CONCLUSI I TRIALS, FELIX AL PRIMO TITOLO NAZIONALE SUI 400

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Nel tempio dell’atletica statunitense di Eugene, stadio della leggenda del mezzofondo Prefontaine, si sono conclusi gli spietati Trials. Andiamo a vedere cosa è successo nelle ultime due giornate, dopo il grande dispiacere mondiale di Tyson Gay.

 

Iniziamo da Allyson Felix che porta a casa il suo primo titolo nazionale sui 400, dopo aver fatto incetta in questi anni di grandi titoli sul mezzo giro. Il tempo di 50.40 non è dei più esaltanti ma è quanto basta per tenersi alle spalle la McCorory in 50.49 e Debbie Dunn in 50.70. Dopo questa prestazione, in un contesto con una Sanya Richards non particolarmente brillante e dopo aver visto il cronometro fermarsi prima dei 50 secondi a Roma, sembrano esserci tutti i presupposti per un’impresa di doppietta 200-400 mondiale.

Jeremy Wariner non è sicuramente quello che ci ha abituati alle leggiadre cavalcate ma con umiltà riesce a strappare un biglietto per Daegu. Lo fa accontentandosi di un secondo posto in 44.98, stesso tempo del bronzo Greg Nixon, ma entrambi surclassati dall’ottimo 21enne Tony McQuay in 44.68, nuovo record personale, secondo tempo al mondo. McQuay si è affacciato all’atletica che conta solo quest’anno, nel 2009 era lontano dal scendere sotto i 46 secondi, nel 2010 un 45.38 e quest’anno nell’elite mondiale. C’è tanta fame.

I 200, per motivi diversi, sono stati orfani di Allyson Felix e Tyson Gay ma hanno comunque dato dei segnali interessanti. Fra gli uomini Walter Dix si difende dall’esperienza di Darvis Patton battendolo in 19.95 contro 19.98, spinti da un vento oltre il limite di 2.4; c’è posto per la prima esperienza internazionale per Jeremy Dodson terzo in 20.07.

Sigla il nuovo worl lead Shalonda Solomon sui 200 in 22.15, nuovo record personale con un vento alle spalle di +1.0. Oltre che dal tempo, il tutto è impreziosito dalla maniera in cui ha tenuto a bada una leonessa come Carmelita Jeter che si è dovuta arrendere in 22.23 alle sue spalle, anche per lei record personale. Grandi tempi in generale con il bronzo alla Tarmoh in 22.28, Bianca Knight e Kymberly Duncan in 22.35 rimangono addirittura fuori dai mondiali.

Nella sfida dei 400 ostacoli Jeshua Anderson batte il pipistrello Jackson al millesimo in 47.93. Il team americano che tenterà di rovinare la festa al sudafricano è un team tutto sotto i 48, completato da un grande atleta come Angelo Taylor. Fra le donne Lashinda Demus detta legge in 54.21 davanti a Queen Harrison in 54.78, che partirà per Daegu dopo l’esperienza di Pechino 2008.

Il vento generoso scatena tempi d’altri tempi sui 100h con Danielle Carruthers addirittura in 12.37 in semifinale spinta da un vento di 3.4. Kellie Wells conferma in finale che non è solo questione di Eolo ma c’è anche stoffa nella compagine e si prende il titolo in 12.50 con un vento di 1.1, world lead, seguita proprio da Danielle Carruthers 12.58 e dall’iridata Dawn Harper 12.65. David Oliver sbriga la pratica titolo con un 13.04 +1.4 d’autore seguito da Aries Merritt in 13.14 e dal soddisfattissimo Jason Richardson che chiude le porte dei mondiali in faccia a Terrence Trammell. Fa piacere sottolineare la soddisfazione del record personale e del posto per Daegu di Jason Richardson che si toglie sassolini dalla scarpa: fu campione del mondo allievi nel 2003 con una storica doppietta 110h e 400h poi ci furono molte difficoltà a mantenere le promesse.

Dalle pedane maschili quello che risalta all’occhio è il volo di Jesse Williams a 2.37 nel salto in alto, migliore prestazione mondiale dell’anno, relegando a 6 centimetri di distanza Dustin Jonas a 2.31. Da quelle femminili invece è impressionante la manifesta naturalezza con cui Brittney Reese libra in aria al suo nuovo record personale di 7.19 +1.8 nel salto in lungo. Bisogna tornare indietro al 2007 in terra russa (sabbie lontane da quelle internazionali) con la Kolchanova per vedere qualcuno saltare così lontano ed in più Brittney consolida il suo status di terza americana di sempre. Personale e gran balzo anche per la De Loach seconda con 6.97 +2.0; completa il podio Funmi Jimoh a 6.88.

Fra gli uomini il vento da un colpettino a Marquise Goodwin che lo fa planare a 8.33 +2.1 nel lungo. A Daegu con lui andranno William Claye che si prende il secondo argento dopo quello del triplo con 8.19 ventoso e Jeremy Hicks con 8.10 ventoso. Ai piedi del podio rimane il campione del triplo Christian Taylor. Disastro per Dwight Phillips con 7.89 ma se vuole ai mondiali potrà andare lo stesso in virtù del titolo di Berlino.

Il mezzofondo americano ormai da qualche sta cercando di mettere le basi per il futuro e questo consente di vedere gare divertenti come quella degli 800 maschili dove si impone Nick Symmonds in 1:44.17, davanti all’esperto Khadevis Robinson in 1:44.29. I più giovani come Loxsom e Andrews non sono ancora maturi per il salto. Buon livello anche al femminile con 5 atlete sotto i due minuti: il titolo nazionale che va a Alysia Montano in 1:58.33 seguita da Maggie Vessey in 1.58.86.

Un’altra pedana che diverte è quella del peso maschile come da tradizione. I nomi ci sono quasi tutti. Quella vecchia volpe di Adam Nelson fa il miglior lancio dell’anno al mondo con 22.09 per tentare così di riprendersi un titolo mondiale che gli manca dal 2005. I campioni del mondo più recenti Cantwell e Hoffa sono rispettivamente al secondo e terzo posto con dei lanci di classe da 21.87 e 21.86. La crème sarà tutta presente a Daegu.

 

Per chi volesse vedere i risultati delle altre gare basta cliccare su questo link.


Fonte: usatf.org
Fonte immagine: jamesnava.com

 

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