COPPA ITALIA GIRO DI BOA PER FIAMME GIALLE ED ESERCITO

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Le due squadre militari laziali hanno concluso in testa la prima giornata di Coppa Italia, in corso di svolgimento a Firenze. Prestazione di rilievo per Chiara Rosa nel peso, poi buoni riscontri da altri azzurri impegnati in pista. Il resoconto della prima giornata.

Eccola la “valanga rosa”, quando meno te la aspetti. Un lancio lungo e carico di significati per un’atleta mai doma e capace ancora una volta di tirar fuori un bel coniglio dal cilindro. Chiara Rosa è per ora la migliore notizia di questa seconda edizione di Coppa Italia, una formula che tutto sommato qualcosa piace un po’ più dell’anno passato. L’atleta delle Fiamme Azzurre sul prato del bel Ridolfi, che forse meriterebbe di essere preso di più in considerazione, ha trovato la misura del minimo mondiale per Daegu con un lancio da 18.59, misura pregevole, ottima se conseguita in questa prima parte di stagione.

Ad inizio pomeriggio un’altra ragazzona del corpo di Polizia Penitenziaria aveva aperto al meglio il pomeriggio di gare, si tratta di Silvia Salis, al successo nel martello con una bordata a soli due centimetri dai 71 metri. Chiudendo il capitolo lanci, il carabiniere Hannes Kirchler nel disco è stato l’unico a superare i 60 metri, con un normale 60.21, mentre nel giavellotto il migliore è ancora Roberto Bertolini (Fiamme Oro) con 72.06.

Diversi pezzi da novanta erano poi alle prese con i salti, a cominciare da Simona La Mantia (Camelot) nel triplo, sicura nel risolvere il compitino al primo turno di salti con un lusinghiero 14.25. Positiva anche l’apparizione al maschile di Fabrizio Schembri (Carabinieri), atterrato a 16.92, misura che gli consegna il primo posto davanti ai due compagni di maglia azzurra, Daniele Greco (Fiamme Oro) secondo con 16.87, ed il vice campione europeo indoor, Fabrizio Donato (Fiamme Gialle), terzo con 16.85.

Nell’asta Giuseppe Gibilisco (Fiamme Gialle) fa la sua figura, centrando 5.55 al primo tentativo, dopo qualche intoppo a 5.40. Poi però niente da fare a quota 5.72, quella che sarebbe valsa il biglietto per la Corea. Bene anche Raffaella Lamera (Esercito) sulla pedana dell’alto, arrampicandosi fino ad un buon 1.93, per poi mollare a 1.95 per un piccolo risentimento muscolare.

Emozioni forti tra gli ostacoli, a cominciare dai 100 ostacoli che hanno offerto una pimpante Veronica Borsi (Audacia Record), brava a far sua la gara davanti a Giulia Pennella (Esercito) con un’azione pulita e rapida, per abbassare il suo limite personale a 13.17. Esaltante poi la gara dei 110 ostacoli dedicata agli juniores, con un testa a testa fra Ivan Mach di Palmstein (Fiamme Gialle) e Hassane Fofana (Atl. Bergamo 1959 Creberg), decisa solo sul filo di lana a vantaggio del lombardo, primo in 13.87, nuova miglior prestazione italiana di categoria. Per il rivale, caduto rovinosamente a terra dopo l’arrivo, la beffa di aver perso per un solo centesimo e la consapevolezza di aver trovato un valido incentivo a migliorarsi. Tra i più grandi bene il poliziotto Emanuele Abate, primo in 13.79.

Buone cose si sono viste nei 100 metri, non tanto in termini di prestazioni, quanto per le buone impressioni destate da alcuni protagonisti. Buona vigoria per Manuela Levorato (Camelot), al netto successo in 11.71, bel duello fra Simone Collio e Emanuele Di Gregorio tra gli uomini, conclusosi al fotofinish con il siciliano dell’Aeronautica a vincere di un centesimo,10.46 contro 10.47 del finanziere. Crono altini, di questo periodo ci può stare, ciò che conta è comunque aver constatato una certa vitalità nel settore.

Il giro di pista ha invece regalato la grinta di Marta Milani (Esercito), dominatrice della distanza con 52.24, in una gara che ha messo in evidenza anche Maria Enrica Spacca (Forestale) e Eleonora Sirtoli (Camelot), al traguardo rispettivamente in 53.13 e 53.54. In campo maschile tutto sotto controllo per Marco Vistalli (Fiamme Oro), partito forte ed un po’ contratto sul finale, per un 46.01 che basta per distanziare gli avversari, tra cui Gnanligo (Atl. Cento Torri Pavia) ed il primatista italiano Andrea Barberi (Fiamme Gialle).

Nel mezzofondo da segnalare sul piano cronometrico un bel 1500 femminile, merito soprattutto di Elisa Cusma (Esercito), che si mette a condurre. Peccato per lei che le si incolla dietro la corregionale Maria Vittoria Fontanesi (Cus Parma), capace non solo di tenere il ritmo della più celebre avversaria, ma addirittura di passarla nei metri conclusivi per materializzare il risultato più imprevedibile di questa prima giornata. Brava la Fontanesi che ci ha creduto, da rivedere la Cusma che è rimasta un po’ piantata ed è parsa ancora distante dalla condizione magica di due stagioni fa. Per entrambe comunque un crono sotto i 4:17.

Buona notizia anche il nuovo limite italiano promesse per la reatina Giulia Martinelli (Forestale), terza sui 3000 siepi con 10:14.36, nella gara vinta dalla vecchia conoscenza ugandese Docus Inzikuru. Tra gli uomini si è distinto il finanziere Patrick Nasti, vincitore in 8:43.40, mentre sui 1500 metri maschili da ricordare c’è solo la bella progressione conclusiva di Michele Fontana (Aeronautica), unico acuto di una gara esageratamente tattica.

Nella marcia si attendevano segnali importanti in chiave azzurra da Elisa Rigaudo (Camelot) e Giorgio Rubino (Fiamme Gialle) che puntualmente sono arrivati, con la Rigaudo a dominare i 5000 metri in 21:12.73 ed il collega a giganteggiare sui 10.000 in 39:43.20.

Quartetti vincenti di 4×100 infine per Aeronautica (Tumi-Riparelli-Di Gregorio-Torrieri) tra gli uomini con 39.37, e per la Forestale (Grillo-Giovanetti-G. Arcioni-Spacca) tra le donne con 45.19.

Al termine della prima giornata il C.S. Esercito è avanti di 2 punti sulla Camelot nella classifica femminile, nella maschile più consistente il primo posto delle Fiamme Gialle, 7 punti meglio delle Fiamme Oro.

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