DEBUTTA L’ATLETICA AI COMMONWEALTH GAMES

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Debutto tra le polemiche per l’atletica ai Commonwealth Games, in uno stadio semivuoto. Assegnati i titoli dello sprint breve con squalifica “postuma”

L’atletica ha debuttato ai Commonwealth Games di New Delhi, in India, nel marasma organizzativo e le spietate critiche dei media occidentali, e purtroppo con defezioni di massa tra le squadre di punta, Giamaica ed Inghilterra in primis, causate dagli infortuni e dal ritardo di questa manifestazione rispetto al resto della stagione agonistica. Anche il bellissimo stadio Nehru ha purtroppo visto un’affluenza scarsa e non degna dell’evento, come le altre gare dei Giochi fin qui.

Effettivamente questa 19.  edizione dei CG in atletica sembra destinata ad essere una di quelle non particolarmente memorabili, vedremo se il prosieguo smentirà quella che sembra essere una facile profezia.

L’inizio nella giornata di mercoledì 6 ottobre ha visto solo un titolo assegnato, mentre lo sprint dei 100 m di ambo i sessi ha visto l’inizio dei turni eliminatori, così come i 400 m.

Il titolo è stato uno di quelli che potevano comunque contare su un cast di prestigio, grazie alle nazioni africane del Commonwealth: i 5.000 maschili.

Solita gara tattica risoltasi in volata nel rettilineo finale (tempo per il vincitore 13’31″25), con l’ugandese Moses Kipsiro Ndiema a rinverdire un successo prestigioso dopo tanti piazzamenti (unica eccezione la vittoria nei Giochi Africani del 2007), battendo sul filo il keniano Eliud Kipchoge, iridato della distanza a Parigi 2003, di soli 7/100. Terzo con 13’32”58  e quarto con 13’37”02 rispettivamente gli altri due keniani, Mark Kosgei Kiptoo e Vincent Yator, che ai Campionati africani di Nairobi erano saliti sul podio davanti al vincitore.

Al quinto posto l’argento europeo dei 10.000, l’inglese Christopher Thompson, con 13’39”28, anch’egli in volata sull’altro bianco, l’australiano Collis Birmingham, con 13’39”59.
Ricordiamo che ai Commonwealth Games l’Inghilterra, la Scozia, il Galles e l’Irlanda del Nord schierano ognuna la propria rappresentativa, mentre la Repubblica di Irlanda o Eire non ne fa parte.

La seconda giornata è vissuta soprattutto sulle finali della velocità, che hanno riservato non poche polemiche, oltre che su un’ottima finale del peso maschile.

In quest’ultima gara il canadese Dylan Armstrong ha stabilito il record dei Giochi con un’ottima misura, considerando il periodo: 21,02 all’ultimo lancio, dopo essersi solidamente issato in testa fin dal 3° lancio con 20,76. Al secondo posto, con il lancio iniziale di 20,19 che lo aveva fatto andare momentaneamente in testa fino a metà gara il giamaicano Dorian Scott. Terzo col personale di 19,99 l’australiano Dale Stevenson, di poco davanti al veterano inglese Carl Myerscough con 19,74 ed al beniamino di casa Om Prakash Singh, quinto con 19,51.

La prima finale della velocità ha visto il caso più scabroso, fin qui, dei Giochi. Nei 100 femminili, dopo un’iniziale squalifica per falsa partenza della inglese Laura Turner, le atlete si sono ripresentate sui blocchi per un secondo via, che ha visto giungere prima sul traguardo l’australiana Sally Mclellan-Pearson, una delle migliori ostacoliste veloci al mondo,  col tempo di 11”28 (vento + 0,2). Sally sarebbe stata così ad un passo dal realizzare una storica doppietta sui 100 con e senza ostacoli mai riuscita a nessuno in passato ai Giochi del Commonwealth. Purtroppo per lei, un reclamo dopo la gara della delegazione inglese, teso a far acquisire il terzo posto alla 30enne sconosciuta Katherine Endacott, qui giunta al personale con 11”44, la ha vista dopo interminabili discussioni in seno alla giuria squalificare per una falsa partenza non segnalata immediatamente, ma il risultato finale è stato deciso dopo che le gare serali erano abbondantemente terminate. La vittoria è così andata col tempo mediocre di 11”32 alla nigeriana Oludamola Osayomi, davanti alla caraibica di Saint Vincent and Grenadine (se non lo sapete è uno dei cosiddetti “paradisi fiscali”) Natasha Mayers con 11”37 ed alla suddetta Endacott.

Meno polemica e migliore come risultato tecnico la gara maschile. Qui non c’era un netto favorito, ed alla fine la vittoria è andata con 10”12 (vento + 0,3) al giamaicano Lerone Clarke, 29 anni, già vicecampione del Centroamerica per un distacco di 3 millesimi e componente della staffetta giamaicana con i grandi Bolt e Powell nelle gare di quest’estate dei meeting europei (nella 4×100 ha già vinto l’oro olimpico e mondiale da riserva). Secondo come agli Europei il ritrovato inglese Mark Lewis Francis con 10”20, penalizzato da una scivolata in partenza sul blocco che non è più riuscito a recuperare. Forse a 28 anni la grande occasione per lui non tornerà più. Il bronzo è stato conteso tra due trinidegni, arrivati entrambi a 10”14 in semifinale, e l’esperto ex-statunitense Aaron Armstrong ha avuto la meglio su Emmanuel Callender per 1/100 con 10”24. Qui naturalmente vale la pena sottolineare che i primi 11 atleti del Commonwealth nella graduatoria stagionale dei 100 m erano assenti dalla competizione…

Nell’unica altra finale di giornata nel martello femminile la favorita canadese Sultana Frizell si è imposta agevolmente con 68,57 davanti alle inglesi Carys Parry (64,93) e Zoe Derham (64,04).

E’ iniziato nel frattempo anche il decathlon, che ha visto da subito il dominio del favorito canadese Adjetey-Nelson, mentre nelle semifinali dei 400 femminili Amantle Montsho del Botswana, pluricampionessa africana della distanza, ha dimostrato di essere nettamente favorita, unica a scendere sotto i 51” con 50”80.

(Fonte: BBC)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *