MEZZOFONDO DI CLASSE E GIBILISCO AL DEBUTTO A BIRMINGHAM

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Il pomeriggio di questo sabato 19 febbraio, mentre ad Ancona ci si batte per la maglia tricolore, offre il meeting inglese di Birmingham, roba per palati raffinati.

Giuseppe Gibilisco preferisce la piovosa Birmingham ad Ancona per il suo debutto stagionale, e lo fa chiudendo a 5.50 nel salto con l’asta: un 5.35 alla prima, 5.50 alla seconda e fuori ai 5.60, misura raggiunta dal vincitore americano Hollis, dal britannico Cutts e dal tedesco Schulze. Piccola curiosità: ad Ancona 5.50 non sarebbe stato sufficiente per vincere il titolo italiano, ma questa è un’altra storia.

E questo è quanto per i nostri colori. Passiamo ora alle altre gare, alcune con ottimi riscontri tecnici.
Questo è il caso del triplo uomini dove era atteso il debutto in pedana dell’idolo nazionale Phillips Idowu. Il sempre più affidabile campione del mondo non delude le attese e, dopo aver superato per due volte i 17 metri, piazza un 17.57 all’ultimo tentativo, che è misura di altissimo spessore, terza prestazione quest’anno (per due volte Tamgho ha fatto leggermente meglio nel 2011). Un risultato del genere renderà ancora più irresistibile la sfida dei prossimi Campionati Europei indoor contro il fuoriclasse Tamgho (attenzione anche a Marian Oprea che salta 17.30 nella sua Romania).
Ma non finisce qui per quanto riguarda il triplo perché Christian Olsson, alla sua seconda uscita, non è stato certo a guardare, migliorando il suo record stagionale con un balzo da 17.20.

I 200 regalano sia al maschile che al femminile la migliore prestazione mondiale dell’anno. E’ notevole quella al maschile (eguagliato il risultato del giovanissimo Kirani James) dove il tedesco Sebastian Ernst vola al suo record personale indoor di 20.58 (prec. 20.66 nel 2005), staccando il giovane inglese Danny Talbot a 20.94, Michael Rodgers in 20.97 e Kim Collins 21.33. Era dal 2005 che un europeo non andava così veloce.
Ottimo risultato, seppur meno sorprendente, per l’americana Bianca Knight che fa dei 200 indoor la sua maggior fonte di ispirazione: stravince la gara con un imperioso 22.89 ( fu capace di 22.40 quando era junior).

Ritroviamo Rodgers e Collins sui 60 dove riescono a dare il meglio di loro stessi in una gara velocissima. Rodgers va ad accompagnare Collins in cima alla lista stagionale con il nuovo personale di 6.50, vincendo lo scontro diretto proprio contro un ritrovatissimo Collins che non sfigura in 6.53. Il terzo posto è del giamaicano Clarke in 6.54, che trascina dietro di se Marc Burns al record di Trinidad in 6.55. Vince i 60 femminili Gloria Asumnu in 7.25, un centesimo meglio di Bernice Wilson.

Passiamo al mezzofondo dove si sono viste cose interessanti.  Sui 1500 Augustin Choge viene spinto dalle abili lepri a 3:33.23, diventando settimo atleta di sempre nella specialità e battendo il vincitore dello scorso anno Mekonnen in  3:33.97. Rivincita dell’Etiopia sulla Kenia nella gara femminile dove c’è la miglior prestazione mondiale dell’anno e record personale per la 20enne Adeba Aregawi con 4:03.28 e il record di Kenia  per Irene Jelagat in 4:06.90, terza piazza per l’inequivocabilmente britannica Hannah England in 4:07.24.

Il mezzofondo veloce propone la non convenzionale gara dei 1000 uomini con la bella battaglia fra Kaki e Lalang. Dopo i primi 800 metri guidati da Lalang in 1:49, Kaki fa il colpaccio in una volata mozzafiato andando a vincere in 2:17.75, contro i 2:17.81 di Lalang. La beniamina di casa Jenny Meadows fa suoi i più convenzionali 800 donne in 1:59.22 con sicurezza sulla statunitense Uceny al record personale di 1:59.97 (per lei prima volta sotto i 2 minuti indoor).

I 5000 uomini, seppur non presentando alcun mondiale stagionale (i Koech e Kipchoge di Dusseldorf sembrano ancora una spanna avanti), mettono in evidenza due altisonanti record nazionali, quelli di Gran Bretagna e Stati Uniti. Mo Farah detta legge portando il record nazionale a 13:10.60 (prec. 13.21.27 di Nick Rose) davanti al suo pubblico mentre il bianco americano Galen Rupp fa meglio della sua gara di Dusseldorf chiudendo in 13:11.44, non sfigurando affatto davanti a un atleta del calibro di Farah (non è un caso il fatto che il precedente record appartenesse a Bernard Lagat, 13.11.50 nel 2006 a Boston).

Mondiale stagionale sui 3000 donne dove l’etiope Ejigu sfoggia padronanza sulla distanza volando a 8:30.26, record dello stadio. Pioggia di primati personali nelle altre posizioni, la giovane etiope Gezahegn in 8.37.47, la keniana Njoroge in 8:39.70 e soprattutto altro incredibile miglioramento per la 37enne britannica Clitheroe che aggiorna il vecchio personale di 11 secondi abbondanti in 8:39.81 e si candida per una medaglia europea (nessuna medaglia per lei in carriera, nonostante molti piazzamenti).

Si passa ai 60 ostacoli. Aries Merritt, il cugino del più famoso LaShawn ora ai box per doping,  non si migliora ma si impone sui 60 ostacoli in 7.49 e lascia alle sue spalle l’altro americano Jeff Porter in 7.58 e il britannico Andy Turner in 7.61. Fra le donne la solita storia con Kelly Wells che domina in 7.87.
Nessun colpo di scena dai 2 giri di pista con Novlene Williams a sorridere fra le donne con 51.87 e con il record personale del 21enne britannico Levine in 46.17 fra gli uomini.

Molto interessante l’insolita gara dei 400 ostacoli indoor dove Felix Sanchez manca i 3 centesimi la sua migliore prestazione mondiale tagliando il traguardo in 49.76 davanti all’americano McCoy in 49.78 e all’inglese Yates in 50.21 (ovviamente entrambi record nazionali).
Si segnalano infine gli anonimi risultati dai concorsi del lungo maschile dove lo svedese Michel Torneus fa meglio di Gaisah (7.97 contro 7.78), e dell’alto dove Tom Parsons non è ispirato come di recente (2.21).

Fonte: Federazione UK
Fonte foto: letsrun.com
 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *