GRANDE PUBBLICO A ROMA PER USAIN BOLT

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Il Golden Gala torna ai fasti degli anni 80 e 90 con 48.000 spettatori. Usain Bolt la spunta di un soffio su Asafa Powell. Grande Andrew Howe sui 200. Record mondiale junior sui 3.000 siepi femminili in una serata dove non mancano le delusioni.

Bella serata di atletica e stupenda cornice di pubblico (48.000 persone … era dalle edizioni dei primi anni ’90 che non se ne vedevano così tante all’Olimpico per l’atletica) nella 31. edizione (28.ma edizione romana) del Golden Gala, terza tappa del circuito mondiale della Diamond League davanti alle telecamere di Rai Sport 1 e Rai 3 davvero troppo distratte e con una programmazione “a macchia di leopardo” incomprensibile per il buon senso comune. Peccato per gli italiani troppo spesso comprimari o assenti, ma francamente a serata conclusa (di cui la Rai ci ha reso quasi impossibile gustarci i momenti più appassionanti, con rare eccezioni, naturalmente gara dei 100 metri maschili a parte..) resta in bocca una sensazione di insoddisfazione…per le prestazioni forse spesso al di sotto delle attese e perché alla fine si è giocato troppo sulla gara di sprint tra i superuomini della velocità. Che però ha prodotto il “miracolo” di portare all’Olimpico più pubblico che per le ultime gare della Roma di Totti. E dunque godiamoci il “successo” mediatico e veniamo agli aspetti tecnici…

 

La serata romana è stata davvero caratterizzata dai grandi sprinter di colore (fortunatamente uno dalla parlata reatina..), anche se non sono mancati altri buoni risultati (a volte tecnicamente migliori) sia tra le donne che tra gli uomini, stavolta più nel mezzofondo che nei concorsi. Naturalmente, anche chi non sa quanto è lungo il giro di pista aveva sentito parlare in questi giorni della “prima volta” in Italia di Usain Bolt e del suo duello con il “fratello” giamaicano Asafa Powell e con la grande speranza bianca della velocità, il triplice campione europeo del 2010 Christophe Lemaitre, savoiardo timido e dotata di una classe naturale immensa. Cominciamo subito da lì.

 

100 uomini
Nei 100 tutti attendevamo il fenomeno Usain Bolt al debutto stagionale assoluto sui 100 m nonché per la prima volta a gareggiare in Italia a confronto con l’amico-rivale di sempre Asafa Powell forte di un tris di vittorie all’Olimpico, e per un soffio l’amata pista ancora una volta portava fortuna a quest’ultimo. Partenza buona per Asafa, molto incerta per il duplice recordman mondiale e campione mondiale ed olimpico su 100 e 200. Vittoria di Bolt nella parte finale con un buon 9”91 già a sfiorare di 1/100 la m.p.m.  (vento + 0,6 m/s), di un soffio in rimonta su Asafa Powell (9”93) davanti all’asso francese Christophe Lemaitre, già capace di scendere a 10”00 all’inizio di stagione (in vista per lui anche di essere il primo bianco sotto 9”9 già quest’anno???) mentre bene alle loro spalle anche Kim Collins (caraibico di St. Kitts and Nevis già dato per ritirato un paio di anni fa, non dimenticato campione del mondo a Parigi nel 2003) con  10”12 davanti al bronzo olimpico di Trinidad Richard Thompson (10”13), purtroppo nessun italiano nella serie dei “maestri”. Nelle serie preliminari secondo nella prima il vicentino Michael Tumi in 10″45 (vento + 0,9) e rispettivamente quinto e sesto Delmas Obou e Roberto Donati separati da 1/100 (10″57 a 10″58, vento -0,4).

200 uomini
L’unica grande prestazione di un italiano è stata nella gara dei 200 (non DL), in cui non si attendevano cose eccelse ma in cui tutti erano curiosi di vedere Andrew Howe al confronto con l’ex-campione olimpico Shawn Crawford (19”79 di PB) dopo l’eccellente ritorno sulla distanza all’Arena di Milano lo scorso settembre (20”30). Andrew ha confermato di essere forse al momento il miglior duecentista europeo ed ha chiuso alla grande dominando con 20”31 (vento + 1,1), piegando nettamente il giamaicano Marvin Anderson secondo in 20”49, terzo il trinidegno Rondell Sorrillo in 20”68 e solo quarto Crawford (l’ombra del trionfatore di Atene) con 20”82.

Triplo uomini
Altro grande duello della serata, con il campione mondiale ed europeo outdoor, l’inglese Phillips Idowu, in testa fin dal primo salto con 17,25 poi migliorato a 17,59 m.p.m. al terzo, e buon ritorno all’Olimpico per l’ex-campione olimpico e mondiale Christian Olsson, dopo una lunga serie di infortuni capace di balzare al quarto salto a 17,29, battendo la misura del cubano Alexis Copello (17,13) e del bahamense Leevan Sands (17,12), ottima prova del comasco Fabrizio Schembri, capace di balzare al secondo salto (chiudendo quinto in fondo) a 17,08 mentre il nostro eterno Fabrizio Donato non ha sfruttato bene la pedana non facendo meglio di 16,77 al primo salto (7°) ed infilando poi una lunga serie di nulli.

3.000 siepi donne
Prima grande gara di mezzofondo della serata, con una bella tripletta keniana. La giovane Milcah Chemos Cheiwya si è imposta bissando il successo del 2010 scappando ai 300 finali con la m.p.m. di 9’12”89, davanti all’etiope Sofia Assefa (al record nazionale di 9’15”04), alla tunisina Habiba Ghribi (9’20”33), alla giovanissima etiope Birtukan Adamu, che ha abbassato il record mondiale junior portandolo a 9’20”37 ed a Lydia Jebet Rotich con 9’25”16. Nessuna italiana in pista.

400 donne
Tra le donne nei 400 strepitosa gara della grande Allyson Felix, che si è imposta con un distacco di alcuni metri con un 49”81 m.p.m. Alle sue spalle chiude come a Doha Amantle Montsho del Botswana con 50”47, mentre  la giovane americana Francena McCorory  avvicina il personale e stagionale con 50”70, davanti alla connazionale Dunn (50”79) ed alla deludentissima campionessa mondiale e vincitrice del trofeo della Diamond League della scorsa stagione Sanya Richards-Ross (50”98 in netto calando). Malissimo Libania Grenot, lontanissima fin dall’inizio e ultima con 53”50, nettamente battuta anche dalla giovane bergamasca Marta Milani, capace di migliorare lo stagionale con 52”75. Coraggio Libania! La stagione è lunga ma c’è da lavorare parecchio…

Giavellotto donne
Non si può non menzionare tra le regine colei che ha dominato il miglior concorso femminile della serata, l’argento olimpico di Pechino Marija Abakumova, capace di scalzare al 3° lancio con 65,40 (limite mondiale stagionale) l’ex-primatista europea Christina Obergfoell, sin lì in testa con 63,97. Terza la campionessa olimpica e primatista mondiale Barbora Spotakovà , a 63,32 davanti alla brava americana Kara Patterson (62,76). Dietro le giovani Ratej (Slovenia) con 60,84 e Viljoen (Sudafrica) con 60,61. Non male Zahra Bani, settima con 59,28 di stagionale.

1.500 donne
Nessuna sorpresa per la vittoria  della campionessa del mondo Miryam Yusuf Jamal (etiope di passaporto del Bahrein che vive a Losanna) che ha vinto con la solita rabbiosa volata finale  con 4’01”60 (m.p.m.), lasciando al secondo e terzo posto le ex-connazionali Meskerem Assefa (4’02”12, personale) e Gelete Burka Bati (4’03”28), quarta e prima delle europee l’ucraina Anna Mishchenko (4’03”53), in grande spolvero in quest’inizio di stagione (era reduce da una sorprendente doppietta in Asia a Doha e Daegu sede dei mondiali di fine estate) mentre la campionessa olimpica Nancy Jebet Langat ha corso all’esordio stagionale chiudendo quinta in 4’03”66, anche qui italiane non presenti.

Alto donne
Blanka Vlasic ha “deluso” ancora dopo Shangai gli appassionati, non riuscendo ad assalire i 2 metri con la necessaria determinazione. La bella croata ha vinto il secondo duello di fila della Diamond League con 1,95 saltato alla prima prova. Dietro le altre sono state realmente in gara fino a 1,95. Tra loro ha “prevalso” a parità di misura con un modesto 1,92 l’atleta di Santa Lucia Laverne Spencer, meglio in classifica di atlete più titolate come le bellissime Svetlana Shkolina (1,92 e solo quinta) ed Emma Green (solo 1,89) o come Ruth Beitìa, 1,89 anche lei ma più errori. Purtroppo assente per infortunio dell’ultima ora la nostra Antonella Di Martino, capace nel 2009 addirittura di sconfiggere l’imbattibile Blanka spalatina.

5.000 uomini
Gara stupenda vinta in volata per il bis dell’anno scorso dall’etiope Imane Merga con 12’54”21 (m.p.m.), secondo il sorprendente keniano Isaiah Kiplangat Koech che ha stabilito il personale con 12’54”59, terzo Vincent Chepkok (12’55”29), ancora davanti agli etiopi Gebremeskel (12’55”89) e Sileshi Sihine (12’57”86). Altri tre atleti appena sotto o sopra i 13’, con l’etiope Abera Kuma al personale con 13’00”15. Grande gara davvero

100 hs
Sui 100 hs, ancora delusione dalla bellissima Lolo Jones, non in grande forma e fermatasi a metà gara, dominio della campionessa olimpica Dawn Harper con 12”70 (+1,1) davanti alla leader mondiale 2011 Kellie Wells (12”73), all’altra americana Danielle Carruthers (12”80) ed alla svizzera Lisa Urech (12”84).

