APPUNTI CAGLIARITANI DI NANI PRAMPOLINI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Quando uscì il calendario con i campionati individuali a Roma a giugno e i societari a Cagliari a ottobre pensai subito sarebbe stato meglio il contrario. Però la nostra società, Masteratletica, era nata proprio per partecipare ai Campionati Italiani di Società Master con atleti della nostra provincia, Vicenza. Quindi, nonostante l’evidente maggior costo in termini di tempo e soldi che sarebbe stato necessario, ci siamo decisi a partecipare. Dopo la fase regionale, appena qualificati, ci siamo organizzati. Per divertirci e onorare al meglio l’impegno, abbiamo deciso di partecipare in dodici, per coprire tutte le gare e, se possibile, doppiare in alcune. Partenza in undici al venerdì, uno solo è venuto direttamente la domenica mattina.

Ci siamo trovati a Venezia, freddo e pioggia e dopo meno di due ore siamo in Sardegna, poco sopra la Sicilia e la Tunisia, con sole e bella temperatura. Due macchine a nolo e andiamo in albergo, una struttura vicino al mare, a quattro stelle, a quindici chilometri dal campo. Il pomeriggio sole, mare e piscina, qualche massaggino pregara, recuperiamo la busta con i numeri e le altre informazioni e poi cena in albergo. Si mangia bene, ed essendo veneti, si beve meglio. Gli amici e avversari umbri si impegnano a contare le bottiglie vuote sul nostro tavolo. Per chi volesse qualche spunto enogastronomico (non si vive di sola atletica) guttiau (pane carasau intinto d’olio), malloreddus come pasta, come dolci sebadas, (grafia cagliaritana e non sassarese…) e vino cannonau rosso e vermentino bianco. Poi passeggiata e birretta per digerire, in alternativa mirto e filu ’e ferru, acquavite di vinacce.

Al sabato mattina gli altri vanno al mare, tocca a me come tecnico sorbirmi l’inevitabile riunione tecnica: l’organizzazione è veramente molto buona e tutto fila liscio. I soliti discorsi dei dirigenti si digeriscono senza problemi. Poi cominciano i tipici particolarismi di noi italiani, sempre più bravi a domandare e lamentarsi che a fare. Comunque in un paio di ore ce la caviamo. Stupisce l’assenza di squadre che avevano fatto campagna acquisti sul territorio veneto. Mai come questa volta il commento è che gli assenti hanno sempre torto. Il tempo è splendido, il campo ottimo, i giudici collaborano bene con tutti gli atleti che hanno due gare in contemporanea, visto che parecchi sono in questa situazione per coprire tutte le gare.

A me toccano come da copione alto e triplo. Non sono in grande forma, due gare impegnative in un pomeriggio sono difficili e non ho copertura, unico della mia squadra in queste gare. Sono sotto il mio standard, mi impegno ma ottengo solo di portare punti senza eccellere. Comunque sono gare tra amici, divertimento totale e ambiente di grande allegria. Dò consigli a tutti nel triplo, evitiamo di farci male. Dario Rappo e Lorenzo Muraro, le punte della squadra fanno faville; gli altri si difendono, andiamo tutti bene, così siamo nelle primi dieci squadre, come da migliori previsioni.

Tra tutti gli amici visti, cito Dusko sugli ostacoli, partenza da vecchi tempi; Antonella timida sull’alto; Andycop (Benatti) frenetico sugli ostacoli; Rosa (Marchi) pimpante nel triplo; Bongo (Botanga) straripante come sempre; Max il mago; Chiara efficace; Viola solare. Però la copertina questa volta è per Pina Cirulli. Grande ostacolista, compagna di squadra per anni, i suoi occhi illuminano sempre i campi. Come dice lei: ”Siamo ancora belli, uguali a trent’anni fa”. Rientro in albergo stremato, dopo dieci ore sul campo. Cena e passeggiata, birretta come sempre, tutto sta andando alla perfezione. A Firenze l’anno scorso era un bollettino di guerra, qui per il momento nessun intoppo.

Domenica mattina mi alzo presto, non gareggio e faccio l’autista: subito in campo. Poi all’aeroporto a prendere l’ultimo della squadra, di nuovo al campo. Lorenzo e Dario vincono alla grande, finiamo con 3 vittorie per la nostra squadra. Solo l’Olimpia Rimini ne fa di più. Cerco di supportare i miei compagni, altro massaggino, e Francesco pure fa una grande prestazione.  Documento la trasferta e faccio foto, soprattutto nelle pedane non coperte dal fotografo ufficiale, che subito si risente della mia presenza in campo. Non vale la pena litigare, lui lavora, io mi diverto. Gli altri compagni di squadra continuano a gareggiare, difendiamo le posizioni. Alla fine tutti in aeroporto per non perdere l’aereo, sentiamo i risultati. Siamo settimi, la miglior prestazione mai realizzata dalla nostra società. Veramente è andato tutto benissimo, atmosfera tra di noi di grande collaborazione e affiatamento, il giusto atteggiamento per avere soddisfazioni anche i prossimi anni. Come già espresso direttamente, un ringraziamento agli organizzatori, per la grande ospitalità e collaborazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *