GOLDEN GALA SCOMMESSA VINTA

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A qualche giorno dalla conclusione del grande evento romano dedicato all’atletica leggera, tiriamo le somme su quanto il meeting ha saputo proporre in questa edizione 2011, la prima a svolgersi nel mese di maggio, la prima a regalare Usain Bolt al pubblico italiano.

IL GRANDE PUBBLICO: E partiamo proprio dagli spettatori, elemento essenziale e novità più clamorosa nella serata allo Stadio Olimpico dello scorso 26 maggio. Quasi 48.000 persone per l’atletica a Roma non si vedevano dai tempi di Primo Nebiolo. La strategia messa in piedi da CONI e Fidal, la “joint venture” che aveva sollevato qualche perplessità lo scorso anno, quest’anno ha funzionato nel migliore dei modi, portando a dei risultati di presenze in tribuna davvero eccellenti. Da pelle d’oca il colpo d’occhio su un Olimpico traboccante, emozionanti le urla festanti di tanti ragazzini all’apparizione dei loro idoli, da Andrew Howe a Usain Bolt. Un pubblico vivace e competente, composto in maggioranza da tanti appassionati di atletica e praticanti, che sapevano quando far silenzio e quando applaudire le gesta dei campioni in pista.

Eppure i biglietti anche quest’anno si pagavano, difficile, anzi, quasi impossibile trovarne in omaggio. Nonostante ciò, la gente si è presentata eccome allo stadio, a differenza di un anno fa quando a malapena si arrivò a 25000 spettatori, segno che la filosofia imposta di dare un contegno all’atletica e far pagare, sia pur con prezzi ampiamente accessibili, lo spettacolo della “regina degli sport”, inizia ora a dare i suoi frutti. Magari c’è da rivedere ancora qualcosa nell’accessibilità dei biglietti a trattamenti di favore per tesserati e comitati, ma in generale la strategia sta ripagando.

Gran merito del successo va anche alla propaganda promozionale improntata sul “giamaicano in smoking” Usain Bolt, catalizzatore di attenzioni senza precedenti. Lo sforzo si è dimostrato molto efficace e ben coordinato, utilizzando canali tra i più svariati, compreso, ed è la prima volta che accade, il lancio di un merchandising dedicato con magliette, cappellini e gadgets. Molto apprezzata anche la realizzazione di un villaggio dell’atletica in zona Marmi, con stand, presentazioni di libri e la possibilità di seguire gli allenamenti dei campioni, compreso l’allestimento di qualche clinic con i top atleti per i giovani. La cosa ha funzionato e merita di essere ulteriormente sviluppata il prossimo anno, magari coordinando meglio le belle iniziative in programma, in alcuni casi delocalizzate nell’impianto di Castelporziano, bello, ma assolutamente fuori mano rispetto al Foro Italico.

Anche la comunicazione sui media ha saputo viaggiare senza intoppi, chiara, di qualità e capace di esaltare il meeting per quella che era la sua essenza. Manifesti di richiamo all’evento sono spuntati in molti punti della città, poi la presenza di punti informativi nelle gare podistiche più frequentate sul territorio, ed iniziative promozionali con le scuole ed i Comuni, a cominciare dalla coincidenza con le finali dei Giochi studenteschi e dall’allestimento di un sempre più affollato “Palio dei Comuni”, per citare infine richiami alla pratica dell’atletica leggera come i salti in piazza a Campo dei Fiori.

Ancor più curata nei particolari la comunicazione a ridosso della serata di gare, con due esaustive conferenze stampa di Usain Bolt, prima e dopo il meeting, presentazioni degli altri protagonisti ed aggiornamenti puntuali nei giorni di avvicinamento all’evento, con il risultato di tanti complimenti incassati dai media stranieri.

Meno bene la diretta Rai, iniziata come diretta e terminata come differita per colpa di vari intermezzi. Per carità si apprezza lo sforzo di tante ore dedicate, ma forse meno chiacchiere e più cronaca delle gare in diretta sarebbe meglio. Interessanti le interviste, meno i commenti a volte superflui ed imprecisi delle gesta dei protagonisti. Bragagna rimane sempre un portento di telecronista, ma forse ultimamente è un po’ distratto da altri sport e si nota. 