400 hs uomini
In apertura di serata ancora dominio del leader stagionale, il bianco sudafricano Louis Van Zyl con 47”91, davanti all’altro bianco gallese David Greene (48”24). Migliore della colonia americana il duplice campione olimpico Angelo Taylor con 48”66 davanti al portoricano Culson (48”86), nettamente fuori condizione il duplice campione mondiale in carica Kerron Clement, ultimo con 50”03. Italiani? Anche qui non c’erano.

Lungo donne
Nel lungo ha spadroneggiato la campionessa del mondo Brittney Reese, che ha ottenuto 6,94 (ad un cm dalla m.p.m. della bielorussa Shutkova) al quarto salto con un vento contrario di -0,4, davanti alla regolare Funmi Jimoh, vincitrice della prima prova della Diamond League,  giunta seconda con 6,87. La plurimedagliata mondiale (tre ori indoor, tre argenti ed un bronzo outdoor) ed olimpica 35enne Tat’jana Kotova al rientro quest’anno dopo la maternità si è dovuta accontentare del sesto posto con 6,58, mentre la migliore europea è stata la giovane francese Eloyse Lesueur, terza con 6,64. Le italiane si sono dovute accontentare della tribuna anche in questa gara (solo ultima la ticinese Irene Pusterla con 6,29, subito dietro alla incantevole campionessa europea della Lettonia Ineta Radevica con 6,41).

 Peso uomini
Bel duello in apertura di meeting con il dominatore stagionale grande rivelazione dell’anno, il canadese Dylan Armstrong, che si è imposto con 21,60 sul campione olimpico Majewski con 21,20. Terzo l’ex-campione del mondo Hoffa con 21,13, davanti all’americano campione del mondo Christian Cantwell con 21,09.

 Asta uomini
Ha dominato il francese campione d’Europa all’aperto ed in sala Rènaud Lavillenie, capace di saltare 5,82 (m.p.m.) alla prima prova dopo avere disseminato tentativi a diverse altezze, piegando così la resistenza del tedesco bronzo europeo e vincitore a Doha Malte Mohr (5,72). Terzo l’ucraino Mazur’ik con 5,62.

200 donne
Grandissima delusione con la vicecampionessa mondiale ed olimpica dei 100 giamaicana Kerron Stewart incapace di battere l’outsider statunitense Bianca Knight, che si è imposta con 22”64 (vento + 0,9) contro 22”74. Sforzo sovrumano richiesto dopo soli 45’ dalla cavalcata vittoriosa sui 400 alla tre volte campionessa mondiale sulla distanza Allyson Felix (quarta con 22”81 dietro l’esperta ex-campionessa del mondo di Edmonton Debbie Ferguson con 22”76) mentre confermando il suo stato di forma precaria Sanya Richards-Ross è giunta solo quinta con 22”88 e Lashauntea Moore che aveva vinto a Doha è stata settima con 23”25. Italiane non presenti.

Disco donne
Bella gara della giovanissima croata campionessa europea Sandra Perkovic, capace di battere con 65,78 al secondo lancio la vicecampionessa del mondo Yarelis Barrios con 64,18 e la virago tedesca Nadine Mueller con 63,17. Solo ottava Laura Bordignon con 55,42.

 800 uomini
Grande delusione anche nella gara degli 800 maschili, privata in extremis della presenza del sensazionale recordman del 2010 David Lekuta Rudisha. Sul doppio giro di pista vittoria a sorpesa con 1’45”09 per l’americano Khadevis Robinson, davanti al campione del mondo sudafricano Mulaudzi (1’45”50) ed al kuwaitiano Al-Azemi (1’45”52). Batosta per i keniani, con Asbel Kiprotich Kiprop, campione olimpico a Pechino sui 1.500 a soli 19 anni (quarto con1’46”02) davanti ai connazionali Boaz Lalang e David Mutua.

 400 uomini
Sui 400 (non DL) ultima gara di corsa della serata prima della staffetta veloce dominio per il bahamense Chris Brown con 45”16 sul giamaicano Jermaine Gonzales (45”43) ed il belga Jonathan Borlèe (45”53). Dietro il bergamasco Marco Vistalli fa una gara discreta, chiudendo settimo con 46”02.

4 x 100 uomini
Gara senza troppe pretese, vinta da una discreta formazione canadese con 38”65 davanti ad una Italia 1 (Roberto Donati-Collio-Di Gregorio-Cerutti) con 38”89 di buon auspicio per la Coppa Europa di giugno, anche perchè è stata battuta una forte formazione tedesca solo terza con 39″09. L’Italia Under 23 (Manenti-Rosichini-Basciani-Tumi) si è classificata settima con 39”99, ma è stata poi squalificata per cambio irregolare.

 

Fonte: diamondleague-rome.com
Fonte foto: Simone Proietti per Atleticanet

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *