LA NEW YORK CITY MARATHON INCORONA GEBREMARIAN

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

All’ombra dei grattaceli newyorkesy, solito monologo Etiopia-Kenya con successo del meno quotato etiope il debuttante Gebre Gebremariam; out il primatista mondiale Gebreselassie. Al femminile successo della keniana Edna Kiplagat sulla beniamina di casa Shalane Flanagan autice di un debutto con il botto

L’edizione 2010 della Maratona per eccellenza non poteva che regalare spettacolo, con colpi di scena clamorosi  che hanno
cancellato ogni pronostico della vigilia. Tutti si aspettavano un comodo successo del primatista mondiale Haile Gebrselassie (2h03’59”  Berlino 2008 ndr.) ed invece il suo inaspettato ritiro al  25°km per noie ad un ginocchio ha spalancato le porte del successo all’etiope al debutto sulla distanza Gebre Gebremariam trionfatore in Central Park con 2h08’14” . Per l’iridato del cross anno 2009 un successo costruito nel finale, dopo un passaggio di gruppo alla mezza in 1h05’22”e aver contenuto i fuochi di paglia dei  vari Bouramdame, Goumri, Dos Santos, con una progressione capace di staccare tutti  gli avversari andati in crisi; ultimi a resistegli il keniano Emmanuel Mutai, secondo in 2h09’18” e il connazionale Moses Kigen Kipkosgei terzo in 2h10’39”.
A New Yok un “debuttante” non vinceva dal 1991. Quarto e giù dal podio  il sempre piazzato marocchino Abderrahim Goumri con 2h10’51” davanti al keniano James Kwambai (2h11’31”e netta crisi per lui). Posizioni di rincalzo per i vincitori delle ultime edizioni con il campione uscente lo statunitense  Meb Keflezighi sesto in 2’11’38” davanti al brasiliano Marilson Gomes dos Santos, settimo in 2h11’51” al quale non è riuscita la tripletta delle edizioni degli anni pari ( 2006-2008). Primo atleta non di origini africane dopo Gomes, il beniamino di casa Dathan Ritzenhein che ha chiuso in 2h12’33” in ottava posizione.
Nessun top runner azzurro in gara, dobbiamo segnalare il 20° posto assoluto di  Filippo Lo Piccolo con 2h23’10” migliore Italiano di un drappello capace di piazzarne 7 nella top 50 con tempi inferiori alle 2h30.
Gara femminile che non ha deluso le attese, anche se il pubblico di casa ha sognato a lungo la vittoria di Shalane Flanagan, capace di cogliere un secondo posto che la colloca nel gotha dell’elite femminile; una grande riconferma dopo il bronzo di Pechino 2008 sui 10.000 per la statunitense; erano 20 anni che una americana non finiva a podio alla prima 42,195 della carriera.
A rovinare la festa è stata la keniana Edna Kiplagat ( da non confondersi con la più famosa Lorna, olandese di adozione). Gara tattica all’inverosimile con passaggio alla mezza in 1h15’45” (il negative split parla da solo), che si decide in Central Park con l’allungo della keniana vincitrice in 2h28’20” davanti all’americana capace di un 2h28’40” di tutto rispetto.
A podio l’altra atleta degli altipiani Mary Keitany (2h29’01”) a precedere la prima europea la russa Inga Abitova, quarta in 2h29’27”.
Altra europea di spessore, sesta,  la francese Christelle Daunay, capace a 36 anni di 2h29’29”.
Delusione per le protagoniste della prima parte di gara, solo 13° posto per la giapponese Mara Yamauchi (2h31’38” per lei) e per la campionessa uscente l’etiope Derartu Tulu, 2h32”46 e 14° piazza.
I forfait degli ultimi giorni delle azzurre Bruna Genovese e di Rosalba Console hanno di fatto tolto i colori azzurri dalla classifica femminile, senonchè, riteniamo doveroso segnalare che la romana Franca Fiacconi, alla soglia dei 45 anni, dopo il trionfo da professionista del 1998 e i due argenti del 1996 e del 2000, si è rimessa di nuovo in gioco,  finendo 78° assoluta con 3h04’23”; della serie la classe e il talento non sono mai acqua. Amarcord che richiama anche l’eterno Orlando Pizzolato, due volte vincitore negli anni ottanta ed ora stimato tecnico e promotore della corsa tra gli amatori, ha chiuso la sua fatica con un tempo di poco sopra le 2h53.
La domenica soleggiata accompagnata da una temperatura mite ha visto al via 45,344 runners. Una festa, il trionfo della cultura sportiva, da ammirare, da esportare.

Nella foto il Vincitore dell’edizione  2010 (mzungofire.blogspot.com)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *