UNA ASSOCIAZIONE PER I MASTERS ITALIANI

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Il recente incontro del Gruppo Pentathlon Lanci a Bologna sabato 4 dicembre, con la relazione che ne è scaturita, da la possibilità di fare il punto sullo stato delle cose tra la base dei praticanti e delle società masters da una parte e la Federazione dall’altra. Partiamo dal casus bellis: l’abolizione della Finale dei C.d.S. Master su Pista; a cui va aggiunto lo stravolgimento del regolamento e altre scelte che sembrano agli antipodi con quanto si aspettavano i masters italiani. Per arrivare poi alla proposta lanciata è il caso di dire dal G.P.L. e cioè la nascita di un’associazione che rappresenti base dei praticanti e società nei confronti della Federazione.

LE NOTIZIE DAL FRONTE

Quello che si sta delineando nei prossimi mesi è una sorta di guerra in cui le società masters premeranno con le poche armi a disposizione per far recedere la Federazione (in pratica forse 4-5 persone) arroccata sulle scelte del 2011 destinate al Settore Master. La linea del fronte è già stata tratteggiata nella riunione delle società venete del 15 novembre scorso da cui sono venute due richieste e una minaccia: 1) il ripristino di una Finale Nazionale dei C.d.S. sganciata dai Campionati Italiani Individuali su Pista; 2) il ripristino del vecchio regolamento dei C.d.S. master su Pista; 3) in mancanza di ciò le società boicotteranno la cosiddetta Classifica Nazionale dei C.d.S. Master su Pista 2011 rinunciando all’autocertificazione dopo la due prove regionali. Lo stesso orientamento è stato recepito dal Gruppo Pentathlon Lanci e dalle società collegate. Dalle Marche il 22 novembre 5 società master hanno indirizzato una lettera alla F.I.D.A.L. chiedendo un’altra sede dei C.D.S. In altre regioni le società stanno premendo per imitare il Veneto. Ad inizio gennaio si troveranno le società dell’Emilia-Romagna con un esito abbastanza scontato nella stessa direzione. E lo stesso vorrebbero le società del Lazio e della Lombardia le quali hanno un freno politico dato dalla presenza di persone con incarichi federali master al proprio interno che non possono, neanche volendo, schierarsi con le ragioni di tutte le altre società Master. Eppoi ci sono numerose e importanti società delle altre regioni da aggiungere. Per cui ad una conta ancora approssimativa è da credere che sul fronte non-Federale ci siamo già pronte a schierarsi almeno l’80% delle società che in genere costituivano le finaliste dei C.d.S. Piccoli numeri? Tutt’altro, sono circa 30-40 società, per cominciare!

E dall’altra sponda quali segnali sono venuti negli ultimi giorni? E’ significativo quanto accaduto nel Consiglio Federale del 3 dicembre in cui alcuni presidenti di comitato regionale hanno espresso la loro contrarietà alla cancellazione della Finale Nazionale dei C.d.S. Master su Pista; ed anzi ne hanno chiesto la reintroduzione. La risposta venuta dai vertici della F.I.D.A.L. è traducibile così: “…se ne parlerà per il 2012…” Quindi nessuna marcia indietro, non si mette in discussione quanto stabilito per il 2011, qualunque fossero gli argomenti addotti. Una chiusura autoritaria. Muso duro con chi dissente.  

UNA NUOVA FEDERAZIONE?

Sono ormai diversi anni che in molti vagheggiano una nuova federazione dell’atletica master, distaccata dalla matrigna F.I.D.A.L. Questa forma di atletica è sorta in Italia tra il 1976 e il 1977 come I.M.I.T.T. grazie a due pilastri, Cesare Becalli e Riccardo Cattoni. Solo nel 1981 la F.I.D.AL. si accorge di questo settore agonistico, fino a giungere dopo il 1989 alla cooptazione dell’I.M.I.T.T. nel suo grembo. Sic et simpliciter si tratterebbe di tornare al passato? Chi sostiene questa tesi-soluzione lo fa buttando un poco a caso cifre su tesserati e quote versate alla F.I.D.A.L., ritenendo che ci sarebbero le condizioni per l’autosufficienza economica. L’equivoco però è di considerare un tutt’uno i masters della pista con i tesserati che corrono da puri amatori su strada. E’ la strada ad avere i veri numeri pesanti. Tant’è che la F.I.D.A.L. su questo fronte si trova sulla difensiva da diversi anni, perchè incalzata e minacciata dagli enti di promozione sportiva.

