Incerti e La Mantia, un argento da sogno!

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La mattinata della quinta e penultima giornata dei Campionati Europei regala all’Italia una bella medaglia di bronzo nella gara di maratona femminile per merito della bravissima Anna Incerti (PB 2h27’42” nel 2008), che ha preceduto diverse concorrenti, sulla carta accreditate di tempi più importanti .

Il via alle 10.05, con il caldo che già si fa sentire l’andatura non è tra le più sollecite: il gruppo delle migliori, con le nostre Console e Incerti, passa a metà gara in 1h16’24”, l’altra azzurra Toniolo transita dopo un minuto in 16.a posizione. La gara di decide prima del trentesimo km sull’attacco della lituana Zivile Balciunatie (2h25’15” di PB nel 2005, quarta agli Europei di Goteborg 2006) che guadagna 20 secondi, vantaggio che poi andrà progressivamente ad aumentare nei successivi passaggi, fino a chiudere in 2h31’14”. Al suo inseguimento restano Anna Incerti e Nailya Yulamanova (PB di 2h26’30” vincendo Rotterdam 2009), con la russa che prevale nella lotta per il secondo posto (2h32’15” contro 2h32’48”). Resta comunque una grande impresa quella portata a termine dall’atleta siciliana – calorosamente sostenuta da un gruppo di fan – che regala ai nostri colori anche il secondo posto nella prova a squadre, dietro alla Russia, grazie ai buoni piazzamenti di Rosaria Console (10a in 2h36’20”, in sofferenza negli ultimi chilometri dopo aver lottato per il 4° posto fino ai 35km) e Deborah Toniolo (13a in 2h37’10”).

Mattinata dedicata anche alle semifinali delle staffette, con 3 team azzurri che guadagnano il pass per le finali di domani. Si comincia con la staffetta veloce maschile (Donati, Collio, Di Gregorio e Checcucci) che in gara 2 centra un ottimo secondo posto col tempo di 38”82 alle spalle dei tedeschi (38”75) ma viene inizialmente squalificata per cambio fuori settore tra Donati e Collio. In realtà le immagini tv dimostrano chiaramente come l’infrazione, peraltro marginale, sia da addebitare al danneggiamento subito dagli azzurri per invasione del secondo frazionista russo: reclamo giustamente accolto, Russia squalificata ed Italia in finale con licenza di sognare. Con la Gran Bretagna fuori (incredibile pasticcio fra due veterani come Devonish e Lewis-Francis, a volte anche i maestri sbagliano…), Germania e Francia (prima in gara 1 in 39”12 senza l’esausto Lemaitre) non paiono fuori portata.

Non ce la fanno invece le nostre rappresentanti (Paoletta, Grasso, Arcioni, Alloh) nella 4×100 femminile, ferme a 44”15 che vale solo la 6a piazza nella prima semifinale vinta dall’Ucraina in 43”24. Anche qui, a dirla tutta, ci sarebbe da recriminare perchè la corsa di Alloh è stata disturbata dalla tedesca Mollinger, caduta nel vano tentativo di passare il testimone alla connazionale Sailer. In gara 2 si impone la Russia con 43”23, Francia solo terza in 43”35 ma potrà rifarsi in finale.

Nella staffetta del miglio, molto positiva la prova delle ragazze (Bazzoni, Milani, Spacca e Grenot) che vincono la seconda semifinale con un eccellente 3’27”95, a poco più di un secondo dall’annoso record nazionale. Russia, vincitrice in gara 1 con 3’26”89, ovviamente fuori portata, ma per il resto i giochi restano aperti, anche se domani la stanchezza potrebbe farsi sentire per Milani e Grenot (per loro sarà la quarta gara in 5 giorni).

Bene anche la 4×400 maschile, composta da Licciardello, Galletti, Fontana e Vistalli, che conquista il quarto posto in gara 2 col tempo di 3’04”55, utile per il passaggio alla finale. Domani sarà importante il recupero di Andrea Barberi, ma gli avversari – su tutti il Belgio vincitore in semifinale col miglior tempo di 3’03”49, ma anche GBR, Russia, Polonia e Germania – sembrano più attrezzati per la conquista del podio.

Chiudiamo il discorso qualificazioni mattutine col disco maschile, dove avanzano tutti i migliori (in primis il campione mondiale Robert Harting con 66,93) tranne l’ungherese Kovago, 69,69 in stagione ma qui capace solo di 59,04.

Ma c’è ancora spazio nelle gare pomeridiane per gli atleti italiani (anzi, siciliani!) con due personaggi che riemergono, dopo anni di infortuni e difficoltà di ogni genere: Simona La Mantia e Giuseppe Gibilisco.

Guardando il primo salto della La Mantia nel triplo, atterrata a 14,56 con un grande equilibrio fra le tre fasi, sembrava di essere ritornati indietro al 2005, quando l’atleta siciliana saltava 14,69 e contendeva a Magdelin Martinez la leadership nazionale. E’ stato un colpo anche per le avversarie, tutte incapaci di superarla ad eccezione di una ispiratissima Olha Saladuha, capace di 4 salti oltre i 14,60, con un massimo di 14,81 (EL). Bronzo per la belga Bolshakova (14,55 RN) mentre la quotatissima russa Alekhina (15,14 di personale nel 2009, 14,62 e 15,00w in stagione) resta fuori dal podio (14,45).

Non da meno è stato Gibilisco nel salto con l’asta, che un pizzico di sfortuna al primo tentativo a 5,85 priva di una meritata medaglia. Finisce quarto con 5,75 ma per nostra fortuna è la prova di un campione ritrovato (e ben sappiamo quanto potrà essere utile alla causa azzurra in prospettiva Mondiali/Olimpiadi del prossimo biennio). Vince come da pronostico Renaud Lavillenie (5,85 alla prima e tre tentativi non velleitari a 6,02) davanti all’ucraino Mazuryk (5,80) e al polacco Czerwinski (5,75 alla prima dopo due errori a 5,70…).

Avendo visto Rudisha giganteggiare ieri ai Campionati Africani (1’42”84 tutto da solo con split negativo), la finale degli 800 europei pare poca cosa: il polacco Lewandowski, capofila europeo stagionale con 1’44”30, la spunta in volata (1’47”07) sul britannico Rimmer (1’47”17) ed il connazionale Kszczot (1’47”22).

Decisamente più avvincenti i 200m donne. A centropista le favorite russe escono di curva in testa, ma negli ultimi venti metri si concretizza la rimonta di una sorprendente Myriam Soumaré, ventitreenne francese, già terza sui 100m, che si migliora in un sol colpo da 23”01 a 22”32 (EL)! L’ucraina Bryzhina (22”44) brucia per questione di centimetri Fedoriva (stesso tempo) e Kapachinskaya (22”47).

Dominio britannico nei 400H con David Greene (48”12 EL) a precedere il connazionale Rhys Williams (48”96) e l’ucraino Stanislav Melnykov (49”09), primato personale per tutti. Greene è al momento l’unico europeo il grado di non sfigurare nel confronto con gli americani. Il campione uscente Periklis Iakovakis (49”38) chiude dignitosamente al quinto posto.

Se gareggiasse sempre allo Stadio Olimpico di Barcellona, la ventiquattrenne turca Nevin Yanit diventerebbe la migliore al mondo sui 100H. Quattro gare sulla stessa pista in 22 giorni (a partire dal meeting del 9 luglio) e tre record nazionali, l’ultimo (12”63) le vale l’oro davanti ad una ritrovata Derval O’Rourke (12”65 record d’Irlanda), mentre la capolista stagionale Carolin Nytra (GER) deve accontentarsi della medaglio di bronzo (12”68).

Pronostico rispettato invece nel lancio del peso maschile dal numero uno dell’anno Andrei Mikhnevich (BLR), al quale è sufficiente un non eccezionale 21,01 per superare col minimo scarto l’olimpionico polacco Majewski (21,00). Terzo il tedesco Bartels (20,93) che all’ultimo lancio (suo trademark!) supera il lettone Urtans (20,72).

Sicuramente più emozionante e tecnicamente valida, la gara di lancio del giavellotto col giovane tedesco Matthias De Zordo che si migliora più volte fino ad un ottimo 87,81, insufficiente però per ripetere il successo di Berge nell’ETC. Questa volta il campione di tutto Andrea Thorkildsen ribatte colpo su colpo e si aggiudica il titolo con 88,37. Tero Pitkamaki lancia a 86,67 e conquista un’altra medaglia importante.

Grande sfida nell’heptathlon tra la campionessa olimpica Nataliya Dobrinska e quella mondiale Jessica Ennis. L’esito resta incerto fino all’ultimo rettilineo degli 800m: alla fine si impone l’inglese con 6823 punti (EL a 8 punti dal RN di Denise Lewis) contro 6773 dell’ucraina. Anche la terza classificata Jennifer Oeser (GER) con 6683 punti centra il primato personale.

Chiusura con i 5000m maschili, dove Mo Farah (13’31”18) vince il suo secondo oro grazie ad un ultimo chilometro corso in 2’25” che non concede spazio al temibile finale del campione uscente Jesus Espana (13’33”12); bronzo per l’azero (di origini etiopi) Ibrahimov con 13’34”15. Buona la prova degli azzurri Meucci (6° in 13’41”17) e La Rosa (10° in 13’46”58), mentre la delusione per il pubblico di casa arriva da Bezabeh (solo 6°) e Sergio Sanchez (ritirato).

 

 

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