L’AFFARE SEMENYA: LA SVOLTA IAAF

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Durante il consiglio della IAAF svoltosi in questi giorni a Daegu (Corea del Sud) ,sede dei prossimi Campionati Mondiali Outdoor, sono state prese delle decisioni che non è azzardato definire storiche riguardo alla vicenda innescata dalla sudafricana Caster Semenya durante i Mondiali di Berlino2009.

L’allora diciottenne atleta dominò in maniera quasi imbarazzante la finale degli ottocento metri trovandosi al centro di furiose polemiche sfociate in un clamoroso caso riguardo alla sua identità sessuale. Dopo parecchi mesi di ricerche da parte di specialisti, la Federazione Internazionale ha varato una norma che entrerà in vigore dal 1°maggio, definendo finalmente i criteri per cui le donne, affette,come la Semenya, da iperandrogenismo, ossia da un ‘elevata presenza nel proprio organismo di ormoni maschili e da alterazioni di alcune caratteristiche sessuali, potranno gareggiare o meno nelle competizioni femminili.

Ecco i caratteri salienti di tale norma:

1) Le differenze, al top delle prestazioni, tra risultati maschili e femminili, sono dovute prevalentemente all’elevato livello di ormoni androgeni negli uomini;

2) Un’atleta donna, riconosciuta dalla legge come tale ed affetta da iperandrogenismo, potrà gareggiare a condizione che il suo livello di testosterone sia al di sotto di quello maschile o nel caso dovesse raggiungerlo, non sia tale da costituire un vantaggio durante la competizione;

3) Sarà un pool internazionale, nominato dalla IAAF, e composto dai massimi luminari della materia ad esaminare i casi in questione che potrebbero sorgere in base a questo nuovo regolamento ed ad formulare un parere definitivo di ammissibilità;

4) Nel caso fossero necessari, per evitare controversie, ulteriori esami, questi saranno effettuati in uno dei centri specialistici sparsi nel mondo e approvati dalla stessa IAAF.

5) Massima riservatezza sarà garantita all’atleta che si sottoporrà a tali esami garantendogli l’anonimato assoluto, evitandogli una sorta di “gogna mediatica”, che la Semenya purtroppo dovette subire in maniera a tratti quasi morbosa;

6)Le atlete che rifiuteranno di adeguarsi a tale normative non potranno gareggiare in competizioni femminili.

Vale la pena di ricordare come la IAAF diventi una sorta di “apripista”, visto che è la prima federazione mondiale a dotarsi di una normativa su una materia così delicata.

 

Fonte: IAAF.ORG

foto: Erik van Leeuwen

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