A PADOVA RECORD, A MADRID EMOZIONI

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

PADOVA: Veste nuova per la Maratona del Santo e subito grande riuscita. Il nuovo percorso, ricavato completamente all’interno della città di Padova, ha dimostrato di essere molto veloce, facendo si che i vecchi record della manifestazione venissero entrambi battuti. Aredo Toleda Tadese e Florence Chepsoi (rispettivamente in 2h09’02 e 2h29’25”) ritoccano le migliori prestazioni ottenute fino a qui nei 12 anni precedenti.

Tadese ha cambiato passo al 41°km, per evitare la temibile volata di ben Chebet, che deteneva il precedente record e che ha chiuso migliorando il suo primato personale, ma non è riuscito a bissare il successo del 2009. Si era staccato poco prima il terzo arrivato, Peter Some Chimeli, che non ha avuto problemi a mantenere il suo terzo posto, nonostante un calo nel finale. In mezzo alla solita abbondantissima presenza africana c’è anche spazio per un italiano. Il carabiniere Denis Curzi si è infatti piazzato quinto. Sfortunato per come si è sviluppata la gara. Curzi ha infatti corso gran parte del tempo senza nessun avversario che potesse stimolarne il ritmo, ma ha chiuso comunque in 2h14’56”, dicendosi soddisfatto per essere finalmente riuscito a portare a termine una maratona, dopo molti tentativi falliti.

Al femminile gara senza storia. Florence Chepsoi ha fatto il bello e il cattivo tempo, partendo e facendo perdere le sue tracce alle avversarie fin da subito. La distanza di più di un km fra la prima classificata e la seconda, Lemma Tiruwork, fa capire quale fosse il divario esistente in termini di forza che la Chepsoi poteva vantare oggi. Terzo gradino del podio brasiliano, con Michele Das Chagas, che è riuscita ad agguantare questo risultato in 2h35’06”. Quarta la prima italiana, Ivana Iozzia, che è riuscita a portare a termine la gara restando sotto le 2h36’.

Da segnalare la seconda vittoria in una settimana per Alex Zanardi nella Hand Bike. Dopo quella di 7 giorni fa a Milano, il bis viene concesso con tanto di migliore prestazione mondiale sfiorata (1h03’48). Staccato di poco il secondo classificato (Vittorio Podestà 1h03’56”) così come il quarto (Paolo Cecchetto 1h04’11”).

MADRID:

Se la Maratona di Londra ha vissuto su risultati di altissimo livello, e quella di Padova ha vissuto su due record della manifestazione, lo stesso non si può dire di quella di Madrid. Forse il caldo, forse la concomitanza con gli altri grandi eventi, ma la presenza di atleti di primissimo livello è un po’ venuta a mancare. Ad aggiudicarsi la vittoria finale sono stati il kenyano Moses Arusei e l’etiope Desta Girma Tadesse.

Il tempo impiegato dal vincitore maschile ad aggiudicarsi la gara è stato di 2h10’58”, di poco inferiore a quello del secondo classificato, per una gara rivelatasi emozionante proprio fino agli ultimi metri, decisa infatti da un finale incertissimo con Thomson Cherogony che deve inchinarsi al connazionale per soltanto 5”. I primi due atleti sono transitati appaiati fino al 35° km, quando Cherogony si è leggermente staccato, ma dando sempre l’impressione di riuscire a riportarsi su Arusei, che non ha certo potuto rilassarsi nemmeno per un minuto, sentendo il rumore dei passi di Cherogony sempre dietro di se.Terzo ancora un kenyano, Francis Kiprop, giunto sul traguardo in 2h11’50”.

Folle volata a tre tra le donne, con una quarta contendente a poco più di 50m di distanza dalle prime. Ad andare a prendere la gloria è, come già detto, l’etiope Desta Girma Tadesse, in 2h35’28, bravissima ad avere la meglio delle connazionali Woldegebriel Teamo Shumye, 2h35”30, Workhenesh Tola, 2h35”35, e Shuru Dibiba Dulumu, un po’ più staccata, 2h35”48, ma transitata con le prime tre al 40° km.

fonte foto: Photosprint

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *