Dopo Barcellona

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Allora,  dove eravamo rimasti ? Eravamo rimasti al pre-Campionati Europei di Barcellona ed alle mie  previsioni sugli stessi. Sono rimasto contento vedere che il documento pubblicato da atleticanet fosse, durante i Campionati,  per molti addetti, telecronisti, giornalisti, tecnici, dirigenti ed altri guida e supporto.

Al rientro da Barcellona avevo anche predisposto un riassunto/commento alle previsioni che ho lasciato cadere per due semplici motivi : a) a breve distanza i giudizi sono troppo emozionali b) attendevo che fossero altri a fare considerazioni sicuramente più obbiettive. Invece devo constatare che a distanza di due mesi neanche la Federazione ha fatto il necessario de-briefing sui risultati di Barcellona.

Aggiungete che l’ultimo Consiglio Federale si è svolto ai primi di luglio, quando è stata varata la squadra, e che il prossimo è previsto alla fine di Ottobre, alla faccia della programmazione ! Ed allora ecco le mie considerazioni.

Situazione Generale

Come era prevedibile la Russia ha dominato i Campionati, ma vincendo quasi 10 medaglie in meno che a Goteborg nel 2006. Erano partiti bene ma poi hanno fatto flop in parecchie gare. Dietro di loro un grande terzetto : Francia, Gran Bretagna e Germania. La Francia ha sicuramente fatto grande impressione sia per la qualità delle medaglie vinte ma soprattutto per il suo potenziale futuro.

Sarà interessante vedere nei prossimi due anni (Mondiali e Giochi Olimpici) se l’Europa che a Barcellona ha dimostrato di essere viva sarà in grado di migliorare le percentuali (negative) registrate negli ultimi anni e che ricordiamo :

 

Evento

% Medaglie Europee

Giochi Olimpici Atene 2004

48,2 %

Campionati Mondiali  Helsinki 2005

50,4 %

Campionati Mondiali     Osaka 2005

43,4 %

Giochi Olimpici Pechino 2008

39,0 %

Campionati del Mondo Berlino 2009

36,6 %

 

La situazione Italiana

L’Italia nel passato aveva spesso sopravanzato alternativamente Francia, Gran Bretagna o Germania. Ma dopo Goteborg  e più che mai ora pare aver perso il treno di queste grandi nazioni che per numero dimensione sono estremamente vicini a noi.  Quel che colpisce è la mancanza di ambizione a voler rimanere agganciati a questi tre Paesi ed invece ad accontentarsi di qualche barlume di luce.

Dispiace vedere che nazioni come Turchia, Ucraina, Spagna , Bielorussia e Polonia ci sopravanzino nettamente ed ormai regolarmente.

Sarà anche vero che a Barcellona l’atletica Italiana ha mostrato qualche segnale più positivo che a Berlino. Ma solo in un aspetto : ha visto atleti raggiungere in questa occasione i loro migliori risultati e non, come era successo lo scorso anno, i peggiori in assoluto. Per questo ci pare irresponsabile aver letto i commenti che abbiamo letto.

Mentre rimandiamo ad un’attenta lettura delle statistiche complete allegate è facile concludere tre inconfutabili aspetti:

1. Così come Melbourne 1956 ha preceduto Stoccolma 1958 , ora Berlino 2009 ha preceduto Barcellona 2010. Cosa vuol dire ? Che in questo parallelo non abbiano vinto alcuna medaglia d’oro (ovviamente a Melbourne ed a Berlino non avevamo vinto alcuna medaglia). Il fatto di non aver mai sentito l’Inno Nazionale a Barcellona è un fatto che non si può passare sotto silenzio e che fa ripetere il detto “zeru tituli”.

2. Barcellona 2010 ha rappresentato per l’Italia il peggior piazzamento nel medagliere in 20 edizioni dei Campionati Europei, il 17°  In 20 edizioni eravamo stati sempre fra i primi 10 Paesi (ma anche con piazzamenti nei primi 5) e solo nel 2002 eravamo stati 16.

