Kinder + Sport Cup: l’atletica giovanile sale in cattedra a Cles

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Di seguito l’accurato report di Luca Perenzoni della tre giorni di gare a Cles. Protagonisti i giovani cadetti e cadette provenienti da tutte le regioni d’Italia.

1° giornata
E’ stato il toscano Francesco Neri il primo atleta ad essere incoronato campione italiano nell’edizione 2010 della Kinder+Sport Cup: il quindicenne dell’Atletica Livorno ha trovato, grazie al secondo lancio da 66,13 metri, lo spunto ideale per ritagliarsi uno spazio sul gradino più alto del podio del primo concorso del programma. Ad accompagnarlo alla cerimonia delle medaglie, ecco l’emiliano Mattia Bissioni (58,70) ed il veneto Marco Piva (53,77). Poco dopo nei 300 ostacoli, è stata la campana Eleonora Fucci a siglare il miglior tempo nelle batterie, correndo in 45″88 per lasciarsi alle spalle la friulana Elisa Rovere e la lombarda Michela Villa; quarto tempo per l’altoatesina Valentina Cavallari, figlia d’arte dell’ostacolista del passato Irgmar Trojer, già primatista italiana e due volte olimpionica.

Al maschile invece, alle spalle del lombardo Luca Capocardo (39″56) sono stati due ragazzi trentini a mettersi in luce: il lagarino Matteo Mazzola del Crus Pedersano (39″90) ed il valsuganotto Nicola Lorenzi (Gs Valsugana, 40″37), perginese fratello di Marco, in questa stagione capace di siglare i record italiani under 18 nei 300 e nei 400 metri. Il titolo italiano, verrà assegnato nel pomeriggio di domani nel corso della finale che coinvolgerà i migliori otto della giornata odierna. A seguire, la stessa distanza ma senza ostacoli e a mettersi in mostra sono stati soprattutto la friulana Ilenia Vitale (40″50) ed il lombardo Andrea Felotti (ottimo 36″03) seguito dal conterraneo Pietro Pivotto (36″36). Colori campani sul gradino più alto del podio del disco femminile: Maria Antonietta Basile (Atletica Marano) si è imposta con 38,36 metri, confermando il titolo vinto lo scorso anno e coronando la giornata tricolore ricevendo la medaglia d’oro dalle mani della sette volte campionessa italiana di lancio del disco Laura Bordignon, testimonial delle Fiamme Azzurre che supportano la logistica della manifestazione. A completare il podio, l’emiliana Virginia Braghieri (35,25) e l’abruzzese Marika Santoferrara (33,06).

Contesto simile per il getto del peso maschile, dove il sorriso più largo è stato quello del laziale Davide Zocchi, capace di 16,55 per precedere Thomas Ristallo (Lombardia, 15,94) ed il veneto Jacopo Vedovato (15,91). Passando alla pedana del lungo, l’Emilia Romagna ha saputo trovare forza nei salti di Lorenzo Dallavalle, atterrato a 6,86 (vento +1,4) vanificando i tentativi del piemontese Nicholas Sabena (6,80) e del pugliese Giulio Marzano (6,64). Friuli prim’attore invece nel salto con l’asta, grazie alla pordenonese Lucia Zocchi: favorita d’obbligo della gara, la friulana non ha tradito le attese valicando i 3,10 per poi fallire l’attacco a 3,30. A farle compagnia sul podio, la lombarda Katia Belussi (3,00) e la piemontese Helen Falda (3,00).

Emozionante chiusura in volata per i 4000 metri di marcia: dopo una gara condotta spalla a spalla, solo nel finale il lombardo Daniele Todisco, allenato dall’ex azzurro Alessandro Gandellini, ha trovato le energie per superare il sardo Andrea Agusti. Un contatto tra i due nei concitati, metri finali ha caratterizzato il finale, ma pronte ed immediate sono arrivate le scuse del vincitore (tempo finale, 18’29″71). Terza piazza per un altro lombardo, Manuel Giordano. Pochi minuti prima delle 18 il sindaco di Cles Maria Pia Flaim, il consigliere federale Stefano Andreatta, il presidente della società organizzatrice Atletica Valli di Non e Sole Walter Malfatti e Giorgio Malfer, presidente del Comitato Fidal Trentino hanno provveduto a tagliare il nastro, inaugurando ufficialmente la rinnovata pista clesiana, nella speranza che l’anello noneso possa vedere crescere altri campioni dopo Federica Dal Rì, Giuliano Battocletti e Costantino Bertolla.

Grande festa invece, a partire dalle 19, nella Piazza del Municipio, cuore di Cles. La cerimonia di apertura ufficiale con la sfilata delle 21 rappresentative regionali ha saputo scaldare nuovamente l’animo di atleti, accompagnatori e dei tanti spettatori che hanno voluto salutare i migliori campioni in erba del Paese. Domani, dalle 9 e fino alle 19, la seconda, intensissima giornata di gara, che dalle 11 alle 15 potrà fregiarsi anche della presenza di importanti testimonial, come il campione olimpico Alex Schwazer e la campionessa mondiale giovanile Alessia Trost che saliranno a Cles per seguire le gesta dei protagonisti del domani.

2° giornata
Il programma mattutino della seconda giornata della Kinder+Sport Cup di  Cles ha offerto uno dei piatti forti dell’intera manifestazione, ovvero il salto triplo femminile che ha regalato l’eccellente prova della vicentina Ottavia Cestonaro: un concorso di alto, altissimo profilo, fatto di sei prove oltre i 12 metri e con ripetuti miglioramenti del proprio primato personale, fino al 12,67 dell’ultimo turno di salti che inserisce la quindicenne allenata da papà Sergio al terzo posto nella graduatoria all time di categoria, a soli 4 centimetri dalla miglior prestazione firmata da Simona La Mantia. Risultati importanti, maturati nonostante i 15 gradi offerti dall’atmosfera autunnale di Cles: lo stesso Paolo Camossi, campione mondiale indoor del triplo ad inizio millennio, ha voluto incaricarsi della premiazione, sottolineando il valore della prestazione della portacolori della CSI Fiamm di Vicenza.

 Meno rilevanti ma comunque interessanti sono state le prove dell’abruzzese Giada Bilanzola e dell’emiliana Federica Roberto, accreditata dal metro rispettivamente di 11,83 e 11,48. Il secondo titolo assegnato nella mattina è stato quello del disco maschile: poca suspance, considerata la netta superiorità di un altro veneto, Andrea Caiaffa, padovano di Monselice e già capace di viaggiare su un registro di valore assoluto con i suoi 50,70 metri. Già il primo lancio a 45,28 è stato sufficiente per mettere in chiaro le cose a favore dell’atleta inserito nel gruppo giovanile delle Fiamme Oro: sul podio con lui, anche il pugliese Valerio Maiorano (39,89) ed il laziale Federico Bulzoni (39,58). Il resto del programma mattutino ha quindi proposto le gare più veloci, con e senza ostacoli. Turni di qualificazione, in vista delle finali del pomeriggio quindi per gli 80 metri piani e per le prove sugli ostacoli alti, 80 metri per le cadette e 100 per i cadetti.

C’era anche Alex Schwazer a Cles per salutare i 1000 cadetti d’Italia impegnati nella Kinder+Sport Cup. Il campione olimpico di Pechino è un ospite affezionato dei campionati italiani cadetti: presente a Ravenna, presente l’anno passato a Desenzano, presente anche a Cles, decisamente vicino alla sua Calice. Ad accoglierlo, tanti giovani in cerca di autografi e foto con il marciatore altoatesino. “Il campionato italiano dei cadetti è una delle gare più belle in assoluto, mi piace, da sempre. Ricordo ancora la mia esperienza a Cesenatico, nei 2000 metri di corsa, ai tempi non marciavo ancora. Non so come mi sono piazzato, ma la ricordo come una delle esperienze più divertenti del mio periodo giovanile”. Tranquillo e rilassato l’atleta dei carabinieri non ha dubbi per il futuro. “La 50 chilometri è la mia gara. Mi affascina, mi entusiasma, mi soddisfa, mi spreme fino in fondo; e credo di essere sicuramente più portato a questa distanza rispetto alla 20. Quindi il futuro sarà lì, ho ancora obiettivi da raccogliere ed in fondo il clima asiatico mi ha sempre portato bene…” Un abbraccio al primo allenatore, Hans Ladurner, strette di mano, una premiazione con il Sindaco di Cles, Maria Pia Flaim, poi si torna allo stand Kinder per soddisfare i tanti giovani in attesa del loro campione.

