Alex Schwazer apre gli Europei con un argento. Grande Meucci nei 10.000

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Gli europei partono con la 20 km di marcia. Alex Schwazer e il russo Emelyanov accendono subito la miccia di questo campionato continentale. Schwazer, con il cuore alla 50 km di venerdì si accontenta dell’argento. Grande Daniele Meucci nei diecimila metri, una gara coraggiosa che ripaga l’atleta con un bronzo e con lo stesso tempo del secondo il britannico Chris Thompson. Delude la Cusma negli 800 metri in una gara corsa con molti errori tecnici!



Schwazer e Emelyanov vanno via subito sotto la spinta dell’italiano; ma dopo metà gara Emelyanov prende decisamente la testa della gara. Brugnetti sì ritira dopo quarantasei minuti, mentre il russo assume il comando e si ritrova con 17 secondi da gestire sul gruppo degli inseguitori, continuando, nonostante una proposta di squalifica, con la sua marcia a tenere testa al gruppo.

SCHWAZER-Alex

L’italiano Giorgio Rubino dopo 55 minuti si stacca dal gruppo degli inseguitori ed il russo Emelyanov s’invola verso il traguardo che taglierà con il tempo di 1.20.10. E’ un oro che pesa perché bisognava crederci; il nostro Schwazer dopo un ultimo giro molto veloce, stacca il portoghese Joào Viera e il resto degli avversari conquistando l’argento con il crono di 1.20.38, Rubino è quinto con 1.22.12, negli ultimi metri di gara si batte il capo con la mano quasi a voler dire che è stata una gara tutta di testa.

E un argento per scelta tattica quello di Schwazer, infatti, su di lui pesa la 50 km di Venerdì, un impegno più che doppio, dove l’italiano vuole di nuovo salire sul podio.

Il commento a caldo di Schwazer nel dopo gara:

Sono partito come volevo, desideravo iniziare bene questo campionato ora punto a recuperare per la 50 km. Questi europei sono la gara più importante dell’anno, tutti vogliono dare il massimo, ma quando ho visto che il russo era stabile, ho cercato di risparmiare, era inutile tirare a tutta se poi arrivavo comunque secondo. Sarei rimasto sempre secondo anche se prendevo solo due o tre secondi, l’argento l’ho portato a casa adesso devo riprendere le forze e pensare a Venerdì alla prossima medaglia.

Dalla strada alla pista, mattinata più che positiva per i colori azzurri. Impegnata nei 400 ostacoli Manuela Gentili si qualifica al turno successivo con il crono di 56.14 che le vale come secondo tempo dei quattro previsti del ripescaggio. Nel martello Nicola Vizzoni scaglia l’attrezzo a 75.04, terzo del suo gruppo e quinta posizione delle qualifiche, il migliore in campo è lo slovacco Libor Charfreitag con 77.70. Nel lancio del peso Chiara Rosa lancia a 18.26, in testa alla classifica provvisoria le due tedesche Nadine Kleinert 18.98 e Petra Lammert con 18.48. Nella finale disputata in serata alle 19 e 30 le due bielorusse che evidentemente nella mattinata si erano tenute a riposo, esplodono conquistando i gradini più alti del podio, al primo posto si piazza Nadzeya Ostapchuk con 20 metri e 48, alle sue spalle Natallia Michnevich 19.53, terza la russa Anna Adveyeva 19.39. Chiara Rosa delusa è solo tredicesima con 17 metri e 49.

Nei 400 piani Andrea Barbieri si qualifica senza usufruire dei ripescaggi con il suo primato stagionale di 46.05, ma è la quinta batteria ad essere la più veloce con il britannico Michael Bingham a coprire il giro di pista in 45.49, in questa batteria si qualifica anche l’italiano Marco Vistalli con 46.06. Entrambi gli azzurri passano il turno per le semifinali previste per il giorno dopo, ma dovranno fare meglio se vogliono sperare alla finale, infatti, solo i primi due di ogni semifinale più i migliori due tempi accederanno all’ultimo turno, e nella classifica provvisoria gli azzurri si ritrovano al momento con il nono e decimo tempo. 

Magistrale la gara di Daniele Meucci, impegnato nei diecimila metri corsi nella serata, nessuno avrebbe scommesso sulla sua medaglia; il suo risultato è enorme, l’atleta pisano riesce a stringere i denti facendo l’impensabile con una volata finale iniziata un chilometro e mezzo dal traguardo, combattendo con il britannico Chris Thompson, che tenace riesce a tenere dietro l’italiano fino nel finale, quando Meucci riesce quasi a infilare l’inglese, ma è terzo con lo stesso tempo del secondo con 28.27.33. Meucci nel dopo gara esordisce cosi a chi gli chiede un commento: Sono contento non me lo aspettavo, il mio allenatore mi aveva detto che oggi sarebbe stato il mio momento, anche la federazione mi ha lasciato lavorare tranquillo, pensavo in un settimo-sesto posto, poi quando ho visto che le gambe mi tenevano mi sono lanciato, mi sono anche buttato sul traguardo per superare l’inglese ma va bene cosi. L’Italia con Meucci torna a sognare dopo anni su queste distanze. La gara è iniziata dopo i primi cinquemila metri, quasi una formalità per questi atleti della distanza più lunga corsa in pista. I fuochi si sono accesi con il duello tra il britannico Mo Farah e lo spagnolo Ayad Lamdassem, che hanno giocato come il gatto e il topo fino nelle ultime battute di gare, quando il britannico si è involto sicuro lasciando annaspare lo spagnolo dietro le sue spalle, quest’ultimo poi ripreso negli ultimi duecento metri dal duo formato da Meucci e Thompson. Doppietta inglese dunque con il vincitore Mo Farah, che vince con il tempo di 28.44.99. Bene anche l’altro italiano Andrea Lalli settimo con 29.05.20 alla sua prima esperienza in un campionato continentale. 

