LA WADA VERSO LONDRA 2012

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Si è svolto in questi giorni a Roma un simposio sulla lotta all’Epo ed all’ormone della crescita coordinato dalla Wada (L’Agenzia Mondiale Anti-Doping) e dalla Federazione Medico-Sportiva. Un messaggio ottimistico è giunto alla conclusione del convegno e, di questi tempi, non è certamente poco.

Le note salienti sono state illustrate, fra gli altri, da Francesco Botrè, direttore del laboratorio di Roma e da David Cowan, una delle massime autorità in materia. Il numero delle sostanze “invisibili” ai controlli si sta riducendo, mentre le quantità minime per rilevare tali prodotti saranno più basse. Anche se non scendono nei dettagli, per non dare troppo vantaggio ai…”manipolatori”, gli esperti affermano che sono stati fatti passi in avanti sostanziali per ottenere un sistema anti-doping più solido ed implacabile verso chi bara.

Addirittura, Botrè sottolinea che anche nella nuova frontiera dell’inganno, il cosiddetto “doping genetico”, si sono fatte scoperte importanti con la messa a punto di tecniche di ingegneria genetica atte a smascherare le assunzioni proibite. In particolare si è parlato dell’appuntamento olimpico, fissato fra un anno a Londra. I controlli saranno numericamente superiori rispetto a quelli di Pechino2008, che pure furono oltre cinquemila, con possibilità di svariati test anche nell’immediato pre-gara.
Sostanzialmente si useranno campioni più “puri”, incrementando di pari passo la sensibilità dei vari metodi d’analisi. Insomma ad un anno dall’appuntamento londinese la Wada intensifica la sua attività, facendo sue la sintetica ma significativa frase di Botrè: “Se ci si ferma, il doping ci stacca”.

fonte: Gazzetta dello Sport 

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