Bell’Italia, un movimento che piace

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Medaglie e prestazioni, l’Italia dell’atletica a Barcellona regala soddisfazioni ai suoi tifosi e conquista le simpatie di mezza Europa. Le prime impressioni ad Europeo in corso di una squadra recuperata e giunta finalmente in gran condizione all’appuntamento più importante dell’anno.

 

La grinta di Schwazer e dei marciatori ce la potevamo aspettare, del resto gli stessi telecronisti spagnoli durante le diretta su Tve decantavano le lodi di una delle più grandi scuole di marcia al mondo, quella italiana, ma la continuità di buoni risultati a seguire sulla pista dello Stadio Olimpico di Barcellona è stata davvero una piacevole sorpresa.

Non che mancassero buone individualità, tutt’altro, ma il confronto con il mondo dell’ultimo biennio (Olimpiadi e Mondiali) aveva in entrambi i casi messo in mostra più i problemi di farsi trovare pronti nel momento “clou” che i pregi del nostro movimento. L’onta dei “zero tituli” piombata sull’atletica azzurra dopo la carestia di medaglie alla rassegna iridata di Berlino aveva portato malumori nell’ambiente e qualche incertezza nell’operato del settore tecnico federale.

E invece stavolta sono tanti gli atleti arrivati in Catalogna in ottima forma, la migliore della stagione, ed i risultati si vedono. In questi primi giorni di sfide sulla collina olimpica del Montjuich, Meucci e Vizzoni si sono affiancati alla marcia in grande stile di Alex, conquistando due medaglie che già sono sufficienti da sole a giustificare una missione riuscita in terra di Spagna. E tenendo conto del fatto che ancora mancano gli impegni degli atleti considerati da medaglia sin dalla vigilia, potrebbe davvero concretizzarsi un Europeo indimenticabile.

I velocisti vanno che è un piacere guardarli (il sogno 4×100 è lì che attende solo di avverarsi), i concorsi già hanno fatto registrare finalisti nel triplo e nell’alto, nel mezzofondo l’unico passo falso di un certo clamore lo ha fatto registrare Elisa Cusma, peraltro a causa soprattutto della sfortuna. Ma ciò che rassicura e soddisfa di più è che queste prestazioni non sono episodiche, la serie positiva della nostra atletica va avanti da un pò, e rafforza le buone impressioni mostrate in Coppa Europa a Bergen, agli Italiani Assoluti di Grosseto, per concludere con la positiva trasferta ai mondiali juniores di Moncton.

Una vera e propria manna dal cielo per chi in questi anni si è trovato in difficoltà a raccontare l’atletica sulle pagine dei nostri quotidiani sportivi, spesso compressa in poche righe. La regina in Italia ora sta riprendendo piede, aiutata anche dal lieve ma innegabile declino del calcio, e si spera che in breve riconquisti i suoi spazi. Partecipazioni positive come queste risultano fondamentali per farsi sentire dalle tante orecchie di sportivi ed appassionati, la comunicazione è mezzo importante per la promozione, e per fortuna quella che ruota attorno all’atletica della Penisola è di ottima qualità.

Sembra dunque che sia stata imboccata la strada giusta, una pianificazione mirata degli impegni, un monitoraggio costante degli atleti, e per ultimo ma non meno importante un’attenzione diversa per i giovani, i cui frutti sono rappresentati dalla crescita in questi ultimi anni di diversi talenti di valore.

Segno che da noi le menti pensanti ancora esistono e con metodo e raziocinio è possibile trovare gli spunti per uscire anche dalle situazioni peggiori. E’ vero, gli Europei non sono i Mondiali e le Olimpiadi, dove la concorrenza stritola, ma facciamo un passo per volta. La Nazionale azzurra adesso sta riscuotendo applausi in Europa e questo già è un successo. Onore quindi ad atleti (Capitan Vizzoni, Schwazer e Meucci in primis), tecnici e dirigenti, quest’Italia ci sta piacendo davvero.

Nella foto: la 4×100 azzurra, speranza dei prossimi giorni (foto Simone Proietti per Atleticanet)

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