Il motivo più concreto però che sconsiglia la nascita di una Nuova-IMITT è legato alle risorse umane. Negli ultimi dieci anni nel panorama italiano dell’atletica masters qualcuno ha intravvisto figure come Becalli e Cattoni? Cioè persone lungimiranti, qualificate e vocate, capaci da fare da locomotiva; anzi per meglio dire, con le energie giuste per tirare la carretta. La risposta è NO! Anche i più volenterosi tra noi hanno altri impegni quotidiani prioritari. Per una nuova federazione, anche se piccola, occorrerebbero almeno 3-4 persone (giuste e ripeto giuste, nel senso detto qui sopra) che vi si dedicassero giorno per giorno. Personalmente penso poi che la famiglia dell’atletica leggera sia una sola, che va dalla categoria Ragazzi (12-13 anni) fino alla MM100; dalla pista alla corsa in montagna. Il problema perciò non è la Federazione di per sé, ma le persone che sono nella stanza dei bottoni della Federazione. Allora che fare?

UNA ASSOCIAZIONE MASTER

Dalla riunione del Gruppo Pentathlon Lanci è venuta con senso di realismo la soluzione forse più praticabile e più incisiva nell’immediato: costituire un’associazione di società affiliate alla F.I.D.A.L. che svolgono in maniera preponderante attività master su pista ma non solo. Perché, come giustamente è stato rilevato a Bologna, i problemi presenti e passati dell’attività master italiana nascono dalla mancanza di confronto e di rappresentatività nella Federazione. Chi è stato investito della Delega Master e chi gestisce l’Ufficio Master non rappresenta oggettivamente il nostro movimento. Forse Woody Allen direbbe che sarebbe come se il dottor Mengele rappresentasse gli ebrei. Abbiamo poi visto che la figura intermedia di collegamento con la base (il delegato regionale master) nelle recenti scelte è stata completamente esautorata anche di una minima funzione consultiva non vincolante. I delegati regionali non sono stati minimamente informati di quanto andavano preparando nelle stanze dell’Ufficio Master. Perciò la rappresentanza va recuperata al di fuori della Federazione. Sapendo che fino al novembre 2012 avremo questo gruppo di dirigenti senza possibilità di rimozioni e sostituzioni. Fino ad allora ci dovremo tenere Migliorini & C.; e poi sperar bene…

L’idea lanciata dal Gruppo Pentathlon Lanci prende spunto dall’esperienza dell’Associazione Maratoneitaliane, da alcune anni diventato un soggetto ineludibile per la Federazione, principalmente per armonizzare il calendario italiano delle corse di maratone. E’ possibile a tutti leggere nel sito www.maratoneitaliane gli scopi dell’Associazione: “Maratoneitaliane nasce come un’associazione sportivo – culturale con lo scopo di far interloquire in modo più intenso la Fidal con il mondo delle corse su strada. Uno strumento per armonizzare i rapporti tra le iniziative e la situazione tecnica di riferimento…” Le società master dell’atletica italiana dovrebbero fare altrettanto. Perché le società? Perché, come scrive il G.P.L., per esperienza s’è osservato che la Federazione si rapporta con gli Enti di Promozione, i Comitati Regionali e le Società, mentre non prende in considerazione gruppi spontanei di singoli anche se vasti e con soggetti titolati. 

UNA ASSOCIAZIONE COME

Cominciano a precisare che in pratica esistono due tipi di associazioni: a) quelle costituite con statuto e registrate in tribunale, che assumono una personalità giuridica; b) quelle non registrate, che diventano associazioni di fatto. Sembra preferibile in una fase di avvio il secondo tipo di associazione, che tuttavia si doterebbe di uno statuto con scopi, regole di appartenenza e di funzionamento. Aspetti da rimandare a qualcuno tra noi ferrato in materia. Vediamo però quali potrebbero esseri gli scopi:

1) sindacale, cioè rappresentare nei confronti della F.I.D.A.L. un significativo numero di società master e quindi nella sostanza l’intero movimento master italiano su pista;

2) propositivo, cioè sottoporre alla F.I.D.A.L. propri progetti rispetto al calendario agonistico, alle sedi di campionato, ai regolamenti di campionato, etc.

3) di iniziative autonome, come proprie manifestazioni sganciate dal calendario dei campionati della F.I.D.A.L.; trofei a punteggio per società; premiazioni speciali di atleti; pubblicazioni; etc.

Le società che aderissero ad una simile associazione dovrebbero nominare un loro portavoce, non un presidente dell’associazione, che potrebbe essere anche di volta in volta una persona diversa con un incarico bene delimitato. Quella che serve in pianta stabile è la presenza di un paio di coordinatori che via internet facciano circolare ogni volta tra le società associate i documenti da discutere, migliorare e poi da approvare a maggioranza. Quindi uno strumento molto agile. Pensate possa funzionare? Chi volesse dare un proprio contributo di idee in merito lo può fare nei prossimi giorni ospitato da questa tribuna di Atleticanet. Perché l’intenzione è di prendere rapidamente l’iniziativa, dopo un confronto con le numerose società che già ora hanno dimostrato interesse e volontà di adesione.

E visto che ci siamo rilanciamo da qui anche la denominazione proposta dal G.P.L. ovvero quella di Associazione A.M.I. (Atletica Master Italiana), come dire un contenitore di sentimenti e di passioni che questa nostra attività ci regala. 

Per il momento si raccolgono adesioni: wcorbelli@katamail.com 

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