37 di 44 – PRIMA PARTE

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

37 di 44 numeri ignoti! Ma questi due numeri possono sintetizzare facilmente le condizioni dell’Atletica Leggera italiana all’indomani di Coppa Europa per club e Campionati Italiani Assoluti di Torino. La situazione non è buona, qualcuno la definisce anche imbarazzante.

Il Golden Gala di quest’anno aveva suscitato in noi un’ottima impressione tanto che Simone Proietti, uno dei più attenti e qualificati redattori ne aveva tessuto le lodi nell’articolo che potete leggere cliccando qui. Un altro uomo dell’atletica nazionale, con più primavere e maggiore esperienza di noi, commentando l’articolo in questione mi disse: “insieme al contorno, quando mangio, vorrei anche la ciccia!”. In altre parole, oltre all’immagine, specie nell’atletica servono i fatti, i numeri. E di quelli ne abbiamo davvero pochi.

La Coppa Europa per Club ha visto l’Italia chiudere all’ottavo posto con un bilancio federale che suona come un “in fondo, poteva andare peggio”. E’ stato il peggior risultato dopo l’onta della retrocessione (sempre figlia di questa dirigenza) e la sintesi è poteva andare peggio?

I Campionati italiani assoluti, vista la mancanza di confronto internazionale hanno semplicemente fatto segnare, ad essere molto, una stasi del movimento atletico italiano più che preoccupante.

I numeri prima di tutto. Non serve un’analisi dettagliata però l’arguto Mario De Benedictis sul suo blog fa un esempio piuttosto crudo. Scrive De Benedictis nel suo articolo: “Perché non ci sono soltanto le tristi evidenze del 10.000m maschile. Buttate pure un occhio ai 5.000m maschili o alle due prove della marcia, maschile e femminile (la marcia, dico, la marcia!): sommando i partenti di queste tre gare arriviamo a 21 atleti! ” Che movimento ragazzi!!!

Vogliamo parlare della gestione dei singoli atleti, di quelli bravi? Premessa, già fatta altre volte: un atleta che va male è un episodio sfortunato, due atleti che vanno male sono due episodi sfortunati, tre atleti che vanno male è una sfiga da record. Più di tre atleti…beh, sono la risultante di errori gestionali.

Antonietta di Martino non è al top. Non credo gli si possano attribuire colpe di qualche tipo anche perché la ragazza ha un’età atletica in cui gli stress degli anni passati e il tempo che passa non sono fattori che giocano a suo favore. Ma dietro di lei? Qualcuna sta emergendo? Qualcuno ha pensato al dopo Di Martino o come sempre ci affidiamo all’italico stellone che prima o poi, anche per sbaglio, torna a brillare?

Andrew Howe. Sono quasi in imbarazzo a parlarne, figuriamoci in Fidal. Non so in che fase della gestione siamo, se in quella del bastone o della carota. Fatto sta che una volta la mamma deve stare fuori, poi solo la mamma e poi ancora la mamma accompagnata da…, una volta supercostosi superqualificati superlunghi raduni in giro per il mondo, la volta dopo gli chiudiamo i rubinetti e si deve allenare a casa. Al momento Howe vince solo insieme alla Ferrero di cui è efficace testimonial…ma con le gare non c’è da stare allegri. Avete mai visto una gestione più disastrosa? E l’atleta? Oggi dice che non farà mai più il lungo, domani dice che lo farà. Però corre i 200 ma frena quando può fare il tempo e tira quando è stanco. Queste sono cose che non si vedono più nemmeno nella categoria cadetti.

Alex Schwazer lascia Damilano (e/o viceversa?) che intanto strappa un contratto a dir poco interessante con la Cina e si allena con un altro tecnico. Va a sciare e si fa male. Si ferma, riparte, torna e prepara la 50 ma poi si rende conto che è un po’ in ritardo e sceglie la 20. Avere notizie dall’entourage di Schwazer dovrebbe essere un gioco da ragazzi visto che lui è carabiniere, come lo è il suo tecnico e come lo è stato l’attuale capo settore della marcia. Ma la Fidal il 15 e il 17 giugno in due differenti news dice, che Schwazer sarà il gara a Dublino per la sua prima 50. Il giorno 21 giugno, cioè quattro giorni dopo in una nuova news Fidal, Uguagliati dice che “A questo punto (come se la cosa fosse evidente da tempo…ndr) le possibilità di averlo a Daegu su questa distanza sono definitivamente tramontate. Vedremo nei prossimi giorni di definire lo sviluppo della sua stagione, lo incontrerò in settimana a Riva degli Etruschi e ci confronteremo“. Ora io mi domando: ma a quale punto??? Per caso si è rotto una gamba? C’è stato un evento che ne ha modificato radicalmente lo stato di forma? Se il 21 non partecipa, quanto meno il 17 il CT dovrebbe già saperlo… E poi una dichiarazione del tipo “vedremo nei prossimi giorni di definire lo sviluppo…lo incontrerò in settimana…”, sono dichiarazioni che mi sanno tanto di lassismo. Questo ragazzo è una medaglia olimpica, di valore ne ha da vendere. Sta attraversando un periodo oggettivamente complesso, come è possibile che la Federazione gestisca i rapporti in questo modo?

Libania Grenot, astro nascente dei 400 già al tramonto? E Claudio Licciardello come/dove sta?

Nicola Vizzoni. Paolo Dal Soglio. Giganti dal cuore buono e dico sul serio, hanno l’età giusta per fare i tecnici o i consiglieri federali e invece buttano ancora l’anima in pedana con risultati più che buoni. Per loro vale lo stesso discorso della Di Martino. C’è una strategia che negli anni porterà ad un ricambio generazionale?

La domanda non è casuale. La faccio perché, se qualcuno non lo ricorda, questo Presidente e quasi tutti gli attuali consiglieri, sono in carica da circa 7 (diconsi sette) anni. C’erano già Di Martino, Vizzoni, Dal Soglio. C’era Gibilisco, c’era anche Howe e anche gli altri. Inutile avere bravi allievi e junior prodotti da società e tecnici di base se poi non si ha la capacità di portarli gestirli nel settore assoluto in maniera funzionante. In questi sette anni si sarebbe potuto progettare un percorso per i vari settori, una strada per i più giovani. Si poteva ricostruire un movimento, fare, sbagliare e rifare. E invece? Invece un fico secco. La filosofia di questa dirigenza è stata: meno faccio, meno sbaglio. In compenso hanno creato la società denominata “Fidal Servizi srl” di cui tutti noi ne abbiamo chiaramente percepito l’urgenza nonché gli importanti effetti benefici sul nostro mondo.

 

Clicca qui per leggere la seconda parte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *