PERCHE’ L’ATLETICA ITALiANA NON DECOLLA

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Nell’anno passato abbiamo provato a rispondere più volte a questo quesito anche in maniera provocatoria. Ora abbiamo visto che un anelito – ma sia chiaro solo un anelito – positivo si è avuto ai Campionati Europei di Barcellona 2010. E’ un anelito che necessità però di una respirazione “bocca a bocca” se si vuole passare da questo stato ad una ossigenazione spontanea.

Degli aspetti tecnici (della necessità di utilizzare messe a disposizione dal CONI per la Preparazione Olimpica , per l’assistenza degli atleti, per l’assistenza ai tecnici e per i raduni) abbiamo più volte già scritto. C’è da sperare che i 4 mesi di silenzio dal Consiglio Federale del 6 Luglio al prossimo di fine Ottobre siano serviti a rivoluzionare strategie e programmi, a buttare a mare filosofie sbagliate del recente passato ed ad innestare la giusta marcia, facendo quanto stanno facendo tutte le altre Federazione di atletica del mondo.

Ma esistono altri aspetti che è necessario toccare perché è sicuramente possibile nei prossimi 2 anni migliorare lo status dell’atletica – gli atleti ci sono – ma poi ?

Le nostre Ambizioni

Un aspetto importante è la totale mancanza di ambizioni della nostra atletica. Una medagliuccia, qualche finalista , ma il fatto di essere superati in Europa da Paesi del Terzo Mondo non interessa a nessuno. Giulio Onesti usa spesso una frase “queta non movere”. E qui ci si accontenta di poco, dimenticando di essere la Federazione più ricca del mondo e di dover onorare storia, tradizioni e potenzialità. Tutto ciò è ovviamente in linea con i personaggi che gestiscono la Federazione.

I successi e la promozione

Di recente abbiamo visto altre discipline sportive sognare, fare anche sogni impossibili , ma sognare e cercare di uscire dalla mediocrità. La Pallavolo recentemente, il Nuoto nel suo complesso negli ultimi anni, il Golf ed altre. Queste Federazioni hanno accompagnato le giuste scelte tecniche (la Pellegrini vive a Verona in perenne raduno collegiale) con importanti scelte promozionali che sono alla base della popolarità  e soprattutto della diffusione della disciplina. Oltre ad aver creato motivazioni importanti per atleti, e scusate se è poco.

Tutto ciò viene raggiunto organizzando grandi manifestazioni in Italia e soprattutto utilizzando mediaticamente i propri Campioni, altro che merendine!

I risultati sono stati eclatanti e sono il motivo per cui molte di queste discipline hanno visto moltiplicarsi i propri tesserati e soprattutto hanno dato linfa vitale che spesso è anche fonte di finanziamento ai Club ed alle Società.

Queste Federazioni ed altre hanno potuto anche fare scelte di Marketing, vedi anche il Rugby, con partnership vincenti (leggi RCS) che le ha rese ricche. Da noi questo non avviene.

I Dati Televisivi

La popolarità di una disciplina oggi – rispetto al passato quando non esisteva l’Auditel – può essere misurato soprattutto dagli ascolti televisivi. Spesso è difficile leggerli e paragonarli. Anzi spesso è facile manipolarli. L’aumento dei Canali Televisivi, le differenti offerte tecnologiche, i diversi orari di trasmissione rendono difficile una paragone, ma poi non tanto. Solo il Calcio va in prime-time su RAI 1, tutti gli altri se sono bravi sui RAI 2 e RAI 3 nel pomeriggio e poche volte la sera, gli altri sul Satellite. Meriterebbe vedere che ascolti avrebbero molti sport se fossero proposti su RAI 1 alle 21 della sera:

I Campionati Europei di Barcellona 2010 in assoluto hanno avuto un buon ascolto in Europa, anche superiore ai Mondiali di Berlino! Ecco alcuni dati:

 

Avvenimento

Territorio

Numero Ore

Ascolto Globale

Mondiali Berlino 2009

(9 giorni gara)

Europa

1.610 ore

385 milioni

Europei Barcellona 2010

(6 giorni gara)

Europa

1.550 ore

395 milioni

 

E’ interessante notare che nonostante i Mondiali si siano svolti in 9 giorni ed gli Europei in 6 i dati complessivi sono simili a dimostrazione che l’ascolto sale se ci sono atleti Europei vincenti.

I dati globali relativi all’Italia confermano la stessa tendenza registrata in Europa-

Avvenimento

Territorio

Numero Ore

Ascolto Globale

Europei Goteborg 2006

(7 giorni gara)

Italia

132 ore

55 milioni

Mondiali Berlino 2009

(9 giorni gara)

Italia

79 ore

42 milioni

Europei Barcellona 2010

(6 giorni gara)

Italia

113 ore

43 milioni

 

 Il sito della FIDAL, l’8 Agosto – ha evidenziato i buoni ascolti sui canali RAI. La FIDAL ha scritto “super” che rientra nel sapersi accontentare. E’ certo che i dati di Barcellona sono stati buoni, ma non migliori di Goteborg 2006 o di Berlino 2009 o di Mondiali di Pallavolo , né dei Mondiali di Nuoto 2009 o degli Europei 2010. Ripeto che è difficile paragonare i dati ma se si esaminano in maniera omogenea i risultati sono chiari.  Sviluppo questo ragionamento solo per dire che per Pallavolo e Nuoto le loro grandi manifestazioni, grazie anche ai loro risultati, hanno creato un boom di popolarità e di adesione a queste discipline, mentre per l’atletica –  pur rimanendo il fascino della prima disciplina Olimpica – questo effetto “boom” non avviene.

Mentre per la Pallavolo è possibile citare un solo dato quello dei 3.500.000 della semifinale Italia v Brasile con uno share superiore al 13 % su RAI 3 , per il Nuoto e l’Atletica è possibile fare dei paragoni. In questa tabella non considero i dati di RAISAT che sono comunque simili.

Evento

 

Europei Atletica Goteborg 2006

A Goteborg su RAI  2 il 13 Agosto è stato toccato il massimo di 2.130.000 (share 23,1) e per ben 7 volte l’audience è stata nettamente superiore al 1.500.000 . Per tutti i Campionati lo share è stato superiore al 15% con punte del 21 % in due occasioni.

Mondiali Atletica Berlino 2009

A Berlino sui RAI 2 gli ascolti sono stati alti soprattutto quando le gare si sono svolte  in prime-time: due volte sopra i 2 milioni e mezzo e due volte sopra i due milioni. La media nelle sessioni serali è stata di circa 1.400 mila con uno share medio di circa il 12%. Come curiosità quando Bolt ha battuto il record dei 200 mt. Il picco di ascolto è salito a 4 milioni e 550 mila.

Europei Atletica Barcellona 2010

Nelle sessioni serali  su RA 2 per 4 volte l’ascolto è stato superiore al milione e mezzo, con uno share del 9 %, altrimenti l’ascolto è sttao al di sotto del milione con uno share che è andato dal 6 all’8 %.

Europei Nuoto Budapest 2010

Nelle sessioni pomeridiani su RAI 3 si è avuto una volta ascolti per circa 2 milioni, e 3 volte oltre il milioni, con share dal 18 al 21 %, questo per il nuoto. Da segnalare che anche nel pomeriggio le gare dei Tuffi hanno segnato ascolti oltre al milione con share quasi del 15 %

 

Quindi pur essendo vero che Barcellona 2010 ha avuto dei buoni ascolti va detto che sia nell’audience che nello share non è stata meglio di Goteborg 2006 né degli Europei di Nuoto Budapest 2010.

Per la gioia di chi mi accusa di “nostalgie” comunico che come già scritto non vi è la possibilità di andare indietro ai tempi d’oro dell’atletica Italiana perché non esistono dati ufficiali. Ma dei recenti anni si. Non posso dimenticare che nel 2002 durante gli Europei di Monaco di Baviera l’ultima mattina, ripeto mattina, quando la Guida vinse la Maratona, RAI 3 ebbe oltre 5 milioni di ascolto.

Lo stesso Golden Gala nel 2009 non ha avuto più di un milione e mezzo di ascolto anche se trasmesso in prime-time su RAI 3. Non conosco i dati del 2010, si è trattato di una edizione che cerca un nuovo modello organizzativo, speriamo positivo per il futuro, perché l’inizio non è stato granché, come dimostra il 10° posto nella graduatoria della Diamond League del 2010, un posto davanti al Meeting di Rieti con un bilancio, quest’ultimo, 3 volte inferire al Golden Gala.

E torniamo al nostro ragionamento : grazie agli ottimi ascolti televisivi Nuoto e Pallavolo hanno usufruito e stanno usufruendo di un ottimo proselitismo delle loro disciplne.Gli Europei di Atletica hanno avuto lo stesso effetto sul proselitismo dell’atletica Italiana ? Purtroppo non credo.

I Tesserati dell’Atletica

Spesso quando si parla della crisi dell’atletica Italiana si evoca – il più delle volte impropriamente – “la Scuola”, dimenticando quale è la reale situazione dei tesserati dell’atletica Italiana, che è il vero problema della nostra crisi.

Differentemente dai toni trionfalistici letti a gennaio di questo anno sul sito federale, quando si annunciava un record di 163.948 tesserati, la situazione reale è ben differente.  Si tratta di un numero vero ma ininfluente per l’atletica agonistica federale in quanto i veri tesserati (senior/junior/allievi e ragazzi) sono solamente 53.121 la metà di quanto erano nelle stesse categorie (con un anno in meno) del 1979, quando erano 112.206

Nessuno nega l’utilità e l’importanza sociale di avere molti tesserati nelle categorie Masters (circa 70.000) , Esordienti (34.000) ed Amatori (7.200) ma è un dato di fatto che gli Junior sono circa 4000 ! Vale a dire 100 atleti per ogni gara contro gli 11.410 del 1979.

Ma non meriterebbe comprendere perché la maggioranza degli atleti Ragazzi ed Allievi (circa 40.000 ogni anno)  non diventino mai Junior e quindi non forniscano la linfa vitale all’atletica Italiana?

Non è che il modello dell’atletica Italiana con Campionati di Società a tutti i livelli (abbiamo letto di recente persino il Campionato di Società per gli Under 23) sia un modello sbagliato ? Non è difficile sostenere che a livello giovanile i Campionati di Società sono molto importanti per tutta una serie di motivi che è inutile qui elencare . Ma è certo che dalla categoria junior in poi va stimolata la specializzazione, anche con Campionati ad hoc come da tempo auspica Carlo Vittori, cosa che invece non avviene.

Quindi se sulla distanza si vorrà aspirare a cambiare la faccia della nostra atletica, sarà necessario non solo investire sull’alto livello che è sicuramente il motore della promozione dell’atletica ma anche sul modello delle competizioni nazionali che sono il backbone della nostra atletica societaria.

 

 

Luciano Barra

lbarra@attglobal.net

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