TORINO, PRIMA GIORNATA: BENE LA MANTIA, CUSMA E GALVAN, DELUDE HOWE

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Prima giornata frizzante allo stadio Primo Nebiolo di Torino, sede dei Campionati Italiani Assoluti. Presenti quasi tutti gli atleti di punta azzurri, con il programma di testare le condizioni di forma in attesa dei Mondiali di Daegu, mentre per alcuni spesso nell’ombra l’occasione di una giornata di gloria profittando di scivoloni altrui.

Come spesso accade, purtroppo talvolta non nel bene, a fare notizia è Andrew Howe. Il lunghista reatino, all’esordio stagionale in quella che dovrebbe essere la sua specialità, non riesce mai a trovare la rincorsa giusta per sei salti regalando “perle” come stacchi a mezzo metro dall’asse di battuta, e con il suo 7.68 viene sconfitto da Stefano Dacastello che vince la gara in 7.82. Inspiegabile come si trovi ancora a pasticciare dopo anni cadendo in errori da principiante, ed a fine gara arriva l’annuncio del definitivo abbandono del lungo per concentrarsi solo sulla velocità. A 25 anni è ora di pensare seriamente a cosa fare da grandi, l’impressione è che quest’incertezza stia facendo molto male alla sua carriera. L’attesa ora è per la sfida con Galvan sui 200.

Proprio il finanziere vicentino è la grande sorpresa di giornata, mettendo tutti in fila sui 100 metri con un 10.38 impreziosito dal vento contrario a -0.7. Il duecentista della nazionale prima si nasconde in batteria entrando in finale con l’ultimo tempo, poi esplode nel momento decisivo lasciandosi alle spalle di Gregorio e il concittadino Tumi, che fa finire giù dal podio Collio e Cerutti.

Assente Antonietta di Martino, è Simona La Mantia ad assumersi il ruolo di leader della squadra femminile. La siciliana appare sempre più convinta dei suoi mezzi, dopo la nuova consapevolezza datagli dall’argento europeo dello scorso anno, e vince con grande facilità atterrando a 14.40 proseguendo nella sua stagione all’insegna della continuità di risultati.

Bene anche Elisa Cusma, che si impone nei 1500 in un tranquillo 4.13.38 liberandosi delle avversarie con un deciso allungo nell’ultimo giro. Alle sue spalle Giulia Viola, che con il suo solito rush finale strappa il secondo gradino del podio alla veterana Fontanesi. Conferme anche nei lanci, con la vittoria di Laura Bordignon nel disco in 55.47 e di Silvia Salis nel martello con 69.57. Dietro di lei Elisa Palmieri conferma la sua crescita giungendo seconda con il personale di 67.33

Altra conferma quella di Marzia Caravelli nei 100hs, che dopo il terzo posto di Coppa Europa trova anche il riscontro cronometrico con 13.05, che le fa scalare la graduatoria delle migliori italiane di sempre e la proietta nel modo migliore verso il resto della stagione. Il vento, quasi nullo, testimonia il valore del suo tempo. Alle sue spalle Micol Cattaneo e Giulia Pennella, decisamente staccate e quasi appaiate l’una a 13.28 e l’altra a 13.29.

Giovani talenti in mostra nel resto del programma maschile: il 22enne Leonardo Gottardo impiega quattro lanci a liberarsi della concorrenza di un agguerrito Bonvecchio, per poi trovare la spallata giusta a 75.15. Si attende ora il ritorno ad alti livelli di Tamberi, qui ottavo in 63.73, e l’avvicinamento ulteriore al muro degli 80 metri, obiettivo stagionale dichiarato del padovano.

Anche i 1500 metri vengono vinti da un atleta classe 88, il milanese Merihun Crespi, che dopo qualche stagione di difficoltà sembra finalmente riuscire ad esprimere appieno il suo talento. Una grande volata finale gli permette di vincere in 3.47.53 davanti a Rifesser, ma da segnalare il quarto posto del diciottenne Abdikadar, autore di una gara decisamente coraggiosa. Con questa vittoria Crespi si aggiudica anche il trofeo dedicato alla memoria dello sfortunato Cosimo Caliandro.

Dalla gioventù ad un inossidabile 41enne, Paolo Dal Soglio, che trova l’ennesimo titolo italiano della sua lunga carriera vincendo il getto del peso in 18.58, a sette anni dal suo ultimo successo. Il terzo posto di Dodoni, quasi suo coetaneo, mostra che il ricambio generazionale purtroppo è ancora lontano dall’arrivare, in attesa del 19enne Daniele Secci.

Gare di salti in elevazione prive degli atleti di punta, ad approfittarne così sono le cosiddette seconde linee: Lamera a 1.88 nell’alto femminile, con tre errori alla quota di 1.95 che le avrebbe permesso di accompagnare Antonietta di Martino nella sua gita in Corea del Sud, e D’Orio nell’asta maschile in 5.40, con il talento Stecchi che stavolta si ferma a 5.20.

Buoni segnali nella marcia da parte di Nkoulokidi, che si impone in scioltezza in una 10km dal campo partenti non irresistibile, mentre Meucci deve lasciare il passo a La Rosa nei 10000.

Audrey Alloh non conferma i buoni segnali di Stoccolma cedendo sui 100metri a Ilenia Draisci, vincitrice in 11.65, mentre doppietta delle compagne di squadra Ejjafini e Straneo sui 10000 metri, quest’ultima vera sorpresa della gara.

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