39^ MONDIALI CROSS: EGEMONIA AFRICA, KENIA A STENDERE L’ETIOPIA STREPITOSA L’AMERICANA FLANAGAN

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Punta Umbrìa in terra spagnola è  scenario dell’ennesima dimostrazione di forza dei paesi Africani, briciole lasciate al mondo, Flanagan permettendo, la medaglia della statunitense è pesantissima. Degna nel contesto  la presenza degli azzurri

 

Il contesto  oramai si conosce, dagli addetti ai lavori ai semplici appassionati si sà che nel campionato dei” marziani” bisogna davvero masticare di corsa campestre per valorizzare le prestazioni degli atleti bianchi ai mondiali; un esempio su tutti? L’immenso Sergey Lebid , 9 allori in Europa che poche volte ha sfidato gli africani in un confronto impari; e dunque oggi al femminile la foto della statunitense in copertina di questo articolo la riteniamo davvero meritata.

Introduzione a parte la giornata di gare in terra spagnola ha visto una temperatura primaverile, di poco sotto i 20°C., umidità al 50%, sole sgargiante, percorso velocissimo, piatto, alcuni ostacoli artificiali, erba radente al suolo ( stile campo da golf) e Africa che si permette di schierare tra le juniores atlete a piedi nudi, pure vincenti. Copione scritto in ogni gara, ma con piacevole sorpresa tra le senior femminili vediamolo:

La gara juniores femminile accende i prati spagnoli; sulla distanza dei 6km  classificate 90 atlete, oro alla 17enne keniana Kipyegon Faith Chepngetich, prima in 18’53’’ che riscatta il 4° posto dello scorso anno battendo in volata un terzetto etiope composto da Genet Yalew e Azemera Gebru ( entrambe a 18’54’’)  quarta un’altra etiope Waganesh Mekasha a precedere un terzetto keniano. Solo Africa le prime 11 piazze, prima atleta del Sol Levante la giapponese Katsuki Suga 12°, prima europea la britannica Emelia Gorekca 15^. La prima atleta statunitense è Aisling Cuffe 17^. Si difende la campionessa nazionale l’azzurrina Letizia Titon chiudendo all’82^ piazza.  Nella classifica a squadre ( basata sui risultati dei 4 migliori piazzamenti per team) nel gioco matematico oro all’Etiopia per sole due lunghezze sul Kenia 17 a 19 terzo un compatto Giappone (75).

Gara Junior maschile sulla distanza degli 8 km con oro al keniano Kamworor Geoffrey Kipsang, al debutto iridato (22’21’’) davanti all’outsider ugandese Ayeko Thomas (22’27’’) e al connazionale Mwikya Patrick Mutunga (22’32’’) anch’egli debuttante. Poi solo atleti africani sino al 28° posto! L’americano Graig Lutz è il primo bianco 29^, 33°il primo atleta del Sol Levante addirittura 39° l’atleta britannico primo europeo al traguardo. Presenti anche 3 azzurrini,  il migliore è Giuseppe Gerretana 77°, seguono in 102 e 103^ piazza Stefano MassimiEd Derrazz, il giovane italo-marocchino sui 106 atleti classificati.

Venendo alle gare Senior tra le donne (8km), anche nei cross si ha la certezza che Pechino non era un fuoco di paglia, e la bianca americana Shalane Flanagan è bronzo dietro alle keniane favorite della vigilia. L’Etiopia resta a guardare consolandosi ( si fà per dire) con l’argento a squadre. La delusa di turno si chiama Meselech Melkamu capace di 16 medaglie iridate tra individuale e team,oggi solamente quarta come la connazionale Dibaba lo scorso anno. La dominatrice  è Vivian  Cheruiyot Jepkemoi che dopo l’oro di Villamura 2000 tra le juniores fà sua la gara assoluta vinta in 24’58’’ per distacco su Linet Masai al terzo argento individuale consecutivo dopo Amman e Bydgoszcz, lei bronzo anche a Edimburgo 2008. Imperiosa tatticamente la Flanagan, sempre nel gruppo di testa, mette dietro la pattuglia etiope e trascina gli USA, capaci di altre 3 atlete nelle 20 al bronzo a squadre. Prima europea la britannica Charlotte Purdue (14^) davanti all’irlandese Fionnula Britton (16^) all’ottava caps iridata. Capitolo azzurre: diversamente dal maschile il dominio africano è meno marcato e un piazzamento nelle 20 sarebbe stato la ciliegina sulla torta per Elena Romagolo la migliore esponente azzurra degli ultimi anni. Oggi dopo un primo giro nelle 35,  per lei una gara che è andata scemando sino al 51° posto, per lei che da 4 edizioni consecutive ha onorato la maglia azzurra finendo anche 24° lo scorso anno l’epilogo di una stagione che l’ha vista sottotono causa anche problemi fisici. Fatto stà che la migliore azzurra è l’italo-marocchina ex Barhein Nadia Ejjafini giunta 34^ autrice di una gara regolare con rimonta nel finale per la più in forma delle nostre. Altre azzurre 73^ l’italo-marocchina Layla Soufiane, 91° la giovane Veronica Inglese chiude 95° Fatna Maraoui. L’Italia è presente anche nella classifica a squadre, 14^ nazione sulle 15 classificate in virtù delle 4 atlete presenti, il minimo richiesto per fare punteggio.

Senior maschile sui classici 12 km di gara che a differenza del pronostico dice Etiopia. L’assenza di Kenenisa Bekele da due edizioni è ampiamente riscattata da un impressionante Imana Marga (o Imane Merga più conosciuto, classe 1988) quarto a Berlino 2009 nei 10000,  capace con una poderosa volata lunga in progressione di stendere i keniani; reso così meno amaro il duello con gli atleti degli altipiani che vincono per 6 ori a due ( lo scorso anno fù 8 a zero), tre a uno delle gare individuali, non riuscendo però a portare in patria la gara Regina. Marga trionfatore in 33’50” davanti a Paul Kipngetich Tanui (33’52”) e Vicent Kiprop Chepkok (33’53”) bronzo.
Ancora Kenia con Kisorio e Mutai ai piedi del podio, 6 keniani nei 10 e titolo a squadre assicurato (14) pt. davanti agli Etiopi (38) grazie al contributo di Mesfin ( vincitore 2010 della 5 Mulini) ottavo e di Sefir 12° e Lilesa 17°. Curioso siparetto tra l’etiope Kuma e l’eritreo Tzegai fermatisi poco prima del traguardo a bisticciare!.
Ayad Lamdassen, etiope naturalizzato spagnolo è il primo europeo per i colori iberici piazzatosi 16°, 21° Graig Mottram altro bianco di valore portacolori degli Aussies Australiani, lui insieme alla connazionale Benita Johnson (ex-iridata ) una leggenda del cross australiano.
Per i colori azzurri : 70° l’italo marocchino Ahmed El Marzouri, 96° il giovane Patrick Nasti sui 111 atleti classificati.

Complessivamente in ambito Europeo ( nessuna medaglia) settima la Spagna, nono il Portogallo e 12^ una buona Norvegia,podio come detto Kenia, Etiopia e Uganda. Medagliere complessivo che dice 6 ori Kenia, 2 ori Etiopia, Stati Uniti con due bronzi preceduti dall’Uganda con 1 argento e due bronzi. Altra medaglia non africana il bronzo del Giappone tra le juniores donne. Al femminile la Gran Bretagna  tiene alto l’onore del Vecchio Continente con due quinti posti a squadre tra le juniores e le assolute.

Fonte foto: universalsports.com
Sito IAAF dell’evento: http://www.iaaf.org/wxc11/index.html

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