SECONDA GIORNATA ASSOLUTI: INTRAMONTABILE VIZZONI, RISCATTO HOWE, MILANI BEFFA GRENOT

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Seconda giornata agli assoluti di Torino, livello medio complessivamente discreto tra trionfi annunciati, riscatti e gare combattute.

Piccola delusione nella sfida più attesa di giornata, quella dei 200 metri. Galvan infatti, fresco trionfatore a sorpresa sulla distanza più corta, deve marcare visita per una contrattura muscolare. Via libera quindi per Howe, che mostra la solita corsa perfettibile aggredendo con forza la pista in cerca del riscontro cronometrico. Il risultato finale è un 20.52 che probabilmente non lo lascia pienamente soddisfatto, dato che è poco inferiore a quanto ottenuto nelle batterie e oltre venti centesimi superiore a quanto registrato al Golden Gala. Alle sue spalle Di Gregorio in 20.86.

La giornata si era aperta con il successo dell’inossidabile Nicola Vizzoni nel martello, che prosegue la sua seconda giovinezza imponendosi con 76.29. La gara è un suo lungo monologo, con nessun atleta che sembra impensierirlo, ma proprio all’ultimo lancio arriva il brivido con Lingua trova la spallata giusta e manda lontano l’attrezzo. Non abbastanza però, è “solo” 76.12, per l’atleta delle Fiamme Gialle è il 23° titolo nazionale.

La gara più appassionante di giornata sono però probabilmente i 400 piani femminili, dove Libania Grenot la combina grossa andando a cercare un tempo fuori dalle sue possibilità attuali e pagando lo sforzo con un clamoroso crollo sul rettilineo finale. Ne approfitta una coriacea Marta Milani, che ancora terza a 50 metri dal traguardo trova la rimonta superando l’italo-cubana sul filo di lana e vincendo in 52.29, tre centesimi meno della rivale. Completano il podio Spacca e Bazzoni. Meno combattuta la gara maschile, impreziosita però da un buon 45.88 di Marco Vistalli che mostra un’ottima condizione di forma. Dietro di lui il giovane Juarez ha un grande rush finale e trova il secondo posto in 46.51, primato personale, mentre Barberi viene inghiottito dal gruppo e termina addirittura quinto.

Emozioni di altro tipo nella gara di lungo femminile, dove il livello non è di certo irresistibile ma il pubblico si infiamma di fronte all’impresa sfiorata dalla sedicenne Anastassia Angioi, italiana di madre russa, che accarezza il sogno della vittoria giugendo con la stessa misura di Tania Vicenzino, 6.26. Le due atlete sono divise addirittura dal terzo miglior salto, dato che anche il secondo è pari a 6.25, con la vincitrice che trova il 6.23 all’ultimo tentativo per superare la sarda che aveva appena fatto 6.22.

Un altro giovane in grande evidenza è Jose Bencosme, che trova il primo titolo senior della sua ancora breve carriera a soli 19 anni, vincendo i 400hs in 50.55. Per l’italodominicano un errore a metà gara che pareva essere fatale, ma da parte sua il merito di non arrendersi e di lottare con grinta fino a superare sul rettilineo finale Panizza, secondo in 50.85. Tra le donne invece ad imporsi è Manuela Gentili, che supera Aida Valente in 56.69.

Solita gara di discreto livello nell’alto maschile, con Silvano Chesani a superare bene 2.28 e poi sfiorare 2.31 con tre tentativi falliti veramente di poco. Dietro di lui la meglio gioventù della specialità, con Fassinotti secondo in 2.25 e Tamberi quarto in 2.22, più l’ “intruso” Bettinelli. Come sempre livello medio complessivamente buono, si rimane sempre in attesa di qualcuno che centri il grande risultato a livello internazionale.

Due ritorni assai graditi tra le campionesse italiane, dopo un 2010 segnato da infortuni in serie. Il primo è quello di Anna Giordano Bruno, che arriva fino a 4.40 in tutta scioltezza ma poi vede arenarsi la sua rincorsa al minimo mondiale. La matematica-atleta però può tranquillamente accontentarsi del successo che significa il ritorno ad alti livelli. Stesso discorso vale per Silvia Weissteiner, che lascia sul posto Elena Romagnolo con un’azione bruciante all’ultimo giro vincendo i 5000 in 15.48.95, riprendendo quel discorso che era rimasto interrotto ai Mondiali di Berlino.

Bel successo di Giovanni Faloci nel disco maschile. La gara infatti era intitolata al tecnico Silvano Simeon, recentemente scomparso, e il finanziere lo onora al meglio con una prova tenace con tanto di sorpasso su Kirchler solo all’ultimo lancio misurato in 59.05. L’altoatesino tenta subito la risposta, ma si deve fermare sei centimetri più indietro per il secondo posto.

Tra i lanci femminili due conferme decisamente attese, con Chiara Rosa a vincere facilmente il peso e Zahra Bani il giavellotto, anche se la padovana si ferma a un normale per lei 17.64 e l’italosomala non trova per soli 8 centimetri il muro dei 60 metri, facendo comunque il primato stagionale.

Poco da raccontare delle gare degli 800, vinta tra gli uomini da Benedetti che supera nel finale uno Scapini che era rimasto in testa per tutti i due giri, e tra le donne da Artuso che approfitta del crollo di Daniela Reina sul rettilineo d’arrivo. Riscontro cronometrico abbastanza modesto, così come nei 10000 maschili vinti da Ricatti.

Sempre tra le donne arriva l’unica doppietta di giornata, con Marzia Caravelli che bissa il successo dei 100hs con una vittoria nei 200 in 23.42, mentre Federica Ferraro vince la 10km di marcia orfana di Elisa Rigaudo.

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