CI HA LASCIATI BALDASSARRE SPARACINO

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Purtroppo dobbiamo dire addio ad un altro amico. E’mancato sabato scorso Baldassarre SPARACINO;stava per compiere 72 anni (nato il 13/06/1939). Per tutti sui campi romani era “BALDINO”. Un personaggio molto conosciuto nell’atletica romana e non solo. Negli anni della gioventù era stato un discreto saltatore in lungo delle pedane romane, con un primato personale di 7,01mt. ottenuto nel 1962. Aveva militato in varie società della Capitale tra cui il CUS Roma. Da master, come tanti altri, aveva ripiegato sulle specialità di lancio e negli ultimi anni ha fatto parte del gruppo della Liberatletica. Aveva una personalità molto eclettica e la sua verve lo rendeva un intrattenitore spiritoso, garbato e dotto, con la vocazione per la rima baciata. E’ stato amico di grandi personaggi dell’atletica italiana come Beccali, Berruti, Vittori, Mennea, etc.; grazie anche al fatto di essere divenuto una sorta di referente negli Stati Uniti, dove ha lavorato come dirigente dell’Alitalia per molti anni. Era una di quelle figure che danno il piacere di frequentare il mondo dell’atletica al di là della sola dimensione tecnica. In particolare per l’ambiente dei masters romani sarà un vuoto che verrà sentito, proprio per le sue doti umane.

Le su misure da lunghista: 1959 (20): 6,89 – 1960 (21): 6,91 – 1961 (22): 6,95 – 1962 (23): 7,01 – 1963 (24): 6,88 – 1964 (25): 6,79 – 1965 (26): 6,80 – 1966 (27): 6,56 – 1967 (28): 6,60. 

Come altri s’era battuto recentemente per la causa dei masters per ottenere più rispetto e considerazione dalla F.I.D.A.L. Lo scorso dicembre aveva inviato una lettera personale al Presidente ARESE, di cui vantava la conoscenza diretta, per sollecitarlo a tal scopo. Ne riportiamo qui di seguito il testo che di recente ci aveva chiesto di pubblicare e che ora, purtroppo, diventa una sorta di suo testamento sportivo. 

“Caro Francesco, inizio questo mio scritto con un grande augurio di feste serene per te, famiglia e Fidal tutta, a cominciare dal Segretario Generale, col quale ho scambiato frasi di saluto ed al quale ho fatto i miei complimenti per l’ospitalità ricevuta a Cagliari dalle squadre partecipanti ai Campionati di Società Master.

E mi tolgo subito il dente dolente del Campionato di Società 2011 e del Pentalanci.

Hai certamente letto le note delle squadre del Veneto, di quelle marchigiane ed anche le notazioni interessanti emerse dalla riunione di Bologna del pentatlon lanci.

Il campionato di Società è il momento più importante dell’anno, perché le società si preparano e si battono un anno per quel grande momento di aggregazione e di spirito agonistico. Il problema della sede è relativamente importante e certo non determinante.

Non può essere confuso con i Campionati Individuali, o peggio mescolato con questi, perché si creerebbe una confusione inenarrabile e d’impossibile gestione. Cosenza va benissimo per i Campionati Individuali e non lo dico solo perché mio padre era del Sud, ma anche perché ho sempre ricevuto con le mie squadre organizzazione ospitalità eccezionali proprio in quelle sedi.

Le squadre marchigiane hanno aggiunto nella loro nota la seria difficoltà di ottenere permessi di lavoro per troppi giorni. Tra l’altro oggi, con la crisi incombente, i permessi di lavoro significano detrazione da parte dello stipendio.

Manteniamo quindi una Finale solo C.D.S. con il vecchio regolamento e, se ritenuto pesante, il numero di squadre si può ridurre a 20 sia maschili che femminili. Credo che ci siano date disponibili da settembre in poi e siamo ancora in tempo per aggiornare il calendario.

Circa il Grand Prix Pentalanci trovo, non solo io, molto negativo il fatto delle regole-catene della Finale. Mi spiego. Prendiamo l’Inter del calcio, con 11 giocatori e 11 riserve. Avrebbe perso la classifica a squadre del pentalinei ed i suoi infortunati la classifica individuale per non aver potuto partecipare o mettere le riserve nella finale del campionato individuale del pentalanci di Macerata. Alcuni atleti del pentatlon lanci avevano completato il minimo di 3 gare (su 8) richiesto per la classifica finale, ma poi non hanno potuto partecipare per infortunio o malattia alla finale di Macerata; la quale partecipazione era conditio-sine-qua-non per accedere alla classifica finale. Una bella cattiveria!

Quindi la mia proposta è quella di mantenere il circuito così com’è, di mantenere il punteggio totale di tre gare, ma senza la tagliola dell’obbligo di partecipare alla finale individuale che fa la classifica a se. Tra l’altro, ilCampionato Italiano Individuale non permette la partecipazione di atleti stranieri, mentre nel Grand Prix giustamente lo consente. Però ci sono volute lettere per ottenete questo chiarimento.

Penso che al Fidal sia in grado di accedere alle espressioni di buona volontà emerse dalla riunione di Bologna, dalle intenzioni delle società venete, da quelle marchigiane ed anche di qualche importante società del Lazio, a cominciare dalla mia Liberatletica e dalla Giovanni Scavo 2000.

Mettere insieme più di 30 teste è difficile, ma mettere insieme 4-5 portavoce di Bologna, delle Marche e del Veneto (ed aggiungerei anche l’Olimpia Rimini) potrebbe essere una buona prova di democrazia, che secondo me  verrebbe vista con favore, indipendentemente dai risultati che ne verranno.

I masters sono ormai una realtà, il veicolo migliore di diffusione dell’atletica leggera tra i giovanissimi. E portano anche un contributo economico aggiuntivo nelle casse della Federazione.

I masters (Francesco, hai fatto la stessa trafila da quando mi sorprendesti nel 1987 con i cucchiaini di zucchero al caffè di via Lagrange, quando ero direttore dell’Alitalia di Torino) possono mettere in campo, oltre che quella sportiva, anche un’esperienza manageriale ed organizzativa industriale che non può che essere utile alla diffusione dello sport.

Rinnovo auguri affettuosi a tutti.

Roma 18 dicembre 2010, Baldassarre Maestro del Lavoro.”

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