I MIRACOLI DI ROMA

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Affascinante ed imprevedibile, folkloristica e performante. La maratona della Città Eterna si è confermata tra le corse più spettacolari al mondo, non solo per le sue bellezze artistiche, sfondo unico e prezioso alle gesta atletiche di migliaia di partecipanti, ma anche per la varietà di storie e volti che ogni anno arricchiscono la gara su strada più attesa dai romani.

Sì perchè stavolta più di altri anni si è avvertito il calore della città verso una delle più faticose e simboliche discipline dell’atletica leggera, i 42 chilometri di maratona. La corsa che nel 1960 fu di Abebe Bikila, che ora è della connazionale Firehiwot Dado, al trionfo per tre volte consecutive ed oggi anche scalza in onore del suo illustre predecessore, e che domani potrebbe premiare il vincitore con l’oro olimpico, qualora si dovesse materializzare quel sogno chiamato “Roma 2020”. Già, un bel sogno quello delle Olimpiadi di Roma, almeno fermandoci all’evento sportivo e senza pensare a quelle speculazioni, più o meno volute, che troppo spesso in passato hanno inquinato i grandi avvenimenti sportivi della Capitale e che ora devono rimanere un monito per evitare di ricadere negli stessi errori.

Ma l’edizione 2011 della Maratona della Città di Roma si presentava soprattutto come una delle sedici migliori maratone del mondo, inserita nel circuito Iaaf Gold Label Race, e per l’occasione il patron Enrico Castrucci ed il suo staff, hanno provveduto ad presentare un spettacolo ancor più curato rispetto al passato, sotto gli occhi di tante personalità presenti sulla linea di arrivo, con Mario Pescante in testa, nelle vesti di Presidente del Comitato Organizzatore alla candidatura di Roma 2020.

Poi il resto lo hanno fatto i protagonisti sul percorso lastricato di sampietrini, a cominciare dal miracolo vivente di nome Monique Van Der Vorst, atleta olandese che ha concluso i 4 km di stracittadina sulle sue gambe. Niente di speciale se non fosse che per ben 13 anni la ragazza le gambe non le ha mai mosse, finchè, dopo un incidente occorso circa un anno fa, Monique ha gradualmente ritrovato l’uso delle gambe. Storia magica come quella del celebre Alex Zanardi, sportivo per passione e collezionista di sfide, l’ultima è quella di tentare la partecipazione olimpica a Londra 2012. Oggi per Alex la gara ha riservato soprattutto difficoltà, per via dei problemi meccanici alla sua nuova handbike, all’esordio in gara, un incidente di percorso che non farà che accrescere la voglia di migliorarsi di un Zanardi sempre più campione.

Un altro mezzo miracolo è quello che ha colpito il 27enne keniano Dikson Chumba Kiptolo, primo a sorpresa, lui che fino a qualche anno fa la corsa la usava solo per spostarsi da un podere all’altro nella sua terra natia. Il suo lavoro all’epoca era di lavorare la terra, poi nel 2008 l’inizio con la corsa e appena l’anno scorso le prime maratone di livello. Ora è professionista e torna a casa con una vittoria ed un po’ di soldi da investire, chissà se in terra da coltivare.

Infine la magia romana ha fatto volare ancora quella piccola etiope dal viso sorridente, Firehiwot Dado, tre volte prima e sempre migliorandosi su un percorso che sembra fatto su misura per lei. “Le scarpe le ho tolte per ricordare Bikila visto che l’anno scorso non ho avuto il tempo per farlo poiché in lotta per la vittoria” così ha dichiarato dopo il traguardo la Dado, che spera da qui ad un anno di imparare qualche parola in più di italiano nella scuola di Addis Abeba dedicata proprio allo studio della lingua italiana.
Magari per scambiare qualche battuta con la nostra Rosalba Console, quinta oggi al traguardo, dolorante per un subdolo acciacco infrasettimanale, ma soddisfatta per aver centrato un meno 2 ore e 30 che poche altre connazionali sono riuscite a correre in passato. E’ suo l’acuto tricolore più intenso di giornata, niente magie azzurre stavolta, ma c’è tempo, Roma di sicuro non ha finito di stupire.

Foto: Il vincitore della gara maschile Chumba (Foto Simone Proietti per Atleticanet)

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