USAIN BOLT: è stato il volto di questo Golden Gala per tanti mesi, continuerà ad esserlo nella storia del meeting, perchè l’edizione 2011 rimarrà per sempre impressa come quella della prima volta in Italia per l’uomo più veloce del mondo. Una missione tutt’altro che semplice, fino all’altra sera mai riuscita soprattutto per mancanza di soldi, oltre che a congiunzioni negative con scelte strategiche dell’atleta. Ebbene, stavolta il denaro per colmare l’ingaggio più astronomico nell’atletica mondiale è arrivato, merito soprattutto del CONI, che ha messo in campo risorse sostanziose per promuovere la “regina” a Roma, nell’ottica di avvicinare il pubblico e l’attenzione internazionale su una città che ha tanta voglia di tornare olimpica. L’atletica sarà la leva più importante su cui Roma dovrà premere per la rincorsa alle Olimpiadi del 2020, ed è giusto che la candidatura a Roma 2020 debba passare per lo sportivo più famoso del pianeta.

La conferenza stampa del fenomeno due giorni prima del meeting si è svolta in una sala piena zeppa di giornalisti e fotografi, provenienti da ogni angolo del pianeta, segno che Bolt a Roma rappresenta davvero un bel punto di partenza per la caccia ai “Cinque Cerchi”. Il resto lo ha messo in tavola il campione di Trelawny, bravo ad attirare a sé le attenzioni ed allo stesso tempo a mettersi in gioco con tutti, disponibile e sorridente come pochi del suo livello sanno essere. Certo non può bastare solo Bolt, ma quanto meno è passato il messaggio che si vuol fare sul serio. Adesso bisognerà dimostrare con i fatti i buoni propositi, a cominciare dalla sistemazione di tanti impianti sul territorio che richiedono con urgenza interventi di recupero.

LE PRESTAZIONI: non si poteva chiedere di meglio in questo momento della stagione, che, essendo finalizzata addirittura a fine agosto primi giorni di settembre, con Mondiali e grandi meeting, è ancora ai primordi per la maggioranza degli atleti. Inevitabile pertanto che non vi siano stati grossi acuti, compreso il 9.91 di Usain Bolt sui 100 metri, tempo piuttosto alto per una pista che ha abituato a volate migliori in passato. Bene come da tradizione il mezzofondo, qualche acuto è arrivato dai concorsi, e si è visto un bel 400 di Allyson Felix. Al di là della qualità dei risultati è stata tuttavia l’occasione per rivalutare l’essenza dell’atletica, ossia le sfide per la vittoria, di cui la più appassionante è stata proprio quella targata Giamaica sui 100 metri, fra Asafa Powell e Usain Bolt, con un rampante terzo incomodo, il pupillo di Francia Christophe Lemaitre.

Per il futuro, chissà se lo spettacolo di pubblico dell’altra sera all’Olimpico possa servire a far trovare al Golden Gala un ruolo più consono alla sua tradizione nel calendario internazionale. Se il buon giorno si vede dal mattino… 

GLI AZZURRI: ci si aspettava di più, soprattutto da alcuni elementi. Già la notizia, nei giorni precedenti, dell’assenza di Antonietta Di Martino nel salto in alto non faceva pensare al meglio, poi in pista di azzurro se ne è visto ben poco, se non fosse per il buon 20.31 con vittoria di Andrew Howe sui 200 e per l’esibizione della rodata 4×100 azzurra che, per l’occasione, ha presentato in ultima frazione un rientrante Fabio Cerutti al posto di Maurizio Checcucci. E’ mancato Donato nel triplo, è mancata una punta di diamante del recente passato come Libania Grenot. Proprio Howe potrebbe essere l’asso nella manica per il quartetto azzurro nei mesi a venire, uno dei punti di forza di una squadra che in questo momento ha i grandi nomi in fase di “lavori in corso”. Del resto la stagione è ancora lunga ed anche nelle scorse annate di questo periodo non si viaggiava a grossi ritmi, certo un po’ di Italia in più non avrebbe fatto male. Un’attenta analisi da parte dello staff federale è d’obbligo, al fine di redigere una programmazione quanto più mirata e coordinata in vista di Daegu a fine agosto.

L’ORGANIZZAZIONE: ha funzionato anche quest’anno, peraltro correggendo alcune sbavature dell’anno passato. A cominciare dalla security attorno allo stadio, parsa più competente nel distribuire informazioni e meno invadente nei confronti del pubblico. E’ tornato anche un title sponsor e non può che essere un bene. Per quanto riguarda lo svolgimento della serata poi, rispetto allo scorso anno lo spettacolo di contorno è stato direzionato sugli spalti, pensando più a coreografie del pubblico che a improbabili dimostrazioni di aerobica in pista. Apprezzata l’entrata di Bolt in macchinina con giro di campo per salutare gli spettatori. Qualche problema in più si è sentito per il traffico, ma ben venga se tutto ciò serve a riempire l’Olimpico per l’atletica. Per il resto qualcos’altro che non ha funzionato si potrebbe anche trovare, ma bisogna proprio pensarci e questo significa che la macchina ha girato bene. Appuntamento al prossimo anno, il Golden Gala siamo sicuri che ci sarà.

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