LA DIAMOND LEAGUE FA TAPPA A EUGENE. IN EVIDENZA IL MEZZOFONDO

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Si è svolto all’Hayward Field di Eugene, Oregon, il Pre Classic, quarta tappa della Diamond League 2011. E’ qui che nei primi anni ’70 Steve Prefontaine, piccolo grande mezzofondista che arrivò a detenere contemporaneamente tutti i primati americani dai 3000m ai 10000m, costruì la sua leggenda, prima di perdere la vita il 1 giugno 1975, a soli 24 anni, uscendo di strada con la sua auto mentre tornava a casa dopo la sua ultima vittoria. E a Eugene è pure nata la Nike che ogni anno raduna i suoi migliori rappresentanti in questo meeting, il più importante in America.

Questa edizione sarà ricordata per il prologo del venerdì dedicato al mezzofondo prolungato, che ha portato il kenyano Moses Mosop a stabilire due record mondiali sulle insolite distanze dei 25 e 30K, con il tempo di 1h12:25.4 e 1h26:47.4. I limiti precedenti (1h13:55.8 e 1h29:18.8) appartenevano dal 1981 a Toshihiko Seko, grande maratoneta giapponese. Da segnalare che il 25enne Mosop, secondo all’esordio nella maratona di Boston nell’aprile scorso col fantastico tempo di 2h03:06, ha condotto la gara in solitario dal 18esimo km in poi, con un finale in crescendo. Basti pensare che il suo tempo finale è migliore anche della m.p.m. su strada (1h27:49. di H.Gebrselassie e S.Kosgei) mentre sui 25K Gebre ottenne su strada 1h11:37.

Una serata dal meteo ideale e seimila appassionati a sostenere un cast formidabile di atleti: ecco come è scaturita una delle più grandi gare di 10.000m della storia. Al 4° km (10:45.02) l’ultima lepre, Lucas Rotich, si fa da parte e tocca ai big mantenere alto il ritmo, soprattutto all’eritreo Zersenay Tadese, vicecampione mondiale, e ai kenyani Leonard Komon e Matthew Kosorio. A metà gara (13:26.05) transita per primo Imane Merga, attuale numero uno dei 5000m e campione mondiale di cross; ma è solo un attimo, per il resto l’etiope si limita a marcare da vicino coloro che si avvicendano al comando. Da un gruppetto di 9 superstiti, all’ultimo km ecco emergere il britannico Mo Farah capace di imporre un ritmo da 2:30. che rende inefficace il temibile sprint finale di Merga & C.. Il campione europeo la spunta nettamente col tempo di 26:46.57, nuovo primato continentale (prec. 26:52.30 del belga Mourhit nel 1999), mentre l’etiope contiene a fatica il ritorno del kenyano J. Bett (26:48.35 contro 26:48.99). Risultati di profondità eccezionale: nove atleti sotto i 27 minuti! Basti pensare che Joseph Ebuya, iridato di cross nel 2010, ottiene il suo PB con 27:28.20 che gli vale solo la 15.a piazza! Per il pubblico di casa, deluso dal ritiro di Solinsky al 3° km mentre Rupp neppure è partito per problemi di allergia, la soddisfazione di veder trionfare un atleta che ha fatto il salto di qualità allenandosi a Portland col gruppo di Alberto Salazar.

Qui potrete rivedere l’intera gara

http://www.runnerspace.com/eprofile.php?do=videos&event_id=120&video_id=48003&folder_id=-2

Nei 5000m dominio delle donne kenyane con la campionessa di Berlino ’09 Vivian Cheruiyot (14:33.96) a precedere la Masai (14:35.44) e la Cherono (14:37.01 PB). E’ venuto meno all’ultimo minuto il confronto con Tirunesh Dibaba che ha preferito non gareggiare temendo l’aggravarsi di un leggero infortunio.

Grandi competizioni anche nella giornata di sabato con ben 10 migliori prestazioni mondiali dell’anno. Soffia generoso il vento dell’Oregon e spinge i velocisti a risultati eclatanti. Carmelita Jeter azzecca un’ottima partenza e sul lanciato è devastante, il cronometro dice 10.70 (v.+2.0) che eguaglia la sesta prestazione mondiale di sempre. Alle sue spalle emerge Marshevet Myers (10.86 PB), le giamaicane stavolta sono battute (Stewart 10.87, Fraser 10.95, Simpson 11.00). Verdetto inverso in capo maschile, con Steve Mullings che stampa un impressionante 9.80 (v.+1.3) che lo colloca al 6° posto fra gli uomini più veloci di sempre, lo precedono tre connazionali e due americani: la conferma gli USA hanno ceduto il passo. Bene comunque Mike Rodgers (9.85 PB) che precede il più quotato Nesta Carter (9.92), e Justin Gatlin (6° in 9.97) il figliol prodigo sulla strada di un difficile ritorno.

