CI HA LASCIATI IL PROFESSOR LUCIANO FRACCHIA

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E’ deceduto oggi nella sua Asti Luciano Fracchia, il professo. Aveva compiuto 95 anni il 26 gennaio scorso. I più giovani non lo ricorderanno, ma quelli della mia generazione ed anche della precedente ricorderanno la figura di questo personaggio, omnipresente sui campi di gara con la sua inseparabile macchina cinematografica Keystone, intento a riprendere ogni avvenimento con la scrupolosa attenzione dell’appassionato più che del cronista.

Luciano Fracchia dopo tanti anni trascorsi nel mondo dell’atletica, aveva accumulato un vero e proprio tesoro rappresentato da materiale cinematografico di inestimabile valore, racchiuso in 25 armadi metallici che ho avuto l’opportunità di contare durante una visita che gli feci diversi anni fa.

Avevo ben presente le imprese di Armin Hary ma l’unica documentazione che avevo visionato era quella girata da Marcellini nel suo film-documentario su la Grande Olimpiade di Roma ’60.

Parlando con Luciano gli chiesi se avesse del materiale su Hary e sulle sue “famigerate” partenze. Luciano mi rispose affermativamente e mi invitò a casa sua a visionare i filmati che aveva raccolti.

Fu una due giorni di grande interesse. Non solo potetti rendermi conto delle straordinarie qualità atletiche del campione olimpico tedesco, ma ebbi modo di godere della proiezione del film originale sui Giochi di Parigi del 1924, visione che mi fu molto utile in quanto in quel periodo stavo proprio scrivendo di quella edizione dei Giochi per il secondo volume della mia Storia dei 100 metri ai Giochi Olimpici.

Luciano mi disse che aveva acquistato il film rispondendo a una inserzione apparsa su un giornale ad opera di Guy Butler, il quattrocentista britannico giunto terzo nella gara vinta dal leggendario Eric Liddell. L’atleta aveva infatti ricevuto in omaggio la “pizza” dalla sua federazione e ora voleva monetizzarla.

Dal 1950 Luciano Fracchia ha filmato l’atletica diventando un giramondo, presente in ogni grande occasione, pronto a immortalare ogni evento e a documentare innumerevoli primati mondiali.

Mi auguro che qualche istituzione possa essere così sensibile da tutelare la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio unico al mondo.

Luciano, così geloso del frutto del suo lavoro, potrà allora veramente riposare in pace.

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