CONTINENTAL CUP – SPALATO, 4 E 5 SETTEMBRE 2010

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Si è svolta a Spalato la prima edizione della IAAF Continental Cup, manifestazione a squadre, erede della Coppa del Mondo (1977 – 2006). Non più otto squadre né nazioni, ma quattro rappresentative continentali (Europa, Americhe, Africa e Asia/Pacifico) con due atleti gara (tre nel mezzofondo, ma solo due a far classifica) con punteggio da 8 a 1, e una sola classifica complessiva uomini/donne.

Condizioni meteo perfette e una bella cornice di pubblico (40 mila spettatori nella seconda giornata per la presenza della Vlasic nel salto in alto) hanno aiutato gli atleti, all’ultimo impegno stagionale, nel conseguimento di risultati tecnicamente rilevanti in molte gare.

Nella prima giornata, spicca il 15.25 nel triplo della venticinquenne Olga Rypakova, che la colloca al 7° posto della lista all-time; dopo la vittoria ai Mondiali Indoor di Doha, la kazaka si conferma indiscussa numero uno della specialità. E’ da ritrovato leader anche la gara di Jeremy Wariner sui 400m: 44.22 con una gran partenza, poi controllo fino all’inizio del rettilineo finale dove la sua progressione non lascia spazio alle speranze degli avversari, che comunque chiudono con risultati interessanti (44.59 per il giamaicano Chambers e 44.84 per l’inglese Bingham).

Vittoria di prestigio per il francese Lemaitre, 10.06 sui 100m, anche se gli avversari non erano tra i primi 10 della graduatoria stagionale. Da segnalare anche le vittorie di Phillips (8.34 nel lungo), Cantwell (21.87 nel peso) tra gli uomini e Montsho (400m in 49.89) e Jepkosgei (1:57.88 negli 800m) in campo femminile. Sorpresa invece nei 400H dove il n° 1 dell’anno Bershawn Jackson parte a cannone alla ricerca del grande tempo per poi incocciare nell’ultimo ostacolo, dando via libera al campione europeo David Greene, alla sua prima volta sotto i 48 secondi (47.88).

Blanka Vlasic è stata, come da pronostico, l’indiscussa protagonista della seconda giornata: superando l’asticella alla prima prova a 2.05 eguaglia la m.p.m. dell’anno di Chaunté Howard e migliora il record della manifestazione di 1cm, che apparteneva dal 1989 alla cubana Silvia Costa. Pubblico in delirio, anche se i tre successivi tentativi ai 2.10 del nuovo primato mondiale non danno l’esito sperato.

C’era molta attesa anche per David Rudisha e David Oliver, che con le loro imprese hanno segnato questa stagione. Il neo recordman degli 800 ha dominato la gara dal primo all’ultimo metro, chiudendo, in condizioni di apparente freschezza, in 1:43.37, uno dei migliori risultati di sempre senza “lepri”; ben lontani gli inseguitori (si fa per dire) regolati allo sprint dal polacco Lewandowski (1:44.81), oro a Barcellona. L’americano deve invece fare i conti col vento contrario (-1.1) e si deve quindi accontentare della vittoria in 13.11. Bene anche Spearmon sui 200m (19.95), che, già vincitore dei campionati americani e della Diamond League, potrebbe guadagnare il primo posto nel ranking mondiale, dal momento Bolt, Dix e Gay quest’anno sono stati più veloci ma meno presenti. Brillante come sempre il campione di tutto (Olimpiadi, Mondiali ed Europei) Thorkildsen nel giavellotto (89.26).

L’olimpionico dell’asta Steve Hooker, dopo aver vinto a Doha con 6.01, quest’anno aveva collezionato una serie infinita di prestazioni poco consone alla sua classe, che puntualmente ha rispolverato nell’occasione importante per salire a 5.95 imponendosi al francese Lavillenie (5.90) dopo una gara assai avvincente. Discorso simile nel peso donne per Valerie Adams, sempre battuta in stagione dalla Ostapchuk, ma capace qui di prendersi una significativa rivincita (20.86 a 20.18).

Merita una citazione anche l’eterno Bernard Lagat, vincitore di 3000m e 5000m col suo finale velocissimo in gare tattiche.

La Coppa è andata all’Europa, anche se la squadra americana ha lottato per vincere fino all’ultimo.

Chiudiamo con la partecipazione degli atleti azzurri, dignitosa anche se non brillante: Vizzoni 4° nel martello con 75.94, sesto posto per Grenot (51.74 nei 400m e buona frazione in staffetta) e Lamantia (14.12 nel triplo), settimo Meucci nei 3000m (7:57.98).

In definitiva il nuovo format della Coppa è piaciuto e merita di essere riproposto, magari cercando di coinvolgere maggiormente i big, come Tyson Gay che qui si è limitato ad una frazione di 4×100.

Risultati completi: http://www.iaaf.org/wcp10/results/eventcode=4435/racedate=09-04-2010/sex=M/discCode=1500/combCode=hash/roundCode=f/startlist.html

Foto di Erik van Leeuwen

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