Nei 110H la potenza, David Oliver (12.94 v.+1.8), si prende l’attesa rivincita sullo stile, Liu Xiang (13.00), concedendosi anche il lusso di abbattere un paio di ostacoli. Ma il campione cinese sta tornando ai massimi livelli, i giochi per Daegu, con l’inserimento di Robles, restano apertissimi. Desta sensazione in questa gara il 5° posto del decathleta Ashton Eaton, che abbassa di otre 2 decimi il suo personale (13.35); il primatista mondiale dell’heptathlon sarà poi capace di saltare 7.93w nel lungo, gara vinta dal britannico Greg Rutherford (8.32w) su Godfrey Mokoena (8.31w).

WL anche nei 400H donne grazie all’eccellente 53.31 di Lashinda Demus che ha preceduto le storiche avversarie di Giamaica K. Spencer (53.45) e M. Walker (53.56).

Ottime cose sono arrivate anche dagli 800m. Abubaker Kaki, all’esordio outdoor dopo il leggero infortunio che gli aveva fatto saltare Doha e Roma, ha stravinto la sua prova in 1:43.68; dalla muta degli inseguitori emerge il veterano K. Robinson (1:45.40) mentre deludono gli altri americani Wheating (5°) e Symmonds (8°). La gara femminile presentava un oro olimpico e due campionesse del mondo, ma la giamaicana Kenia Sinclair (1:58.29) si conferma la più in forma in quest’inizio di stagione e precede nettamente Caster Semenya (1:58.88) e Janeth Jepkosgei (1:59.15); imbarazzante la prova dell’olimpionica Pamela Jelimo, ultima in 2:09.12.

Dominio kenyano nel Bowerman Mile, col ritrovato Haron Keitany che la spunta su Silas Kiplagat su tempi di poco superiori ai 3:49.0; solita gara scriteriata del campione olimpico Kiprop che arriva al terzo posto. Sulla doppia distanza vince allo sprint (sorpresa!) l’eterno Bernard Lagat (8:13:62) ma tutta l’attenzione viene catturata dal diciottenne Lukas Verzbicas che con 8:29.46 migliora di quasi 5 sec. il record delle high schools di German Fernandez. Nell’immaginario dei fans americani è lui l’erede di Steve Prefontaine.

I 400m decretano lo stato di crisi per le due stars allenate dal guru Clyde Hart. Jeremy Wariner, al rientro dopo il leggero infortunio patito a Ponce un mese fa, non va oltre un modesto 45.43 che gli vale la seconda piazza alle spalle di Angelo Taylor (45.16); partito lentamente, incapace di cambiare marcia nel rettilineo finale, l’oro di Atene 2004 è parso davvero lontano dalla miglior condizione. Non meglio se la cava Sanya Richards, 4a in 51.78 nella gara vinta dalla rappresentante del Botswana Amantle Montsho (50.59); si tratta della quarta sconfitta consecutiva su cinque gare che la campionessa di Berlino ’09 ha disputato quest’anno. Pare un po’ stanca anche Allyson Felix, terza con 51.41 alle spalle di Debbie Dunn (51.37).

Nei concorsi brilla il salto triplo dell’ucraina Olga Saladuha, che atterra a 14.98 PB, un’avversaria assai pericolosa per la nostra Lamantia in prospettiva mondiali. WL anche per Nadezdha Ostapchuk che scaglia il peso a 20.59, a precedere l’americana Jillian Camarena Williams (19.76 PB). Bella anche la gara maschile vinta da Reese Hoffa con 21.65, con altri cinque oltre i 21 metri (Cantwell si migliora ancora, 21,59).

Tra i vincitori di giornata da segnalare Walter Dix (200m in 20.19), Ezekiel Kemboi (8:08.34 nelle siepi), Harting (disco a 68.40), Burka (4:04.63 nei 1500m) e Obergfoll (65.48 nel giavellotto).

Qui i risultati completi

http://www.diamondleague-eugene.com/Live-StartlistsResults/Overview/

fonte foto: bangkokpost.com

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