 Nel primo pomeriggio, le prime a presentarsi in campo sono le martelliste, con la friulana Claudia D’Andrea a confermare i pronostici della vigilia, nonostante un concorso sicuramente poco tranquillo. Due nulli iniziali hanno infatti provare qualche brivido di troppo alla rappresentante della Libertas Sanvitese, che al terzo lancio ha messo comunque al sicuro la gara per poi complerare l’opera al quarto turno con un importante 49,63. Colori lombardi a completare il podio, con Simona Previtali a precedere Arianna Nava: per loro, rispettivamente 42,65 e 42,19. Il Veneto torna a sorridere anche nel pomeriggio: il merito è tutto dell’ostacolista Sara Bado, prima firma della finale principale degli 80 ostacoli con il tempo di 11″92 che risulta essere l’unico riferimento inferiore alla barriera dei 12″ nel corso della giornata. Piazza d’onore per la cuneese Claudia Salerno (12″21) con la lombarda Federica Palumbo (12″26) a mettersi al collo la medaglia di bronzo.

Al maschile è l’emiliano Alessandro Faragona e mettere tutti in riga, agevolato forse dalla mattinata poco brillante del ligure Iacopo Corsini, tra i papabili per il successo finale ma incappato in un errore in batteria che l’ha lasciato nella finale B. In ogni caso Terragona si è messo l’oro al collo correndo in 13″47 con il lombardo Luca De Maestri (13″58) ed il laziale Francesco Proietti (13″68) a completare il podio mentre nella finale B Corsini acuiva l’amarezza dominando in 13″56; settimo posto assoluto per l’aquilotto trentino Stefano Gius (14″12). C’è spazio anche per la Val d’Aosta sul trono di Cles: Jacopo Spanò conferma il potenziale negli 800 metri, per imporsi con un prezioso 9″11 che lascia solo gli altri metalli all’umbro Matteo Cappannini (9″31) e al laziale Matteo Mattei (9″41). Dall’estremo nord alla Sardegna: dall’isola arriva infatti la vincitrice degli 80 femminili: Anastassia Angioi vola sul rettilineo clesiano per chiudere in 10″20, con 5 centesimi di margine sulla veneta Martina Favaretto (10″25) e la toscana Valentina Lensi (10″35).

Nel salto in lungo femminile, il Veneto la fa da padrona grazie a Francesca Bianco, cadetta al primo anno capace di portare in dote alla propria rappresentativa l’ennesimo successo con un 5,47 che non ha concesso repliche alla piemontese Cristina Caviglia (5,26) e l’emiliana di origine araba Jasmin Abullahi Mukasi (5,11). Colori veneti che sventolano alti anche nel giavellotto, terra di conquista di Paola Padovan che al terzo tentativo trova un 43,34 che vale il titolo tricolore davanti all’emiliana Maria Biserni (42,43) e alla piemontese Camilla Sarasso (39,28).

Nei 300 ostacoli la luce dei riflettori illumina l’agile azione della piemontese Giulia Crivello (45″15) che si lascia alle spalle la campana Eleonora Fucci (45″50) e l’altoatesina figlia d’arte Valentina Cavalleri, incitata a bordo pista da mamma Ingmard Trojer, già primatista italiana dei 400hs nel recente passato. A premiare le protagoniste delle barriere basse, ecco la campionessa mondiale under 18 Alessia Trost, arrivata a sua volta in Trentino per salutare i cadetti d’Italia.

Poco dopo il folto pubblico clesiano ha modo di scaldare le mani, applaudento l’appassionante gara dei 300hs maschili che vedono il lombardo Cacopardo involarsi verso il titolo tricolore e soprattutto verso la nuova miglior prestazione nazionale: 38″43 il tempo del cadetto dell’Atletica Estrada che va a migliorare il 38″76 che Andreas Nadolski aveva segnato nel maggio del 1997. E non è tutto, perchè insieme a lui emerge prepotentemente il Trentino, che piazza due ragazzi sul podio: Matteo Mazzola con 39″11 migliora addirittura il suo record regionale ed entra al settimo posto nella graduatoria italiana di sempre mettendosi al collo la medaglia di argento imitato, al suo fianco da Nicola Lorenzi, terzo con il nuovo personale di 39″98 per continuare la favola della famiglia valsuganotta che ha già visto l’allievo Marco migliorare a ripetizione record nazionali nei 400 piani.

Tolti gli ostacoli, la Lombardia resta sul gradino più alto del podio, anzi, si regala una doppietta nei 300 piani grazie ad Andrea Felotti (35″59) seguito dal compagno di colori Pietro Pivotto (36″72) con il siciliano Gabriele Guarrera terzo in 37″03. Friuli padrone invece nei 300 cadette: Ilenia Vitale è imprendibile per tutti e corre in 40″37 per precedere la veneta Johanelis Herrera Abreu (41″44) e la lombarda Sabrina Maggioni, terza in 41″58. E poi, nei 2000, arriva il momento del Trentino: Yema Crippa, il giudicariese di origine etiope al primo anno di categoria, ha tenuto fede ad ogni pronostico, marcando strettamente il pugliese Michele Ninivaggi per poi sferrare l’attacco decisivo all’imbocco del penultimo giro. Una progressione irresistibile per tutti che ha condotto il quattordicenne trentino sul gradino più alto del podio col tempo di 5’42”. Piazza d’onore per lo stesso Ninivaggi, quindi il lombardo Nadir Cavagna. Poco lontano, nel frattempo, il suo compagno Stefano Vianello si arrampicava oltre i 4,00 nell’asta, coronando il proprio sogno tricolore accompagnato sul podio dall’umbro Tommaso Martini (3,85) e dal laziale Marco Procoli (3,60). Ma torniamo ai 2000, onorando la seconda vittoria consecutiva dell’emiliana Christine Santi, capace di bissare il successo dello scorso anno di Desenzano correndo in 6’30″41 precedendo la marchigiana Elisa Copponi e la sarda Alice Cocco.

Nel peso femminile, ancora Lombardia. Ilaria Mezzalira trova un lancio da 12,06 per superare una coppia targata Lazio composta da Hannah Edagha (12,03) e Claudia Bertoletti (11,93) mentre l’ultimo concorso ad assegnare il titolo italiano in questa seconda giornata è stato il triplo maschile, vinto dal marchigiano Sasha Tirabassi (12,45) davanti al piemontese Simone Ramirez (12,32).

3° giornata
Arriva anche il sole a salutare i cadetti d’Italia nella terza ed ultima giornata della Kinder+Sport Cup 2010 che nella mattinata odierna ha completato il proprio programma, incoronando la rappresentativa della Lombardia capace di raccogliere 558 punti per precedere di 8 lunghezze i campioni uscenti del Veneto che si possono comunque consolare con il nuovo primato italiano under 16 stabilito dalle ragazze della 4×100: 48″03 per scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’atletica giovanile italiana. Si chiude così una tre giorni intensa, che ha regalato forti emozioni in un contesto egregiamente organizzato ed allestito dall’Atletica Valli di Non e Sole in collaborazione con le strutture federali della Fidal e di Fidal Servizi e la logistica delle Fiamme Azzurre. E così, mentre nel Centro per lo Sport ed il Tempo Libero di Cles ancora risuonano gli inni delle premiazioni, scende il sipario sulla stagione su pista 2010: l’ultimo atto porta impresso il marchio di Trentino, il marchio di Cles.

 Ma vediamo nel dettaglio l’evolversi della terza ed ultima giornata di gara.
Le prime a scendere in pista, di prima mattina, sono state le marciatrici impegnate nei 3000 metri: a vincere è stata la pugliese Giorgia Palmisano, portatrice di un cognome noto nel mondo della marcia anche se nessuna parentela la lega con la più nota Antonella, pur condividendo con lei le dure ore di allenamenti nel gruppo dell’Atletica Don Milani. il 15’04″65 di Cles la incorona campionessa italiana under 16, mentre l’argento va a impreziosire il collo della feltrina Marta Stach (15’09″38) con la lombarda Alice Peverata a salire sul terzo gradino del podio (15’14″06). I 1000 metri cadetti offrono due serie decisamente interessanti, nella prima il veneto Emanuele Pinton supera in volata il pusterese Hannes Schifferegger, rispettivamente con 2’42″06 e 2’42″30 per poi stare alla finestra e seguire l’evolversi della seconda serie, quella dei favoriti. Epilogo analogo, con un altro veneto, il bellunese Enrico Riccobon ad imporsi dopo solo due mesi dedicati all’atletica leggera: 2’37″70 il tempo che lo consacra campione italiano davanti al lombardo Luca Ferro (2’38″69) ed al rappresentante della Basilicata Luca Placanico (2’39″85): per Pinton, inserimento in settima piazza.

