KIPSANG E KILEL, FRANCOFORTE E’ KENYANA

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Dopo l’esordio delle grandi maratone internazionali a Venezia la scorsa settimana, arriva da Francoforte una grandissima sorpresa. Il tempo con cui il kenyano Wilson Kipsang si aggiudica la gara è di quelli da far saltare sulla sedia. 2h04’57” rappresenta l’ottava prestazione di sempre fatta registrare al mondo.

Il tempo in se, che non è comunque il migliore fatto registrare in stagione (i primi in graduatoria sono Patrick Makao Musyoki e Geoffrey Kiprono Masai che a Rotterdam hanno corso in 2h04’48” e 2h04’55”), spicca  per una serie di fattori che per una gara di 42km sono decisamente rilevanti: il primo avversario di Kipsang (Tadese Tola) è arrivato a quasi 1 minuto e 30 di distacco (1’26” per la precisione), lasciando quindi completamente in balia di se stesso il vincitore non negli ultimi minuti di corsa ma decisamente prima. In secondo luogo, Francoforte cliassicamente non si era mai distinta come una maratona particolarmente veloce. Il precedente primato (risalente allo scorso anno) era di 2h06’14, ma di altri risultati al di sotto delle 2h08’ non si ha traccia. Il tempo di Kipsang raggiunge quindi l’aurea della grande impresa. Già detto del secondo posto di Tadese Tola, che ha raggiunto il traguardo dopo 2h06’31” il terzo classificato è un conterraneo di Kipsang, Elias Chelimo. Con 2h07’04” batte in volata un altro connazionale Kenyota, che cede il podio per soli 7 secondi. Tanto per la cronaca, nelle prime 10 posizioni non solo non compare nessun atleta bianco, ma l’unico atleta di nazionalità differente a quelle kenyota ed etiope è l’ugandese Daniel Chepyegon.

Il tempo fatto segnare dalla vincitrice della gara femminile non è del livello di quello maschile ma la competizione è stata comunque piacevole e si è svolta ad un’andatura abbastanza sostenuta. A trionfare è stata anche tra le donne una kenyana, Caroline Kilel, che si è imposta con il tempo di 2h23’25. Record della manifestazione pure in questo caso, con il precedente primato di 2h25’12 risaliva all’anno 2005. Addirittura quattro le atlete che sono riuscite a restare sotto il vecchio limite. La seconda piazza del podio è appannaggio dell’etiope Dire Tune, che segue la Kilel di 19 secondi, mentre la terza va a prendersela una connazionale della prima arrivata, Agnes Kiprop, in ritardo sulla vincitrice di 44 secondi. Nella gara femminile per andare a trovare la prima europea non bisogna scorrere troppo a lungo la lista d’arrivo. La svedese Isabellah Andersonn riesce infatti a piazzarsi quarta con il tempo più che discreto di 2h25’10”.

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