Rudisha, dai sentieri nilotici alla pista di tartan.

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Nelle prestigiose tappe della Diamond League, il surriscaldato tartan della pista è stato reso incandescente dalle prestazioni di alcuni atleti che all’anagrafe non figurano col nome di Bolt. Infatti mentre il fulmine giamaicano si è ritirato a metà delle tappe della League per degli affaticamenti muscolari e dei fastidi alla schiena, a rinvigorire la scena ci sono stati il suo connazionale Powell, il suo acerrimo nemico Gay, la sorpesa transalpina Lemaitre (primo bianco sotto il muro dei 10″) e l’incontenibile keniano David Rudisha, quest ultimo di gran lunga la stella più luminosa di questa stagione.

David Lekuta Rudisha è un keniota, ma più precisamente un masaai. Si narra che gli antenati di questa tribù fossero degli instancabili passisti, capaci di percorrere lunghe distanze in poco tempo. E infatti lunghi furono gli spostamenti che dalle valli del fiume Nilo li portarono a popolare gli altipiani che si trovano tra Kenia e Tanzania. Ora, dopo altri come lui, Rudisha consacra lo spostamento più grande, quello che lo ha portato dal calpestare quei torridi sentieri nilotici al saltellare agilmente su una pista di tartan. Nella realtà attuale altro non è che intraprendere una disciplina sportiva. Nel corso della storia è l’emblema di un passaggio importante, che dopo la parentesi buia della schiavitù riunisce, mediante un membro della millenaria tribù, il popolo masaai alle sue origini di “liberi corridori nel mondo”.
David Rudisha non è l’unico keniota ad aver trovato nell’atletica la piazza per esprimere le sue migliori qualità, ma di certo ora è tra i pochi a riscrivere la storia di una specialità di questa disciplina a soli 22 anni.

Precisamente un anno fa corse gli 800m al meeting di Rieti in 1’42″01. Un tempo strepitoso, decisamente forte, ma non abbastanza per abbattere il record mondiale di Wilson Kipketer di 1’41″11. Rudisha intervistato dichiarò di tornare l’anno successivo a Rieti per battere quel record. Detto fatto. Nell’ultima tappa della Diamond League, tenutasi a Berlino, Rudisha ha corso in 1’41″09, abbattendo anche se solo di due centesimi il record di Kipketer. Oltremodo soddisfatto ma non del tutto, il keniano ha dichiarato dopo la gara che gli è valsa diamante e jackpot di voler bissare al meeting di Rieti, in quanto lo aveva espressamente promesso. E così è stato. Il masaai figlio del Rudisha che vinse la 4×400 a Città del Messico ’64 (giochi olimpici), ha corso a Rieti in 1’41″01, siglando così il secondo record del mondo nel giro di poco più di una settimana. “Sono molto stanco, ma proverò ugualmente a fare il record a Rieti, è un meeting al quale sono molto legato e merita che io ce la metta tutta”. Questa la sua dichiarazione prima della gara. Allo scoppio Rudisha è partito dietro la scia di Tangui, velocissimo keniota che avrebbe dovuto fargli da lepre sino ai 600. I due connazionali hanno passato i primi 400 metri sotto i 49 secondi, un ritmo a dir poco pazzesco, poi Rudisha ai 500m, ha ritenuto troppo contenuta la progressione di Tangui, lo ha sorpassato ed è volato sino all’arrivo in completa solitudine fermando il crono a 1’41″01! “Sono stato sfortunato” ha detto, “per pochissimo non sono sceso sotto il minuto e 41 secondi, ma so che posso farcela”. E gli si può dare pienamente fiducia. La sua progressione, la sua agilità e potenza che lo fanno quasi sembrare un quattrocentista, sono delle credenziali sufficenti a candidarlo come colui che può abbattere il muro dei 300 secondi sul doppio giro di pista. I riflettori finora puntati sulla velocità e sulle imprese di “thunderbolt” potrebbero ora cambiare rotta, e buttare un’occhio anche sul mezzofondo veloce dove questo intraprendente “nilotico” sta facendo e farà sognare.

Per addentrarci in un’atmosfera epica, tra molti anni potremmo dire ai nostri nipotini di esser vissuti al tempo di Bolt, saetta giamaicana, Lemaitre, guascone ed unico viso pallido sotto i 10″, e Rudisha, indomabile masaai “signore dei due anelli”.

foto di Simone Proietti
Articolo tratto dal blog “Rovesciando” (
http://rovesciando.wordpress.com/), autore Adriano Masci

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