migliore prestazione mondiale dell’anno per Murofushi

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Inizia col botto il Rieti 2010 Iaaf World Challenge. Subito spettacolo nelle qualificazioni del martello maschile in cui il giapponese Koji Murofushi sorprende tutti con la migliore prestazione mondiale dell’anno di 80,99. La medaglia d’oro dei Giochi Olimpici di Atene 2004 s’impone davanti al campione europeo, lo slovacco Libor Charfreitag (79,27), al tedesco Sergej Litvinov (78,32) e a Dilshod Nazarov (Tajikistan, 78,02). Buona prestazione per il capitano azzurro Nicola Vizzoni, fuori dalla finale che apre il programma di domani nonostante il 76,39 alla sua seconda prova.

“E’ stato un anno difficile, con problemi alla schiena e sono felice di tornare a questi livelli – ha esultato Murofushi dopo il suo lancio vincente – il direttore del Meeting Sandro Giovannelli mi ha voluto qui, nonostante non avessi misure eccellenti nel 2010. Sono felice di averlo ripagato in questo modo e ora proverò a migliorarmi nella finale di domani, perché mi sento veramente bene e questa pedana mi ha sempre dato grandi soddisfazioni”.

Koji ricorda benissimo quel lancio di 82,62 che rappresenta la migliore misura della storia del meeting (2007). E, guarda caso, in testa alla graduatoria femminile c’è Yipsi Moreno (71,32) anche lei detentrice della miglior prestazione del Meeting  (un 74,71 datato 2008). La cubana guida il quartetto delle qualificate comprendente Tatyana Lysenko (Russia, 71,27), la primatista mondiale Anita Wlordarczyk (70,89) e la cinese Wenxiu Zhang (70,76).

Domani, dalle 16.45, sarà proprio il martello ad inaugurare lo spettacolo del Meeting, nel debutto assoluto in Italia di una gara alternata uomini-donne.

 

Conferenza stampa con Isinbayeva, Oliver e Bubka

Poco prima dell’impresa di Murofushi, in conferenza stampa Yelena Isinbayeva, David Oliver e Sergey Bubka hanno incontrato la stampa in una conferenza.

“Conosco Rieti – ha raccontato la primatista mondiale dell’asta – per me è un piacere tornare dove ho gareggiato nel 2001 e vinto con 4.30, ricevendo in premio anche del vino rosso. Spero che nel 2011 o nel 2012 io possa tornare a gareggiare a Rieti. Mi piacerebbe fare qualcosa di grande anche per lasciare un segno in questo evento organizzato da Sandro Giovannelli, prima di chiudere la mia carriera nel 2013”.

Un anno di recupero, per la Isinbayeva, lontano dallo stress delle gare, per ricaricare energie e motivazioni: “E’ stato un periodo difficile, ma necessario. Non ero abituata a vedere le gare in tv, ma ora sono pronta. Ho voglia di rientrare. Sono comunque contenta di essermi riposata fisicamente e mentalmente. Sono motivata e ho voglia di dare il meglio negli anni a venire. Mi sono accorta che la vita senza sport è noiosa ed è stata dura vedere le avversarie confrontarsi senza di me”.

Fare da madrina alle Olimpiadi Giovanili di Singapore è stato un altro passo importante: “Vedere l’impegno e la passione di tanti giovani mi ha caricato di nuove motivazioni”. Alcuni suggerimenti anche per i vertici della Federazione Internazionale: “Non vedo differenze tra  Golden League e Diamond League – ha aggiunto Yelena – se non che per gli atleti ci sono piú spostamenti e può un po’ condizionare i risultati. La Golden League forse dava più la sensazione un circuito con una finale unica, mentre la Diamond può aiutare maggiormente la diffusione dello sport anche se la Golden per me era migliore”.

Anche Alex Schwazer, azzurro campione olimpico della 50 km di marcia ha in mente una interruzione dall’attività agonistica: “A Schwazer suggerisco di prendersi pausa, se ne sente il bisogno. Deve decidere quale sia la sua priorità e se la sua priorità è l’Olimpiade è meglio prendere una pausa ora, ricaricarsi. Quando avrà nuovamente voglia di marciare per 50km sarà pronto per nuove sfide. Sta a lui decidere. Io ho preso questa pausa per riprendere a saltare più in alto di quanto facessi prima, ho grosse aspettative per il mio rientro. Dopo il mio ritiro? Di certo non farò la showgirl o l’attrice – conclude l’atleta russa – dopo il 2013 voglio continuare a occuparmi di sport e promuovere l’atletica tra i giovani”.

Ci si aspetta molto dalla gara di David Oliver che promette grandi cose sui 110h: “Sto bene – conferma l’ostacolista statunitense dominatore nel 2010 – so che questa pista è magica e che tanti record sono stati battuti qui. Le mie condizioni sono eccellenti”.

Potrebbe essere il Meeting dei David: perché anche Rudisha promette un 800 stellare. Rieti 2010 sogna il suo ottavo primato mondiale con loro.

Foto Grillotti 

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