La Diamond League fa tappa a Londra con poco azzurro sia in cielo che in terra…

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Nuova tappa della neonata Diamond League a Londra con una due giorni tutta dedicata agli atleti migliori del mondo. Per l’Italia, dopo le prove nel campionato continetale, Simona La Mantia e Giuseppe Gibilisco.

Poteva andare senz’altro meglio per i nostri azzurri; al contrario Tyson Gay continua ad andare come un treno siglando la nuova miglior prestazione mondiale stagionale. Andiamo per ordine e iniziamo con la gara veloce dove l’americano ha fatto fermare i cronometri sull’ottimo tempo di 9”78. Mancano i mostri Bolt e Powell? Nessun problema ci pensa lui a tenere alto l’interesse sulla magica gara dei cento metri. Vento contrario di -0,4 m/s ma una vittoria limpida e perentoria. In batteria lo statunitense non aveva destato grande impressione correndo in un normale 10”02 ma la finale è stata tutt’altra storia. Ci prova un altro giamaicano a dargli filo da torcere, Yohan Blake che chiude in 9”89 (al personale) ma per il resto c’è solo lui. In gara, ultimo, praticamente senza finire la gara, con un 12”46 piuttosto eloquente, la sorpresa della scorsa settimana, Walter Dix che in questo caso non riesce a riconfermare il grande risultato cronometrico di qualche giorno fa. Per lui ci saranno altre occasioni per fare bene.

Facciamo un salto veloce sugli azzurri che saltano. Gibilisco, complice il brutto tempo, si impantana a 5.61, misura scelta dal nostro atleta per entrare in gara. Tre nulli e a casa. Con lui altri nomi piuttosto famosi come l’australiano Hooker e il francese Lavillenie entrambi con tre nulli a 5.51. Vince la gara il polacco Michalski con un normale 5.71 in una delle gare meno interessanti della tappa.

Va meglio per la siciliana La Mantia che dopo essersi tolta un po’ ti polvere di dosso con l’europeo (nonché qualche sassolino-soddisfazione) si presenta in pedana con un primo salto a 14.24 che rimarrà purtroppo anche il migliore. Quinta piazza per lei con un po’ di amaro in bocca visto quell’unico centimetro di distanza dalla quarta. Vittoria per l’esperta cubana Yargelis Savigne con 14.86.

Il maltempo che ha condizionato la prima giornata ha impedito grandi risultati ma qualcosa va comunque evidenziato. Nell’alto donne, la Vlasic conferma il suo valore valicando, unica nella gara, la soglia dei 2 metri andando a vincere con 2.01 e lasciando le avversarie a 10 centimetri e più dal suo risultato, una lezione di quelle che bruciano! Nel triplo uomini, si conferma lo svedese Christian Olsson che vince con 17.41 davanti al francese Tamgho che termina la gara con la misura di 17.27.

Bel 100hs femminile col nuovo limite mondiale e relativo record del meeting per la canadese Priscilla Lopes-Schliep che domina in 12”52 davanti a Sally Pearson e all’ex primatista stagionale Lolo Jones che chiude in 12”66. Nel peso uomini vince Reese Hoffa col personale stagionale di 21.44 davanti al polacco Majewski che con tre lanci tutti molto lunghi ha cercato in tutti i modi di strappare la vittoria all’americano. Per lui un 21.20 finale con l’altro americano Cantwell al terzo posto in 20.78. Sempre nei lanci, ennesima vittoria nel giavellotto per il norvegese Andreas Thorkildsen in 87.38 che mette dietro il tedesco De Zordo che trova un lancio a 86.97 (gli altri tre tutti sotto gli 80 metri) e il finlandese Pitkamaki che finisce la gara con 84.71.

C’è davvero poco altro da raccontare e questo la dice lunga sulla qualità del meeting e sul tipo di circuito che è stato creato con la Diamond League. Un circo a tutti gli effetti con un paio di attrazioni e molte, moltissime comparse. Sinceramente non mi piace molto questa formula e spero che in futuro verranno scelte strategie più in linea con i gusti degli appassionati oltre che degli sponsor.

 

Per finire, una nota statistica. Al momento il circuito Diamond League vede questa classifica (manca questa tappa):

1. Paris Meeting Areva FRA 93168

2. Monaco Herculis MON 93087

3. Lausanne Athletissima SUI 92854

4. Stockholm DN Galan SWE 92853

5. Eugene Prefontaine Classic USA 92586

6. Oslo ExxonMobil Bislett Games NOR 92527

7. Roma Golden Gala ITA 92433

8. Doha Meeting QAT 91877

9. New York adidas Grand Prix USA 90909

10. Gateshead AVIVA British Grand Prix GBR 90891

11. Shanghai IAAF Diamond League Meeting CHN 90509

12. Ostrava Golden Spike CZE 88561

Appare quanto mai evidente (e le tappe non sono finite…) l’imbarazzante posizione del Golden Gala di Roma che, dopo aver svettato nelle classifiche del più qualificato (e defunto) circuito della Golden League, si ritrova ad annaspare in posizioni di indiscutibile mediocrità in un circuito per certi versi anche meno concorrenziale. I successi di pubblico e di risultati evidenziati dalle fonti federali all’indomani del Golden Gala di Roma, vanno a cozzare impietosamente contro i numeri. Come avevamo avuto modo di evidenziare in un altro intervento, non può bastare un europeo fatto bene per assolvere dalle tante colpe una dirigenza ordinaria, di età media avanzata e con poche idee. Speriamo che il futuro faccia maturare questi già oltremodo maturi – di età – dirigenti federali.

I risultati completi sono consultabili sul sito della Diamond League a questo indirizzo: http://www.diamondleague-london.com/Live-StartlistsResults/Startlist/

 

Nella foto di Simone Proietti: Tyson Gay al Golden Gala di Roma

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