Assoluti indoor, bilanci e sbilanci

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Mi avventuro in un’analisi degli assoluti indoor appena messi in archivio. Non ho la pretesa di essere esaustivo, parlero’ solo di quello che mi e’ più balzato all’occhio.

Premetto che da marchigiano sono orgoglioso che un Campionato Italiano Assoluto si svolga nel mio capoluogo di Regione, aggiungo che da marchigiano sono rimasto perplesso sulla scarsa visibilità che lo stesso campionato ha generato sui media locali e sul territorio. Ma su questo ci tornerò più avanti.

Qui voglio invece parlare di un problema che, anni passando sembra non trovare soluzione. Parlo della diserzione sistematica da parte degli atleti di punta dei Campionati Italiani, gare insomma in cui si assegna un titolo italiano…mica quisquiglie!

Ho fatto una veloce indagine (file in allegato) prendendo a raffronto il podio di questo campionato indoor 2011 con i primatisti italiani del 2010. I risultati ci dicono che nel settore maschile, così come in quello femminile, la metà esatta delle gare in programma (6 su 12) non ha visto tra i suoi partecipanti il primatista italiano di specialità. Si arriva ad una percentuale di poco migliore se si considera il podio: 38% di assenze tra gli uomini (14 assenti su 36) e 47% (17 su 36) tra le donne. Tradotto in soldoni un campionato che da un punto di vista agonistico è risultato parecchio meno interessante di come poteva essere con punte in basso piuttosto imbarazzanti come nei 400 o nella marcia per gli uomini o come negli 800 o lungo donne.
Non è giusto puntare il dito verso questa specifica dirigenza perché il problema è vecchio quasi quanto la federazione ma di certo sarebbe apprezzato qualche tentativo per invertire il trend. Si conferma la mia convinzione che questa dirigenza Fidal gestisce l’ordinaria amministrazione ma non è in grado di fare altro.

Ancora un raffronto col 2010 su iscritti e partecipanti. Nel 2011 abbiamo avuto 576 iscrizioni a fronte di 408 atleti gara con una percentuale del 70% a rappresentare il rapporto iscritti/gareggianti. Nel 2010 gli iscritti sono stati 512, quindi meno ma abbiamo avuto 453 atleti in gara con un rapporto iscritti/gareggianti del 88%. Anche in questo caso è possibile estrapolare un doppio dato: quest’anno abbiamo avuto più atleti col minimo ma di contro una ancor minor partecipazione alla manifestazione che assegnava il titolo italiano al coperto. Un dato certamente non buono.

Torno all’argomento media e territorio. Ancona ha ospitato questa edizione degli italiani ma se si girava per il centro di Ancona, di questa importante gara non c’era praticamente traccia. E’ possibile che una qualunque fiera dell’elettronica o del pesce fritto abbia maggiore visibilità di un campionato italiano assoluto di uno sport come l’atletica??? La cosa ovviamente si è tramutata in una totale assenza di pubblico all’interno dell’impianto indoor. Sono stati molti gli ordinari meeting indoor ad Ancona ad avere maggior partecipazione (per lo meno di atleti ed accompagnatori).

Domenica poi non sono stato presente e ho seguito la diretta in streaming dove oltre al parlato dei commentatori, si ascoltava nitidamente un’altra voce dalla regia che forniva indicazioni relativamente alle immagini. Insomma una doppia cronaca a prova di disturbo bipolare (o forse l’ho sentita solo io???). Per carità può succedere a tutto e a tutti ma è possibile che nessuno si sia preso la briga di verificare la qualità del collegamento live?
Alla fine voglio dire: se nemmeno gli addetti ai lavori e i dirigenti federali cercano di dare prestigio e risonanza ad una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale…di cosa ci dovremmo lamentare se nessuno guarda l’atletica, se nessuno la considera o se nessuno la pratica?

Raffronto graduatorie partecipanti ai CI indoor 2011

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