3. A livello di Campionati Europei vi è stato un miglioramento nei finalisti , 25 contro i 19 di Goteborg, e complessivamente il quinto miglior risultato di sempre, ammesso che si possano paragonare i valori tecnici dei Campionati Europei attuali con quelli del passato prossimo, ed ovviamente neanche con quelli del passato remoto.

Cosa vuol dire tutto ciò ? Molto semplice : c’è stato da parte della Direzione Tecnica un maggior  controllo del raggiungimento dell’obbiettivo principale della stagione, ma ciò non toglie che l’atletica Italiana ha confermato la sua fragilità di questi ultimi anni.

Lungi da noi esprimere giudizi individuali sui singoli atleti, ma bisogna avere il coraggio, oltre che essere soddisfatti per aver visto un nuovo spirito, di dire che delle 6 medaglie vinte solo due (quella della marcia  e la 4×100) hanno un valore Olimpico/Mondiale, con tutti i punti interrogativi sulla situazione del nostro atleta di spicco e sullo scenario mondiale della velocitò, mentre le altre sono importanti a livello Europeo ma ininfluenti nel contesto mondiale ed olimpico, sperando ovviamente di essere smentiti.

Ma vi sono atri aspetti della stagione che meritano di essere commentati, uno positivo ed uno negativo.

I Campionati Mondiali Juniores hanno segnato la fine del nostro digiuno di medaglie con la conquista a Moncton di un argento ed un bronzo. Che poi la medaglia d’argento di Claudio Stecchi sia una medaglia self made dalle finanze del padre avendo lo stesso frequentato Formia e Petrov a proprie spese , senza alcuna assistenza, per tutto l’anno è un fatto che deve far pensare. Comunque a Moncton siamo arrivati al 29° posto per medaglie ed al 17° per finalisti.

Il fatto estremamente negativo è invece quello di aver visto moltissimi atleti azzurri dopo Barcellona scomparire e non gareggiare più. Circa una ventina di loro o non hanno più gareggiato od hanno fatto al massimo una gara. Ma come è possibile? Barcellona è finita di fatto alle fine di luglio, ma dopo non era l’occasione di tener sollevata l’attenzione sull’atletica Italiana con prestazioni tecniche importanti ? Anche qui evito di fare nomi , ma è sufficiente scorrere la lista di convocati agli Europei e le graduatorie Fidal per vedere come dopo il 1 Agosto moltissimi non abbiano più gareggiato.

Uno sprazzo a fine stagione ce lo ha fornito Howe, che rischiava di essere ricordato come quello delle merendine, mentre ha piazzato al Meeting di Milano un duecento con il dito alzato di primordine. Anche qui le sue dichiarazioni post gara devono aver spiazzato la FIDAL. C’è chi dice che lui e la madre avrebbero già voluto fare i 200 a Grosseto, ma ci fu un netto diniego della Federazione.

Ciò chiama in causa la FIDAL direttamente perché è evidente che la Federazione non ha sotto controllo, non garantendo assistenza, gli atleti che finiti gli Europei si sono sentiti liberi di fare e non fare quello che volevano. D’altronde per chi ha avuto modo di sentire le loro dichiarazioni dopo le tante gare fa sensazione sentire che ognuno di loro ringrazia la mamma, la società, la fidanzata, il gatto ma mai la Federazione. E questa è la litania che, per chi come me usciva ogni sera dallo Stadio Olimpico di Barcellona , si poteva ascoltare da tecnici e dirigenti sociali che ci tenevano a sottolineare come il risultato  dei loro atleti poco aveva a che fare con la Federazione.

Un ultimo commento squisitamente tecnico: l’aver avuto le due 4×400 in finale è un fatto estremamente positivo. La squadra femminile poi ha raggiunto un piazzamento ed un record di notevole caratura. Ma quando ero giovane dirigente mi era stato spiegato che nella 4×400 c’era un “must” : l’atleta più forte in ultima ed il secondo in prima. Ma perché a Barcellona questa regola, non scritta, non è stata applicata. Forse nella staffetta femminile non avrebbe migliorato il 4. posto ma in quella maschile ci avrebbe permesso di evitare l’umiliazione dell’ultimo posto!

La prossima puntata sui Campionati Europei riguarderà la comunicazione. Infatti, si tratta di una materia importante che è la benzina per la promozione dell’atletica. E con esso sarò costretto a toccare un argomento che nessuno ha il coraggio di affrontare e che anzi viene spesso spacciato come un fatto positivo : il tesseramento degli atleti. Invece è un grande falso!

A proposito in questi due mesi a seguito di un mio articolo sono stato ammonito dalla Commissione Giudicante perché i miei scritto erano “incontinenti”. Meno male, questa parola mi preoccupava. State tranquilli non metterò il pannolone.

Campionati Europei : Medaglie e Finalisti

Per Medagliere

Posizione

Anno

Sede

Partecipanti

Oro

Argento

Bronzo

Totale

Finalisti

1.

1990

Spalato

59

5

2

5

30

2.

1978

Praga

43

4

1

16

3.

1950

Bruxelles

34

3

5

1

20

4

1966

Budapest

35

3

13

5.

1986

Stoccarda

47

2

6

2

17

6.

1998

Budapest

69

2

4

3

28

7.

1994

Helsinki

69

2

3

3

22

8.

1934

Torino

41

1

2

2

27

9.

1962

Belgrado

36

2

1

1

9

10.

2006

Goteborg

82

2

1

19

11.

1974

Roma

48

1

2

2

16

11.

1982

Atene

53

1

2

2

18

13.

1971

Helsinki

47

1

1

3

8

14.

1946

Oslo

15

1

1

2

8

15.

1969

Atene

36

1

3

15

16.

1938

Parigi/Vienna

40

1

4

3

21

17.

1954

Berna

23

1

1

1

7

18.

2002

Monaco

95

1

3

26

19.

2010

Barcellona

73

4

1

24

20.

1958

Stoccolma

34

1

11

Per numero di Medaglie

Posizione

Anno

Sede

Numero Medaglie

Classifica per Paese

1.

1990

Spalato

12

4.

2.

1986

Stoccarda

10

5.

3.

1998

Budapest

9

7.

4.

1950

Bruxelles

9

5.

5.

1994

Helsinki

8

8.

6.

1938

Parigi/Vienna

8

7.

7.

1978

Praga

5

4.

8.

1934

Torino

5

7.

9.

1974

Roma

5

8.

10.

1982

Atene

5

7.

11.

1971

Helsinki

5

9.

12.

1962

Belgrado

4

6.

13.

2002

Monaco

4

15.

14.

1946

Oslo

4

9.

15.

1969

Atene

4

9.

16.

2010

Barcellona

4

17.

17.

1966

Budapest

3

5.

18.

1954

Berna

3

9.

19.

2006

Goteborg

3

9.

20.

1958

Stoccolma

1

10.

 

Per finalisti

Posizione

Anno

Sede

Numero Finalisti

Totale Medaglie

1.

1990

Spalato

30

12

2.

1998

Budapest

28

9

3.

1934

Torino

27

5

4.

2002

Monaco

26

4

5.

2010

Barcellona

25

4

6.

1994

Helsinki

22

8

7.

1938

Parigi/Vienna

21

8

8.

1950

Bruxelles

20

9

9.

2006

Goteborg

19

3

10.

1982

Atene

18

5

11.

1986

Stoccarda

17

10

12.

1978

Praga

16

5

13.

1974

Roma

16

5

14.

1969

Atene

15

4

15.

1966

Budapest

13

3

16.

1958

Stoccolma

11

1

17.

1946

Oslo

10

4

18.

1962

Belgrado

8

4

19.

1971

Helsinki

8

5

20.

1954

Berna

7

3

Luciano Barra

lbarra@attglobal.net

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