MULLINGS RIDIMENSIONA GAY NEL VENTO E ACQUA DI NEW YORK

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La Diamond League non si ferma e, dopo Oslo, fa tappa a New York in uno scenario non proprio felice per lo spettacolo: vento implacabile, pioggia e pista bagnata hanno cambiato le carte in tavola, il livello si appiattisce e molti campioni vedono il loro trono violato.

 

Il primo a farne le spese è Tyson Gay. Il fuoriclasse americano, all’esordio in Diamond League ma già messosi in evidenza per le strade di Manchester e in un recente 9.79 ventoso, si è trovato di fronte 3.4 di vento contrario che lo hanno costretto alla seconda piazza con il tempo mediocre 10.26, dietro a Steve Mulllings con lo stesso tempo di 10.26 ma qualche millesimo in meno di Gay.

Riesce a tenersi la vittoria nonostante un muro di vento di 2.8 Allyson Felix sul mezzogiro chiuso in 22.92, resistendo agli attacchi di Bianca Knight in 22.96. Nelle retrovie anche la 100ista Carmelita Jeter in 23.15 anche se sarebbe interessante rivederla in delle condizioni atmosferiche normali. I 100 metri, orfani della Jeter, vengono dominati da Marshevet Myers (meglio conosciuta come Hookers) che taglia il traguardo in 11.36 immersa in un vento contrario di 3.9.

Nel giro di pista Jeremy Wariner si aggiudica la tappa in eleganza in 45.13 davanti al coetaneo di Giamaica Gonzales in 45.16 e a un altro gioiello di Grenada Bartholomew (classe ‘90) in 45.17.

Il vento ha portato grossi problemi di ritmica per gli ostacolisti, riportando Van Zyl sul pianeta terra in 49.09, fuori da un podio occupato dall’agile portoricano Culson in 48.50, dal pipistrello Bershawn Jackson in 48.55 e dal britannico Greene in 49.07. Da notare con interesse che 48.50 è il record stagionale, non lontanissimo da quello personale, per Culson e fare un record stagionale in queste condizioni la dice lunga sul potenziale ancora inespresso quest’anno di questo atleta. La miglior gara della tappa.

Problemi ancora più grossi per le ostacoliste. I grandi nomi c’erano, da Lolo Jones, a Ginnie Powell, a Danielle Carruthers, a Kellie Wells ma nessuna di loro è stata in grado in infrangere i 13 secondi di fronti a 3.7 di vento, ma la più forte si è dimostrata proprio la Carruthers in 13.04 di fronte alla Wells in 13.06.

Gli 800 maschili vedono la sfida a tre tra Mulaudzi, Lalang e Yego con quest’ultimo a spuntarla in 1:46.57. Sui 5000 Lagat non riesce a far felice il suo pubblico tagliando il traguardo in 13:05.46, alle spalle dell’etiope Gebremeskel in 13:05.22. Fra le donne si rivede Kenia Sinclair vincitrice sui 1500 intitolati alla leggendaria Grete Waitz in 4:08.06, mentre le siepi vanno alla keniana Milcah Chemos in 9:27.29.

Passiamo ai salti. La sfida del triplo era la più suggestiva con la presenza del francese Tamgho, capace lo scorso anno di infiammare il pubblico di New York con uno storico 17.98. Quest’anno il meteo ci ha messo un bello zampino e le cose sono andate proprio male, tant’è che troviamo il simpatico Teddy Tamgho al 7° posto con 15.55. Non giudicabile. Sorride Phillips Idowu sempre più affidabile e in un ottimo stato di forma che vince il concorso con un 16.67 -1.9 che dal punto di vista statistico significa poco ma da quello tecnico dimostra la robustezza tecnica dell’atleta. Olsson è secondo in 16.29 con -3.5 di vento.

Nell’asta inciampa Lavillenie con tre nulli a 5.42, lasciando la vittoria al connazionale Mesnil in 5.52.

I salti per le donne non vanno certo meglio. La Vlasic le prende dalla svedese Emma Green arenandosi a 1.90 con la graziosa bionda di Scandinavia allo stagionale di 1.94. Anche Brittney Reese nel lungo deve arrendersi  a un terzo posto in una gara poco giudicabile dove la vittoria va all’americana Jimoh con 6.48 sfruttando un vento meno contrario di -0.9.

Segnaliamo anche l’unico record del meeting, se lo aggiudica Christina Oberfoll nel giavellotto con una bordata da 64.43.

 

Per le gare nazionali ci sono state un paio di cose interessanti di cui prender nota. Lo junior americano classe 93 Lukas Verzbicas vince il miglio in 3:59.71, il coetaneo Marvin Bracy corre i 100 in 10.46 con tre menti di vento in faccia che non è niente male se paragonato ai tempi dei grandi e la 400ista giamaicana Spencer in 50.98 nel giro.

Risultati 

Fonte foto: specials.starbulletin.com
Fonte: iaaf.org 

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