Roma – Barcellona – Cagliari, solo andata. Grazie!

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Vorrei offrirvi questo ipotetico viaggio Fidal da e per queste tre importanti città. Se avrete la pazienza di venire con me, vi dimostrerò quanto sia importante partire da Roma, quanto possa esser bello passare per Barcellona e soprattutto quanto diventi fondamentale arrivare a Cagliari senza più ripartire.

Partenza da Roma
Perché partire da Roma o meglio, perché non restare? La domanda ci intriga parecchio, molto di più che a Franco Arese il quale passa a Roma (e quando dico passa è perché non si ferma mai molto) solo per lo stretto indispensabile per non farsi chiamare più o meno scherzosamente assenteista. Ma assenteista non è perchè lui di lavoro non fa il Presidente della Fidal bensì il venditore di scarpe e abbigliamento sportivo col marchio Asics Italia per cui la sua sede non è Roma. Va capito. Vanno capiti anche i due vicepresidenti, uno sardo, l’altro emiliano-romagnolo. Nessun romano ai vertici della Fidal…toccherà pensare anche a questo al prossimo giro di poltrone.

Ad ogni modo perché partire da Roma? Butto là un’ipotesi come ad esempio che, per i festeggiamenti del cinquantennale delle Olimpiadi di Roma ’60, nonostante gli inviti Coni e Governo, nonostante le tantissime presenze del mondo della politica e dello sport, a rappresentare la Fidal a livello ufficiale (a titolo personale – per fortuna – c’era Laurent Ottoz) c’era il sig. Nessuno il quale, in questa Fidal poco attenta alle strategie a lungo termine, sembra essere uno dei personaggi (parlo sempre del sig. Nessuno) più in vista e più presente.

Tempo di vacanze si dirà. Si, senz’altro e anche vacanze lunghe. Avete presente quelle gare che abbiamo fatto, con una certa soddisfazione, a Barcellona dal 26 luglio al primo di agosto? E’ passato un mese e nessun consiglio federale è stato fatto per fare il punto della situazione. Capisco che è estate ma almeno una merendata tra consiglieri la si poteva fare. Oppure l’evento non merita attenzione ed analisi. Oppure analizzare un evento dopo un paio di mesi grassi con un fine stagione da gestire e tutta la programmazione 2011 sul tavolo è più utile?


Passaggio a Barcellona
Volando via da Roma per l’imbarazzo di non aver visto nessun nostro dirigente sulla platea di quelli che contano per i festeggiamenti di Roma ’60 e relativa candidatura di Roma 2020, arriviamo a Barcellona dove un mese fa i nostri azzurri hanno mostrato cuore e muscoli nell’ultima kermesse continentale. Ne abbiamo scritto parecchio e con entusiasmo finendo con una domanda e cioè se questo risultato fosse un evento una tantum o qualcosa di più concreto (la domanda era se mancasse la ciliegina o la torta…). Il ritorno è dolce in questa città ma a bocce ferme viene in mente un aspetto abbastanza singolare dei nostri ragazzi. Premesso che alcuni di loro sono seguiti direttamente dalla Federazione (perché più bravi o già medagliati o altro) e altri sono solamente convocati al momento più opportuno in maglia azzurra, viene da chiedersi come mai quelli seguiti direttamente dalla Fidal siano andati meno bene mentre quelli che, come dire, si allenano col loro tecnico senza troppe supervisioni siano andati meglio.

A questa domanda se ne aggiunge un’altra: nel quadriennio precedente (stesso presidente Arese e stessi uomini nella stanza dei bottoni), la parola d’ordine era portarne “pochi ma buoni” per fare medaglie e spendere poco; risultato: un disastro. Cambio radicale e a Barcellona i migliori sono stati gli outsider. Qualcuno ha fatto ammenda? Qualcuno ha detto di essersi sbagliato? Qualcuno ha detto di averci pensato su e aver cambiato opinione? Ma per carità, loro non sbagliano mai! E se sei contrario sei un nemico e se per qualche motivo ci hai anche preso sei nemico e da tenere anche lontano.


