ITALIANI INDOOR, LA SECONDA GIORNATA

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 Sorpresa Tumi sui 60 metri, volano Fabrizio Schembri e Simona La Mantia nel triplo, Nicola Ciotti supera i 2.25, la Levorato torna tricolore. Il resoconto della seconda giornata di gare ad Ancona.

Peso Uomini: La prima maglia tricolore della seconda giornata viene assegnata all’aviere Marco Di Maggio, vincitore incontrastato nel peso con quattro lanci sopra i 18 metri, di cui il migliore a 18.41. Niente da fare dunque per l’intramontabile Paolo Dal Soglio (Carabinieri), secondo con 17.82, quattro centimetri meglio di Andrea Ricci (Sport Club Catania). Ai piedi del podio Paolo Capponi (Fiamme Oro), mentre sesto si piazza il campione italiano junior, Daniele Secci (Fiamme Gialle Simoni).

Triplo Uomini: In assenza del capolista stagionale Fabrizio Donato, protagonista sulla pedana del lungo il giorno prima, ci ha pensato Fabrizio Schembri a dar linfa alla gara, con un salto da 17 metri esatti ed altri bei tentativi a ridosso della misura stessa. A seguire il poliziotto Daniele Greco con 16.65, quindi Michele Boni (Aeronautica), terzo con 16.23.

Alto Uomini: Alla fine l’ha spuntata Nicola Ciotti (Carabinieri), capolista stagionale con 2.28, primo anche ad Ancona con un bel 2.25 saltato al primo tentativo. Si è dovuto arrendere così Filippo Campioli (Esercito), salito fino a 2.23 con una serie di salti più pulita rispetto a Marco Fassinotti (Aeronautica), terzo alla stessa quota del modenese.

3000 Uomini: La tenacia di Simone Gariboldi è servita per superare sul finale l’esperto Yuri Floriani (Fiamme Gialle) e regalare al ragazzo delle Fiamme Oro il titolo italiano. 8:08.68 è stato il crono del vincitore, appena due centesimi meglio del finanziere. Al terzo posto altro uomo in giallo, la promessa Ahmed El Mazoury, anch’egli sotto gli 8:09.

3000 Donne: Silvia Weissteiner (Forestale) torna a prendersi qualche soddisfazione dopo il lungo tunnel in cui era entrata per via di ripetuti infortuni. L’altoatesina sembra aver lasciato alle spalle il periodo nero, prima con un positivo rientro su strada alla BoClassic, quindi con il successo italiano indoor in 9:22.39. Nulla di trascendentale, ma una bella iniezione di fiducia sulla strada del ritorno alle grandi competizioni. Sul podio sono finite anche Micaela Bonessi (Maratonina Udinese) e la sempiterna Eleonora Berlanda (Fiamme Oro).

60 metri Donne: Manuela Levorato, sempre lei, la più veloce delle italiane quando i fastidi tendinei la lasciano lavorare in pace, senza interruzioni. Alla regina dello sprint azzurro è stato sufficiente correre in 7.44 per tornare a vestire una maglia tricolore sui 60 metri dal lontano 2004. La vittoria contava parecchio per la veneta dell’Aeronautica, così è bastato imporsi sulle avversarie senza cercare crono più incisivi che aveva lasciato intravedere peraltro in batteria, quando aveva fermato il cronometro a 7.36. In scia dietro di lei la sarda compagna di club, Maria Aurora Salvagno, e la promessa Ilenia Draisci (Esercito/ASD Audacia Record), entrambe con il tempo di 7.48.

60 metri Uomini: La sorpresa che non ti aspetti, probabilmente la più clamorosa di questa due giorni di Italiani al Banca Marche Palas. Il protagonista è Michael Tumi, giovane portacolori dell’Aeronautica, già campione italiano promesse sullo stesso rettilineo appena una settimana fa, capace di metter dietro due degli staffettisti della 4×100 azzurra medaglia d’argento agli Europei di Barcellona. Emanuele Di Gregorio (Aeronautica) e Roberto Donati (Esercito) si sono infatti dovuti piegare alla progressione del giovane avversario, bravo ad anticipare i più illustri avversari con un crono conclusivo di 6.71. A ruota Di Gregorio e Donati, rispettivamente con 6.72 e 6.73, poi nelle retrovie Cerutti con 6.79, mentre Simone Collio ha preferito non prender parte alla finale a seguito di un dolore alla schiena uscito fuori  in batteria durante i primi appoggi, quando aveva comunque concluso in 6.75. Sempre in qualificazione il miglior tempo lo aveva fatto segnare Di Gregorio con 6.68

800 Donne: Tutto sotto controllo per la veterana Elisabetta Artuso (Forestale), nuova campionessa italiana con 2:11.54, in una gara che ha sofferto più del dovuto l’assenza delle migliori, ossia Elisa Cusma e Daniela Reina. L’approccio tattico della gara ha comunque favorito l’Artuso, prima sulla linea di arrivo davanti a Serena Monachino (Esay Speed 2000) e Lorenza Canali (Fiamme Azzurre)

800 Uomini: (in foto il podio) sulla carta i due favoriti erano Giordano Benedetti (Fiamme Gialle) e Lukas Rifesser (Esercito) ed in effetti la sfida della finale è stata proprio questa. Una gara attendista con ritmi controllati ed un passaggio ai 400 di poco sopra ai 57 secondi, poi la sfuriata conclusiva con le lunghe leve di Benedetti a graffiare la pista in modo più incisivo rispetto al rivale altoatesino. Per Benedetti si materializza così il titolo italiano con 1:52.19 contro 1:52.48 di Rifesser. A completare il podio l’esperto Livio Sciandra (Aeronautica), terzo con 1:53.62

Triplo Donne: Ancora lei, ancora un hop step jump da 14.33 per farsi sentire in Europa, in vista della kermesse continentale. Simona La Mantia (Fiamme Gialle) ha ripetuto la misura che conseguì sulla stessa pedana qualche settimana fa, in una gara condita anche da altri due atterraggi a 14.31 e 14.30. Buona prova dunque per la siciliana, argento europeo a Barcellona, ormai stabilmente rientrata, anche con la testa, su certe prestazioni. Seconda piazza per Silvia Cucchi (Fiamme Oro) con 13.48, due centimetri meglio di Eleonora D’Elicio (Fiamme Azzurre)

Asta Donne: Anna Giordano Bruno si riprende i suoi spazi anche al coperto, dopo i problemi fisici dello scorso anno. L’astista dell’Assindustria Sport Padova, primatista italiana assoluta, ha dominato la competizione con un 4.30 saltato al primo tentativo, per poi fallire le tre prove a 4.40. Al secondo posto la forte promessa Giorgia Benecchi (Esercito/Cus Parma) con 4.25, quindi Giulia Cargnelli (Forestale) con 4.10. Ai piedi del podio la talentuosa Roberta Bruni (Atl. Studentesca Ca.Ri.Ri.), ancora categoria Allieve, ma già salita quest’anno fino a 4.20. La coraggiosa sabina ha chiuso la gara a 4 metri esatti, superati alla prima prova, senza riuscire però a valicare i 4.10

4×1 giro Donne: La Camelot Milano si aggiudica il successo in 1:38.50, grazie al quartetto composto da Marta Maffioletti, Eleonora Sirtoli, Martina Fugazza e Michela D’Angelo. Al secondo posto le romane dell’Audacia Record, mentre al terzo chiudono tra parecchi incitamenti le marchigiane dello Sport Atl. Fermo.

4×1 giro Uomini: L’Aeronautica chiude nettamente prima su tutti, con un buon 1:27.61. Il club di Vigna di Valle ha schierato Alessandro Berdini, Fiorenzo Moscatelli, Davide Manenti ed un ritrovato Marco Torrieri. A seguire l’Avis Macerata con 1:29.47 e l’Atletica Studentesca Ca.Ri.Ri con 1:29.69, trascinata al podio dal campione italiano dei 400 metri, Lorenzo Valentini.

Nella classifica a punti per società l’Aeronautica Militare trionfa tra gli uomini con 131 punti, staccando nettamente Carabinieri e Fiamme Oro. Tra le donne il successo è per il Centro Sportivo Esercito con 118 punti, contro gli 89.5 del G.S. Forestale ed i 78 della Camelot Milano.

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