LA STORIA RACCONTA: LIVIO BERRUTI

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Berruti_roma60In occasione dei 50 anni del record del mondo di Livio Berruti alle Olimpiadi di Roma ’60 (03/09/1960), riproponiamo questo contributo di Mario Biagini relativo al ricordo di quella storica giornata.

Livio Berruti, nato a Torino nel 1939, è uno dei simboli nella Storia dell’Atletica Italiana. Velocista dotato di un talento purissimo la sua carriera si identifica certamente con le Olimpiadi 1960 di Roma. I suoi primi grandi risultati li ottiene sui m. 100 dove, nel 1958 a 19 anni, non solo migliora il Record Italiano vecchio di 20 anni (10”4 di Orazio Mariani) ma il suo 10”3 è addirittura il nuovo Primato Mondiale Juniores. Ma è sulla distanza dei m. 200 che dimostra notevoli margini di miglioramento.

Alla vigilia delle Olimpiadi romane porta il limite nazionale a 20”7, tempo corso per ben tre volte. Il Record Mondiale, invece, è di 20”5 ed appartiene agli americani Johnson e Norton che lo hanno stabilito nella stessa gara a Palo Alto il 2/7/1960.
Dalla loro parte c’è anche la tradizione: nelle precedenti 12 finali olimpiche dei m. 200 per 10 volte ha vinto uno statunitense e nelle altre 2 si è imposto un canadese.
Venerdì 2 settembre alle ore 9 scendono in pista i duecentisti per le 12 batterie in programma. Nella settima Berruti vince con 21”0 ed è il miglior tempo di tutto il primo turno.

Nel pomeriggio alle ore 15,20 si disputano i quarti. 20”8 per il francese Seye e per Berruti, rispettivamente nel 2° e 4° quarto.  Sabato 3 settembre ore 15,45. Seconda semifinale. Berruti è autore di una gara strepitosa: domina in 20”5! Primato Mondiale eguagliato, nuovo Record Olimpico (il precedente era di 20”6 a Melbourne 1956 di Morrow (USA)) e nuovo Record Europeo.  La finale è prevista per le ore 18. La temperatura è di 24,5 gradi. I sei finalisti sono disposti dalla 2^ alla 7^ corsia. All’epoca lo Stadio Olimpico di Roma aveva sette corsie! Berruti, con gli immancabili occhiali scuri, ha il pettorale n. 596 ed occupa la 5^ corsia.

La sua partenza è ottima, la curva è perfetta ed è davanti a tutti, mentre in cielo si libra il volo dei colombi, resiste e mantiene il vantaggio sul ritorno dell’americano Carney e del francese Seye ed è primo sul filo di lana! E fa parte della storia anche il ruzzolone sulla tennisolite appena dopo aver tagliato il traguardo. L’azzurro corre ancora in 20”5!

Il risultato completo, con i tempi manuali e automatici, di questa finale è:
1) Berruti (ITA) 20”5 (20”62)
2) Carney (USA) 20”6 (20”69)
3) Seye (FRA) 20”7 (20”83)
4) Foik (POL) 20”8 (20“90)
5) Johnson (USA) 20“8 (20”93)
6) Norton (USA) 20“9 (21”09)

Primo italiano ed europeo a vincere l’oro olimpico sui 200 metri!  Per gli Stati Uniti è un altro smacco dopo che il tedesco Armin Hary si era imposto nella finale dei 100 metri. Il Record Mondiale del torinese sarà eguagliato due anni dopo dall’americano Drayton e battuto nel 1963 con 20”3 da un altro atleta USA, Carr.

Invece il Record Europeo nel 1964 passerà ad un altro italiano. Sarà Sergio Ottolina a correre in 20”4.  Berruti difenderà con onore il titolo olimpico a Tokyo nel 1964, chiudendo al 5° posto la finale vinta da Carr in 20”3. Anche in questa occasione Berruti è il primo degli europei. L’altro azzurro, Ottolina, arriva ottavo. A conclusione della carriera di Berruti si contano 6 titoli nazionali sui m. 100, 8 sui m. 200 ed uno nella 4×100. E sono 41 le presenze in maglia azzurra per un fuoriclasse che ha sempre vissuto con stile la sua grande avventura agonistica.

 

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