Arrivo a Cagliari
Riprendiamo il nostro ipotetico aereo e arriviamo a Cagliari. Mi chiederete: perché andare a Cagliari da Barcellona invece che direttamente dall’Italia? Io vi rispondo dicendo che, data l’offerta della Fidal, passare da Barcellona vi costa meno. Ma anche qui una premessa è doverosa. I Master sembrano essere il bancomat della Fidal; ovvero chiedono quasi niente e rendono tantissimo, sono la maggioranza numerica dei tesserati ma hanno una quantità di voti che, sommata per tutte le società master, è inferiore a due grandi società della Lombardia o del Lazio. In altre parole, danno molto, prendono poco e contano niente: meglio di così…

Quest’anno i campionati italiani master di società si svolgono a Cagliari, patria del vicepresidente Adriano Rossi che molti additano come uomo di fiducia di Arese e della federazione tutta. Un uomo che nonostante la manciata di voti di cui dispone riesce a farsi eleggere e ascoltare da mezzo mondo atletico e oltre. Bene, le società master hanno avuto questa sede per gli italiani di società. Tralascio la richiesta dell’altro cattivone di Atleticanet, Werter Corbelli, il quale, a nome di molte società aveva chiesto lo spostamento della sede a causa dei costi troppo elevati imposti alle società. La tralascio anche perché la Fidal molto correttamente aveva risposto che a norma delle regole vigenti, uno spostamento non era possibile. Tralascio molto meno, anzi non tralascio per niente la presa per il naso (quando si scrive,si dice naso…) che la Fidal ha fatto alle società Master.

In breve: hanno sbandierato un super sconto a favore dei tesserati in modo di facilitare lo spostamento in quel di Cagliari. Anche volendo sorvolare sul fatto che non si tratta solo di denaro ma anche di tempo (ferie da chiedere), il problema è che questa facilitazione ha portato a questi risultati che ho letto sul blog di Lyana Calvesi la quale, cognome a parte (che già dovrebbe dare il senso dell’importanza della fonte), ha un nome molto conosciuto e considerato più che attendibile in tutto l’ambiente degli atleti over 40. Lyana, in un articolo intitolato “Anche la Fidal offre i suoi pacchi” (http://atleticaleggera.blogspot.com/2010/08/anche-la-fidal-offre-i-suoi-pacchi.html) ci informa che il costo della trasferta aerea col pacco Fidal, da Torino a Cagliari per 22 persone costa 4996,68 euro mentre chi si affida a Ryanair (come ha fatto Lyana) spende sempre per le 22 persone da Verona a Cagliari qualcosa come 1609,22 euro (e guadagna-risparmia una giornata perchè si parte alle 8.40 invece che alle 21 del giorno prima). Insomma chi sceglie l’offerta Fidal spende oltre 3000 euro in più rispetto a chi fa da solo. Al che la domanda è lecita: ma questi Master hanno le sveglie al collo e gli orecchini al naso?


Non ritorno a Roma
E’ evidente che col costo che c’è da sostenere per andare a Cagliari a vedere i Master gareggiare, tanto vale restare ancora un bel po’ su quella bellissima isola. Ma se il bel sole e il mare non vi bastano per non tornare a Roma, vi offro un altro buon motivo. Si è appena conclusa l’ultima tappa della Diamond League, il nuovo circuito IAAF a cui Roma ha aderito previa accettazione di condizioni economicamente devastanti e previa epurazione di quasi tutto lo staff dirigenziale del vecchio Golden Gala a partire da colui che aveva fatto grande il Golden Gala: Gigi D’Onofrio. Oggi abbiamo i numeri definitivi. Il Golden Gala, alla fine delle 20 tappe si attesta in decima posizione. Metà classifica che, tradotto in italiano è un fiasco clamoroso nonostante il supporto del Coni, le maggiori entrate e una federazione tutta tesa a dimostrare l’utilità dell’ingresso in Diamond League come il grande successo di pubblico e di risultati del meeting. Il Golden Gala a suo tempo era stato il miglior meeting della Golden League, circuito ben più prestigioso (solo sei tappe) e di élite di questa commercialissima e deludente Diamond.

 

Che voglio dire
Voglio dire che la Fidal, data la mediocrità di gran parte dei suoi dirigenti, vive di grossolanerie. Per la Fidal una Tata e una Lamborghini sono comunque macchine anche se con marchio diverso.
E come la Fidal guida una Tata e una Lamborghini alla stessa maniera, guida i talenti come i mediocri, i master come gli assoluti, la Diamond come la Golden, i tecnici di grandi capacità come i tecnici fortunati, i dirigenti intelligenti come i dirigenti ruffiani, le società piccole come le grandi e le società militari come quelle civili.
L’incapacità di gestire e capire le differenze genera le ingiustizie, l’omogeneità distrugge i vertici ed esalta i mediocri. Questo è quello che sta succedendo alla Fidal.
Dettagli direte voi. Differenza tra far bene o fare male dico io.

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