Nelle altre gare, nel disco femminile la romena Nicoleta Grasu guida la testa della classifica provvisoria con 62 metri e 10, l’italiana Laura Bordignon rimane lontanissima con 53 metri e 82, fuori dalla finale per due metri e mezzo, ultima misura utile la stabilisce la russa Svetlana Saykina con 56 e 32. Il podio al momento sembra sarà disputato dalla già citata romena Nicoleta Grasu, la svedese Anna Sodeberg e la polacca Wioletta Potepa.

Nel salto in lungo femminile è la russa Lyudmila Kolchanova a volare più lontano nei due turni di qualifiche, la sua misura sovrasta le avversarie con 6 metri e 87, dietro segue la portoghese Naide Gomes con 6 metri e 81.


Nel salto in alto magnifica prova del giovane Marco Fassinotti che si qualifica per la finale con la misura di 2 metri e 26, la giovane promessa della specialità italiana; classe 1989 con un personale di 2 metri e 28 stabilito agli italiani Juniores e Promesse di Pescara, sarà in buona compagnia tra i russi Ivan Ukhov, Aleksander Shustov e Aleksey Dmitrik. Gli altri italiani in gara escono fuori alla misura di 2 metri e 23 per Filippo Campioli che arrivato pulito fino ai 2 metri e 19 passa solo al terzo tentativo i 2 metri e 23, un salto nervoso di forza che comunque lo rimette in gara ma non basta, evidentemente all’atleta allenato da Giuliano Corradi non ingrana la marcia giusta e esce a 2  metri e 26 nonostante manchi di un soffio la misura, il suo commento a fine gara e che è contento di essere ritornato dopo un inizio di stagione costellato da problemi tecnici, purtroppo questi problemi si sono ripresentati e non è riuscito a dare il meglio di se. Silvano Chesani invece esce di gara a 2 metri e 19 la sua comunque è un ottima esperienza che gli varrà per il futuro.

Semifinali degli 800 metri femminili. L’attesa è la tensione sono palpabili nella prima batteria. Okoro e Savinova si giocano i primi 400 metri in 59.51, poi la bagarre negli ultimi 200 metri e la Okoro si imballa e scivola dietro, mentre la Savinova più sicura si invola solitaria chiudendo in 1.59.73, dimostrando di essere molto in forma, alle sue spalle l’olandese Yvonne Hak che a sorpresa si qualifica con 2.00.35. 
Arriva il turno di Daniela Reina, in gara contro tutti, l’impresa sembra al di la delle sue possibilità contro atlete come Kresuv, Klocova e Martinez. Il ritmo è folle con un passaggio in 58.10 ai primi 400 metri, Reina è nel mezzo corre bene, ma inizia a pagare il passaggio troppo forte a 300 metri dal finale, quando la gara inizia a scaldarsi, la vittoria va a Svetlana Klyuka 1.58.89 seconda la britannica Jennifer Meadows 1.58.90 terza la spagnola Mayte Martinez 1.59.12, bene comunque la Reina che va vicino al suo personale con 2.01.94 pagando la prima parte di gara troppo forte per le sue possibilità, ma dimostrando di poter ambire a risultati migliori.

Terza batteria è il turno della Cusma, Tatyana Andrianova e Jemma Simpson una delle due da battere per ambire alla finale, 58.07 ai primi 400 le atlete si giocano il tutto per tutto Cusma tiene ma sembra in difficoltà, rimane chiusa poi esce negli ultimi 150 metri, ma le altre non ci stanno a farla passare, Jemma Simpson (1.59.18) vince la semifinale seguita dalla ceca Lenka Masnà che a sorpresa stabilisce il suo personale con 1.59.71, Cusma è terza dietro di un soffio 1.59.80 ma non basta ed è eliminata. Le ripescate sono la spagnola Mayte Martinez e Lucia Klocova, Cusma fa degli errori tecnici che paga negli ultimi metri inizia a ciondolare con le spalle e smette di spingere negli ultimi vitali metri che potrebbero fare la differenza. Tra i commenti dei tecnici presenti sul campo qualcuno imputa la troppa fatica del meeting di Montecarlo, corso quattro giorni prima degli Europei, altri il non voler affrontare seriamente con il suo tecnico gli errori che ripete sempre negli ultimi metri di gara. Alla fine la delusione è cocente ed è inutile piangere sul latte versato. Intanto la campionessa italiana (in sordina) sembra essere iscritta anche nei 1500 metri piani che, a parte modifiche del caso, come già successo negli 800 metri dove è saltato il turno delle batterie e tutte le atlete sono passate alle semifinali, nei 1500 metri sembrano accada lo stesso, infatti, tutte le atlete risultano già iscritte alla finale, questo forse a causa dell’esiguo numero di partecipanti, finale che andrà in scena il 1° Agosto alle 21 e 15.

Nei cento metri piani è il francese Christophe Lemaitre (10.19) a imporsi nella classifica parziale, alle sue spalle i due britannici Dwain Chambers (10.21) e Mark Lewis-Francis (10.23). Il giovane francese, classe 1990, intervistato da Elisabetta Caporale lancia il guanto di sfida al duo britannico promettendo scintille per la finale. Bene anche i tre italiani Emanuele Di Gregorio (10.31), Fabio Cerutti (10.38) e Simone Collio (10.43) tutti qualificati per il turno successivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *