Vizzoni e la magia dell’argento

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Sarà stato quel suo colore di capelli ad aver ispirato il capitano azzurro ma, sinceramente, che il suo martello andasse ancora così lontano non erano tantissimi a crederlo. E invece, da campione vero qual’è, Nicola Vizzoni piazza un lancio d’argento proprio al sesto ed ultimo lancio, quando quel terzo gradino del podio, saldamente difeso fino a poco prima, sembrava essere perduto definitivamente.

 Diciamocela tutta, il mondo dei lanci è un mondo a parte. In pochi attimi e in uno spazio ristretto, gli atleti devono esprimere la massima espressione di forza, tecnica e concentrazione; una prova diabolica! E così vediamo grandi speranze dei lanci, atleti da mille e una misura in allenamento, sciogliersi come neve al sole nel momento della gara importante. Nicola Vizzoni non è fatto di questa pasta-frolla. Lui è un duro, uno di quelli veri.

 La gara. Vizzoni c’è fin da subito e nei primi tre lanci, debitamente stuzzicato, si migliora sempre fino a mettere l’ipoteca sul bronzo con la misura di 78.03. Nei turni di finale tutto procede secondo copione con il forte slovacco Charfreitag saldo al comando fin dal secondo lancio di poco oltre l’eccellenza degli 80 metri. La scossa arriva al sesto turno quando il bielorusso Sviatokha spara una bordata a 78.20 lasciando il nostro atleta ai piedi del podio. Seguiamo trepidanti Vizzoni tornare in pedana memori di una serie di lanci tutti molto buoni ma tutti molto sbilanciati a destra, al limite del fuori settore. Preliminari e quindi si gira col martello che fluttua facile in pedana. L’uscita dell’attrezzo fa capire che andrà bene, molto bene; il martello esce praticamente al centro del settore con un Vizzoni in ottime condizioni di equilibrio…Il pensiero è stato: se la forza gli è rimasta, di certo la tecnica è stata migliore dei lanci precedenti. Detto, fatto; 79.12 è il responso della (oramai ipotetica) fettuccia e a Capitan Nicola non resta che attendere, spalle opposte alla pedana, la fine della gara. L’ungherese Pars non fa meglio e l’argento è dell’azzurro che si prende il lusso di esultare con serenità e con quell’eleganza tipica dell’atleta navigato e ben avvezzo ai grandi appuntamenti.

 Ma l’Italia di oggi pomeriggio non è stata solo Vizzoni, c’è altro da raccontare, quasi tutto buono. Marta Milani nei 400 viene ripescata col tempo di 52”36 e strappa (per un centesimo dalla francese Michanol) una finale da sogno. Per lei venerdì ci sarà nuova fatica da fare e il risultato sarà senz’altro diverso ma l’accesso ad una finale continentale è qualcosa di veramente molto prezioso di cui far tesoro per il futuro. Pollice verso nonostante un riscontro cronometrico di tutto rispetto per i ragazzi del giro di pista. Esce Vistalli a cui non basta correre col nuovo record personale di 45”38 ed esce Barberi che nella prima semifinale chiude al quarto posto con 45”63. Ancora 400 ma donne e con ostacoli, l’italiana Gentili non accede alla finale chiudendo la sua gara in 56”56.

 La velocità maschile, stasera è stata agrodolce per i nostri colori. Cerutti non si qualifica correndo in 10”33 mentre Collio e Di Gregorio agguantano la finale pur con modalità molto diverse: Di Gregorio corre in 10”16 che è il suo nuovo personale mentre uno sfortunato Collio chiude in 10”23 ma accusa un problema muscolare. La finale è un’altra storia. Collio parte e si ferma dopo qualche appoggio mentre un Di Gregorio, un po’ appagato e molto stanco, chiude in settima posizione con 10”34. Vittoria bella, pulita e giovane per l’astro nascente della velocità europea, Christophe Lemaitre. Il francesce balza sul traguardo col tempo di 10”11 (-1.0) mettendo in riga un quartetto agguerritissimo formato dall’inglese Lewis Francis (secondo), dal francese Mbandjock (terzo), dal portoghese Obikwelu (quarto) e dal britannico Chambers (quinto). Tutti questi atleti, saranno accreditati dello stesso tempo di arrivo: 10”18.

 Nel mezzofondo veloce, si rivede quel grande agonista di Christian Obrist che corre attento e centra ancora una volta una finale importante. Nonostante la dimensione continentale della manifestazione, l’estrema omogeneità dei valori in campo ha fatto correre un rischio molto grande al nostro azzurro che viene comunque ripescato col tempo di 3’42”02. Segnaliamo poi con molto piacere che anche l’italo-serbo Goran Nava (allenato da Giorgio Rondelli), che difendi i colori serbi, è stato ripescato nella medesima semifinale. Per la finale si prevede una tripletta spagnola con possibili inserimenti anglosassoni, sarà senz’altro un bello spettacolo.

 Notizie meno buone arrivano invece dal fondo femminile dove nei 10000, Francesca Dal Ri è stata costretta al ritiro nella gara vinta, o meglio dominata dalla turca Abeylegesse col tempo di 31’10”23. Russia e Portogallo con Abitova e Augusto a completare il podio della più lunga gara in pista.

 Nelle altre gare senza azzurri, segnaliamo la vittoria della lettone Radevica nel lungo con 6.92 con la portoghese Gomes ad un argento amaro sempre a 6.92. Terza la russa Kucherenko con 6.84. Nel disco donne, vittoria per la croata Perkovic con un sesto lancio a 64.67 seguita dalla rumena Grasy (63.48) e dalla polacca Wisniewska (62.37).

 Appuntamento a domani mattina a partire dalle 10.05 con i 110hs del Decathlon.

 

Clicca qui per leggere tutti i risultati

Foto di Andrea Bruschettini (uispatleticasiena.net)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *