LA PIOGGIA ROVINA LO SHOW DI BOLT AD OSLO

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Serata di freddo e pioggia in Norvegia ma con qualche risultato di valore. Bolt esordisce in stagione sui 200 e domina con 19″86. Grande Ivet Lalova sui 100 (11″01 ventoso) mentre la Semenya viene battuta a sorpresa sugli 800 femminili.

Bella serata di atletica ma indubbiamente rovinata dalla pioggia e dalla basse temperature nell’estate scandinava di Oslo, dove il mitico stadio Bislett ha visto celebrare l’ennesimo evento di livello mondiale: nella fattispecie, la quinta tappa della Diamond League 2011, stretta tra le due tappe americane della Diamond League medesima, davanti malgrado la pioggia a 20.000 spettatori entusiasti e (per noi) alle telecamere di Rai Sport 1 (che dopo mezz’ora ci ha lasciato ancora a bocca asciutta… – “canale codificato” compariva sia sul digitale terrestre che sul satellite…Ma i diritti in chiaro la Rai li ha o no???). Nessun italiano in gara, vabbè anche questo è “comprensibile” – domani sera a Torino c’è il Memorial Nebiolo – molto più comodo…Comunque la “quasi italiana” per amore Ivet Lalova e il figlio di italiani Matthias De Zordo  hanno fatto una degnissima figura.

La serata del sole di mezzanotte, è stata davvero caratterizzata da grandi sprinter  e da grandi mezzofondisti di ambo i sessi, visto che i buoni risultati nei concorsi, soprattutto tra le donne, ci sono stati, ma gli atleti e le atlete hanno fatto quello che potevano per combattere la pioggia battente ed i 17° ad inizio serata, poi scesi sicuramente. Innanzitutto, diciamo subito che il grande protagonista della serata è stato lo stesso di Roma, stavolta impegnato nei 200 maschili: il due volte campione mondiale ed olimpico nonché recordman mondiale su 100 e 200:  Usain Bolt. Cominciamo subito da lì.

200 uomini
Grande attesa quindi per i 200 che hanno chiuso il programma, in cui Usain Bolt ha mostrato un crescendo di forma dopo una prima parte di stagione in sordina. Grande spinta iniziale cui ha fatto seguito un buon finale in cui l’uomo più veloce del mondo si è limitato a controllare. Bolt ha chiuso con 19”86  il suo esordio sulla distanza (vento + 0,7), a grande distanza un buon Jaysuma Saidy-Ndure, padrone di casa norvegese di origini del Gambia, con 20”43,  terzo poco dopo ed a sfiorare il fresco personale in 20”49, il giamaicano Mario Forsythe con 20”49.

100 donne
Grandissima gara della compagna di Simone Collio, la bulgara Ivet Lalova, capace di arrivare a ridosso degli 11” con un filo troppo di vento a favore imponendosi con 11”01 (+2,2) sulla ucraina campionessa europea indoor Olesija Povh, battuta con 11”14. Nettamente battuta e solo settima con 11”46 la campionessa europea di Barcellona, la tedesca Verena Sailer. Ottimo inizio di stagione per Ivet, già arrivata con vento al limite ad Istanbul a 11”08 correndo i societari turchi in maggio. Riuscirà finalmente un’altra volta a scendere ancora sotto gli 11” dopo quell’incredibile 10”77 di Sofia del 2003?

800 donne
Un po’ a sorpresa ma grandissima gara con la marocchina Halima Hachlaf a cogliere nel finale una meritata vittoria  sugli 800 in 1’58”27 davanti alla campionessa europea Marija Savinova  (1’58”44) e soprattutto alla discussa campionessa del mondo sudafricana Caster Semenya, già vittoriosa a Eugene (1’58”61). Bene alle loro spalle anche l’ex-campionessa del mondo keniana Janeth Jepkosgei con 1’59”05 battendo un gruppo in cui l’ha spuntata la inglesina bionda Jenni Meadows in 1’59”27.

110 hs
Sui 110 hs, grande prova dello statunitense Aries Merritt con 13”12 di stagionale (+0,1) davanti al giamaicano Dwight Thomas, sceso ad un grande record nazionale (13”15), al giovane Joel Brown al personale di 13”20, ed al campione europeo color latte, l’inglese Andy Turner (13”32).

1.500 uomini/Miglio (Dream Mile)
Dopo l’aperitivo della gara dei 1500 maschili, con doppietta keniana sul traguardo (Nicholas Kiptanui-Kemboi a piegare con 3’37”25 per 2/100 l’altro giovanissimo Hillary Kipkorir-Maiyo), veniamo alla classicissima gara del miglio (Dream Mile) con vittoria con 3’50”86 per il campione olimpico dei 1.500 Asbel Kiprop, davanti al vincitore della stesa gara di Eugene Haron Keitany (3’51”02) ed all’etiope Mekonnen Gebremedhin (3’51”30) Quinto il giovane anglosassone Jeff Riseley, australiano sceso al record personale (3’52”53).


3.000 siepi uomini
Bella gara anche negli 800, dove il solito uomo da tempi Paul Kipsiele Koech (grande perdente in “gare che contano”) si è imposto in grande scioltezza scappando ad un giro e mezzo dal termine con un ottimo 8’01”43 m.p.m. e record dello stadio sul connazionale keniano campione del mondo in carica Brimin Kiprop-Kipruto, cui ha tolto il limite stagionale, secondo con 8’05”40. Al personale stagionale anche l’etiope Roba Gari con 8’10”41, davanti al campione europeo ed argento olimpico francese Mèkhissi-Benabbad, che ha provato a tener testa a Koech ed è scoppiato, chiudendo in 8’14”38.

