m.) al primo salto e tre nulli di poco a 2,36, con un solo errore alla quota di 2,25. Molto più lontani l’americano Jesse Williams ed i connazionali Andrei Sil’nov, campione olimpico, e Jaroslav R’ibakov, campione mondiale, nessuno dei quali andrà agli Europei!, con 2,28.

 

100 hs

Dominio della grandissima e bellissima Lolo Jones capace di imporsi con vento nullo in 12”63 davanti alla connazionale Danielle Carruthers (12”68) ed all’australiana chiarissima Sally McLellan, fresca signora Pearson, al suo debutto europeo in 12”76, davanti alla futura rivale ai Giochi del Commonwealth, la canadese Perdita Felicien (12”79).

 

400 hs donne

Tra le donne buona gara della giamaicana Kaliese Spencer  vincitrice con 53”63, davanti alla russa Natal’ja Antyukh (54”24) ed alla americana Sheena Johnson-Tosta (54”52), disastrosa Lashinda Demus, solo quarta a 2/100 dal podio.

Giavellotto donne

Non si può non menzionare tra le regine colei che ha dominato l’ultimo concorso di lanci della serata, Barbora Spotakovà , in testa dall’inizio con 65,76. Dietro bene l’americana Kara Patterson con 64,21 e le giovani Viljoen (Sudafrica) con 59,93 e Palameika (Lettonia) con 59,64.

 

Peso donne

Solito duello della pluricampionessa all-black Valerie Adams-Vili contro le bielorusse, e come accaduto sempre quest’anno è Nadezhda Ostapchuk che ha avuto la meglio, di soli 3 cm (20,23 contro 20,20 della kiwi al 1. lancio). Terza la connazionale Natal’ja Koronenko-Mikhnevich con 19,43 sulla cubana Gonzalez (19,07).

 

Disco uomini

Buona gara in apertura,  ha vinto l’estone Gerd Kanter con 67,81, davanti all’ungherese Kovagò con 66,89,ed al polacco vicecampione del mondo Piotr Malachowski, con 66,45 davanti al 38enne mostro sacro lituano Virgiljus Alekna (65,26). La rivincita più attesa sarà tra una settimana sulla pedana dello Stadio Olimpico di Barcellona.

 

 (Fonte: www.leichtatletik.de)

 

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