Andrew è tornato, parola di Renè

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Renè Felton, mamma-allenatrice di Andrew Howe, si lascia andare alle  dichiarazioni dopo il quinto posto del figliolo nella finale europea di salto in lungo a Barcellona. Segnali incoraggianti, programmi per il futuro e tanta gratitudine per chi ha creduto nel ritorno di un talento che ancora può dare molto.

 

Uno sfogo che ci voleva, dopo tre anni grigi, vissuti dietro agli infortuni ed al lungo recupero post-operazione al tendine di Achille del suo campione. Periodi bui e quasi la sensazione che il superman italo-californiano avesse concluso anzitempo la sua epopea, iniziata con i titoli mondiali juniores su 200 e lungo a Grosseto nel 2004 e giunta nel 2007 fino al secondo posto mondiale e con il record italiano della specialità.

Prima gli infortuni, poi lo sconforto derivante dalla lontananza dalle competizioni, dal timore di non ritornare più quello di prima. I peggiori nemici per un atleta abituato a vincere e a lottare in gara, agonista fino al midollo.

Per fortuna ora il tunnel sembra alle spalle, un ricordo brutto ma di cui far tesoro, un’esperienza che ha comunque avuto i suoi risvolti positivi. Come le tante testimonianze di affetto e gli aiuti provenienti da ogni dove che mamma Renè ora può ringraziare pubblicamente con il sorriso sulle labbra, perchè finalmente il peggio è passato. Andrew ha infatti chiuso al quinto posto la sua gara europea, ancora sopra gli 8 metri, con la consapevolezza di poter fare molto meglio se solo quel piede avesse concesso l’esplosività di quel 8,15 in qualificazione. “Il suo giro di qualificazione ha dato uno scorcio dell’Andrew che verrà” dice Renè, un atleta ritrovato soprattutto dal punto di vista psicologico.

Andrew ha riconquistato la sua autostima e la sua fede personale“, anche se il recupero dall’operazione al tendine d’Achille non è completo “c’è ancora una certa mancanza di elasticità/reattività esplosiva nel suo decollo del piede“. I medici parlavano di almeno 10 mesi per un recupero ottimale e per ricominciare a saltare al meglio ed ora in effetti cominciano a rivedersi le gestualità del campione e di un’azione anche tecnicamente più ordinata rispetto al passato.

Personalmente lo abbiamo visto da vicino a Velletri, nell’ultima uscita prima dell’impegno europeo, una gara condizionata da rincorse non sempre azzeccate, con il salto più lungo di poco sotto gli 8 metri, ma lasciando almeno 30 centimetri allo stacco. Fu una conferma a quanto di buono fatto vedere qualche settimana prima a Grosseto durante gli Assoluti, in quello che fu l’esordio del nuovo Howe.

Una scelta importante ed una prova d’orgoglio quella di ritornare a saltare: “decise di saltare di nuovo per non vivere con il rimorso ed il dubbio costante E se avessi saltato?”. Una decisione presa solo nel mese di giugno, quando la visita di controllo presso i Prof. Orava e Tranquilli diede l’o.k. sul decorso del recupero. Così in poche settimane le prospettive stagionali di Howe sono cambiate di parecchio: da fugaci apparizioni sui 100 metri alla finale europea di salto in lungo per onorare degnamente il titolo di campione uscente.

Poi un pensiero di auguri non può che andare anche all’impresa d’argento della 4×100 azzurra, quattro amici che hanno realizzato il sogno dopo tanti sacrifici ed allenamenti spesso al fianco di Andrew Howe. Per ciascuno una dedica particolare, “questi quattro uomini e lo staff tecnico della 4×100 sono da lodare, anche per il loro splendido lavoro nel corso del raduno di formazione presso la nostra casa base del Centro sportivo dell’Aeronautica a Vigna di Valle“. Alle tante richieste di poter veder correre il figlio in staffetta azzurra una sola risposta: “Andrew non parteciperà in staffetta fino a quando ciò non sarà ritenuto necessario e fino a quando uno dei “soci” non deciderà di andare in pensione“, segno che le possibilità di vederlo in frazione non sono poi così lontane.

Ora in casa Howe domina dunque la soddisfazione e la gratitudine per i tanti messaggi di stima ed amicizia arrivati da ogni dove. “Questo WELCOME HOME si riserva a chi ha vinto la medaglia d’oro“, dichiara Renè, che ringrazia tutti, a cominciare dall’Aeronautica Militare, club di appartenenza del saltatore reatino, che ha consentito in questi anni un recupero ottimale del campione azzurro nella tranquillità del Centro sportivo di Vigna di Valle, grazie anche alle cure fisioterapiche di Salvatore De Fusco.

Poi ovviamente i medici che lo hanno operato, la Fidal ed il suo staff tecnico con Claudio Mazzaufo e Nicola Silvaggi in primis, il grande amico e dirigente Alfio Giomi, nonchè i grandi campioni che hanno seguito con interesse e consigliato Andrew Howe: tra questi Edwin Moses, Tommie Smith, Johnny Gray, Felix Sanchez e Joe Douglas, colui che fu l’allenatore di Carl Lewis. Infine un messaggio caloroso per tutti i tifosi di Andrew Howe sparsi in giro per il mondo: “Senza i tifosi ci sarebbe il silenzio della vittoria, e gli sforzi sembrano inutili… vi ringrazio sempre tanto” ed un appuntamento “a Zurigo il 19 agosto, vorrei vedervi tutti lì“.

Collegandosi al sito www.andrewhowe.it potrete leggere il messaggio completo che Renè Felton ha voluto dedicare a tutti i sostenitori di Andrew Howe. 

Nella foto: Andrew Howe (foto Simone Proietti per Atleticanet)

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