5.000 donne
Grande gara di mezzofondo, con la pioggia di mezzo. L’etiope Meseret Defar è tornata sul luogo dove nel 2007 aveva stabilito il suo ultimo record del mondo con 14’16”63 e si è imposta con tempo per lei normale di 13’37”32, piegando in volata le connazionali Sentayehu Ejigu (13’37”50) e la giovanissima del ’91 Genzebe Dibaba, sorellina della sua tremenda rivale di sempre (terza in 13’37”50). Show etiope con Meselech Melkamu ed Emebet Anteneh (’91 anch’essa) a fare cinquina con 14’39” e 14’43”, ma mancava la campionessa del mondo keniana Vivian Cheruyiot.

Peso donne
Primo duello della stagione tra la pluricampionessa all-black Valerie Adams (ex-Vili da quest’anno) contro la bielorussa Nadezhda Ostapchuk, e come raramente accaduto nel 2010  ha avuto la meglio nettamente e con un grandissimo risultato considerando la pedana fradicia e la pioggia che ha disturbato gran parte della gara (20,26 m.p.m. e record dello stadio contro 19,92). Terza la cinese Lijiao Gong con 19,57 sull’americana Camarena-Williams (19,14).

Triplo donne
Grande duello in apertura della serata, con la campionessa mondiale Yargelis Saligne a dominare fin dall’inizio malgrado la pedana bagnata azzeccando al quarto salto il 14,81 capace di piegare la campionessa europea ucraina Ol’ga Saladukha arrivata a 14,71. Molto indietro e fuori condizione la campionessa mondiale indoor, la kazaka Ol’ga R’ipakova, quinta con  14,04. Ormai l’ombra di sé stessa la russa Anna P’jat’ikh, ancora una volta sotto i 14 m con 13,93 come la connazionale Alekhina.

Giavellotto uomini
Grande attesa per l’ultimo concorso di lanci della serata, con l’agordino della Saar (regione storicamente contesa tra Germania e Francia) Matthias De Zordo, argento europeo e vincitore sempre in Norvegia a Bergen della ex-Coppa Europa nel 2010 a battere tutti con 83,94 (pedana quasi impossibile, occorre dirlo), davanti agli occhi del campionissimo bi-olimpionico e bi-europeo, il campione di casa Andreas Thorkildsen, del resto infortunatosi alla spalla un mese fa in DL a Shanghai e quindi assente. Dietro bene i giovani Oosthuizen (Sudafrica), capace di superare con 82,07 il ceko Frydrych terzo con 81,07 già vincitore a Shanghai.

Asta donne
Vince la brasiliana Fabiana Murer, certamente l’astista più in forma del momento, con un 4,60 arrivato subito al primo tentativo, senza errori in precedenza, davanti alla migliore russa (Yelena dove sei????) Aleksandra Kiriashova, capace di saltare 4,50 ma solo alla terza prova. A 4,40 s’era fermata la campionessa del mondo polacca Rogowska.

Lungo uomini
Nel lungo ha primeggiato il campione del mondo indoor sudafricano Godfrey Khotso-Mokoena, che ha ottenuto 8,08 (vento + 1,1), davanti al sorprendente danese Morten Jensen (8,01). Deludenti pur con la scusante delle pessime condizioni di gara il vincitore a sorprese di Eugene, il rosso inglese Greg Rutherford (sesto con 7,89), l’australiano Fabrice Lapierre, ottavo con 7,74, ed il campione europeo di Barcellona, il tedesco Christian Reif (nono con 7,71).

Alto uomini
Il campione olimpico russo Andrei Sil’nov ha dovuto inchinarsi con 2,28 al cipriota Kyryakos Ioannou, 2,28 al primo salto e tre nulli di poco a 2,31. Terzo sempre con 2,28 il giovane tedesco Raul Spank. Anche qui, peccato per la pioggia che certo non ha agevolato gli atleti.

100 hs
Dominio della bellissima campionessa di casa Christina Vukicevic,  ad imporsi in finale con vento + 1 in un raro momento di asciutto in 12”79 di stagionale davanti alla US Tristi Castlin (12”95).

400 donne
Sui 400 gara discreta per la dominatrice  di avvio stagione, Amante Montsho del Botswana, capace di scendere al limite stagionale migliorandosi con 50”10. Dietro la ceka Denisa Scerbovà-Rosolovà vince la gara delle pin-up europee con 51”04, poco avanti al bronzo olimpico giamaicano Novlene-Williams Mills con 50”10.

400 hs donne
Nei 400 hs in apertura di serata già la ceka Zuzana Hejnovà si era messa in evidenza con 54”38, davanti all’inglese di colore Perri Shakes-Drayton (54”77) ed alla campionessa europea Natal’ja Antiukh (55”45).

Disco uomini
Discreta gara in apertura,  ha vinto ancora l’estone Gerd Kanter con 65,14 al primo lancio (inutile sottolineare i disagi causati dai continui acquazzoni), davanti allo spagnolo di origine cubana Casanas con 64,54 all’ultimo lancio, ed al 39enne mostro sacro lituano Virgiljus Alekna (65,26).

Fonte: www.leichtathletik.de

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *