RECORD DEL MONDO NEGATO A BOSTON PER MUTAI

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Maratona di Boston, Geoffrey Mutai vola con 2.03.02 crono da record del mondo, tempo che però non verrà omologato a causa del percorso.

Il percorso nega, a questa sensazionale vittoria da parte del keniano Mutai, la classica ciliegina sulla torta, infatti, il dislivello supererebbe le normative internazionali, quindi il record non può essere omologato. In campo femminile la keniana Caroline Kilel vince la gara con il crono di 2:22:36.
Un verdetto che comunque vada farà tremare il mondo della maratona, dal momento che il 2h03’59 di Haile Gebreselassie è stato strappazzato in uno dei percorsi più difficili al mondo per una maratona.
La cronaca della gara fa comunque registrare temperature ottimali è un vento di coda che avrebbero favorito la gara dei maratoneti, infatti, oltre i primi due classificati sono seguiti i personali anche delle prime due donne e di chissà quanti altri atleti.
Il record negato sarebbe da quanto si apprende solo quello mondiale, infatti l’americano quarto classificato Ryan Hall con 2:04:58 stabilisce il record degli Stati Uniti, nuovo primato ratificato per la nazione-continente, ma per la normativa internazionale quello mondiale non sarà accettato.

Archiviata anche l’edizione 2011 della maratona più antica del mondo. Nata nella terra dei padri fondatori dello spirito degli Stati Uniti, tanto che si corre il 19 Aprile, data commemorativa della prima battaglia della rivoluzione americana, la battaglia di Lexington.

La gara nasce nel 1897, dopo che John Graham, responsabile della squadra Olimpica ai primi Giochi dell’era moderna, decise di traghettare e unire spirito americano e spirito Olimpico. Boston è stata la prima gara a ospitare l’altra metà del cielo, nel 1971, dopo che per qualche anno alcune maratonete erano riuscite a partecipare con qualche machiavellico escamotage, in una delle ultime manifestazioni sportive riservate solo agli uomini.
Boston è anche un caro ricordo per noi italiani, infatti è una delle maratone americane, dopo quella di New York conquistata da Orlando Pizzolato nel 1984, vinta da un mito della maratona italiana, l’Olimpionico di Seul e medaglia d’oro, Gelindo Bordin, che nel 1990 copri la distanza firmandola con il suo record personale di 2:08:19.

Ancora il Kenia a dettare legge sulla gara più dura dell’atletica, che nell’antichità fu di Filippide e all’alba del terzo millennio è stata dell’etiope Gebrselassie. Edizione numero 115 con un arrivo ravvicinato tra i due top runner Geoffrey Mutai (2.03.02) e Moses Mosop (2.03.06), due corridori che prendono letteralmente a schiaffi il re indiscusso della maratona Haile Gebreselassie. In campo femminile la californiana Davila Desiree (2:22:38) ha provato a guastare la festa agli atleti degli altopiani africani arrivando a soli due secondi alle spalle della vincitrice Caroline Kilel, entrambe comunque possono ritenersi più che soddisfatte specialmente la statunitense che ha stracciato il suo precedente record personale che si aggirava intorno ai 2.26.20 mentre la keniana si è migliorata di poco meno di un minuto, alle loro spalle l’altra keniana, Sharon Cherop, che ha limato il suo personale di un secondo coprendo i 42 km in 2.22.42.

L’italiano Migidio Bourifa sì è piazzato al 14° posto coprendo la distanza in 2.13.45, in calo dopo un passaggio alla mezza maratona in 1.04.55, crono probabilmente dovuto a una forte partenza che lo ha visto transitare in 15’27″ai primi 5000 metri, tenendo sostanzialmente il ritmo per 15 km per poi progressivamente calare e subire quasi 4 minuti nella seconda parte di gara. Secondo degli italiani Said Boudalia con il tempo di 2:18:31

Foto Mutai Boston.com 

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