L’attesa per la gara femminile è tutta per Eleonora Vandi, la marchigiana già vincitrice dei Giochi Studenteschi ed in grado di primeggiare nel corso dell’intera stagione. Tutto secondo copione: la longilinea dell’Atletica Avis Fano controlla la situazione per i primi 600 metri, per poi prendere il largo nel cuore del giro finale, chiudendo in 2’59″70 per lasciarsi alle spalle la lombarda Debora Varrone (3’03″02) e la laziale Erika Picher (3’03″60). Ultime fatiche anche per i protagonisti e le protagoniste del pentathlon. Cinque prove (80hs, lungo, alto, giavellotto e 600 – 1000 per i cadetti) che onorano la costanza e l’impegno della vicentina Federica Gaspari capace di superare la pordenonese Giulia Piazzi proprio nei 600 metri conclusivi, corsi in 1’46″96 per mettere al sicuro il successo e superare l’importante soglia dei 4000 punti. E’ di 4036 il bottino finale della Gaspari, un bottino che conta anche del 12″09 negli 80hs, dell’1,48 nell’alto, dei 31,35 nel giavellotto e del 5,10 nel lungo. Dietro di lei, Giulia Piazzi, che nei 600 ha visto sfumare il sogno dorato dopo aver concluso in prima posizione la prima giornata di gara: questo il suo percorso: 12″81 – 1,51 – 41,27 – 4,80 – 1’51″39 per un totale di 3973 punti. Terza posizione, infine, per la meranese Lisa Seppi, allieva di due grandi esperti del settore come Gertrud Bacher e Karl Schoepf: per l’altoatesina 3884 punti per la serie di 12″87 – 1,51 – 30,36 – 4,91 – 1’45″16.

E lo scettro del pentathlon resta in Veneto anche al termine della prova maschile. Ad indossare la medaglia d’oro, ecco Alessandro Cecchin, padovano che veste i colori della vicentina Atletica Nevi e che ha saputo inserirsi al settimo posto nelle graduatorie all-time grazie ai 3733 punti raccolti nel corso delle due giornate di gara. Un bottino maturato con il 13″65 nei 100hs, con l’1,87 nell’alto, con il 35,82 nel giavellotto, con il 6,27 nel lungo e completati correndo in 3’07″90  i mille metri. Ad accompagnarlo sul podio, ecco il lombardo Simone Fassina (3634) ed il laziale Simone Poccia (3466).

E’ Alessia Trost in persona a premiare le protagoniste del salto in alto cadette: la friulana, sua corregionale, Eleonora Omoregie ha meritato di salire sul gradino più alto del podio superando, unica del gruppo, la misura di 1,67. Due centimetri più sotto, si fanno spazio in seconda posizione Francesca Bonucelli con i colori della Toscana e la veneta Anna Padovan, mentre qualche errore di troppo frena la laziale Erika Furlani ai piedi del podio. Viene dalle Marche, da Macerata, invece il prim’attore del tiro del giavellotto: Emanuele Salvucci trova la freschezza per lanciare a 58,74 metri il suo attrezzo da 600 grammi, migliorando il proprio primato personale ma soprattutto conquistando il titolo tricolore davanti a due ragazzi campani che rispondono ai nomi di Lorenzo Guglielmelli (54,89) e Massimiliano Lepore (51.45).

Dulcis in fundo, le staffette 4×100. Ed è proprio dall’ultima gara del programma tecnico che prende forma il grande risultato di questa ultima giornata di Cles 2010. Il quartetto delle cadette venete infatti, formato da Martina Favaretto, Greta Fornasa, Ottavia Cestonaro e Johanelis Herrera Abreu riesce infatti nell’impresa di migliorare il record italiano limando un centesimo al precedente limite di 48″04 siglato nel 2006 dalle ragazze lombarde dell’Atletica Estrada. La formazione veneta ferma il cronometro su 48″03 precedendo Lombardia (49″10) e Friuli Venezia Giulia (49″73). Nella gara maschile invece è il Lazio a conquistare l’ultimo titolo messo in palio a Cles: Luca Roveto, Alessandro Galati, Francesco Proietti e Marco Mattei coprono l’anello in 44″08 per precedere la Lombardia (44″13) e il Piemonte (44″51). E’ l’atto che sancisce la conclusione di questa entusiasmante avventura, che lancia il momento delle premiazioni conclusive che vedranno la Lombardia mettere le mani sulla Kinder+Sport Cup. Applausi, sorrisi, gioia che scorre a fiumi, mentre tutte le 21 rappresentative regionali si concedono l’ultimo, esultante, giro del campo. Cles 2010 si chiude qui, con un successo cercato, voluto e conquistato dal comitato organzzatore locale che per la prima volta è riuscito a portare un campionato italiano su pista sul territorio Trentino.

Tutti i risultati della tre giorni sono disponibili su: http://www.fidal.it/2010/COD2562/Index.htm

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