LA DIAMOND LEAGUE FRANCESE SORRIDE ALLA NOSTRA LAMANTIA

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lo Stade de France di Saint-Denis, confortato dall’usale presenza di pubblico con più di 50 mila spettatori, ha ospitato un’ottima edizione del meeting Areva, ottava tappa della Diamond League 2011. Il tempo clemente con temperatura fresca (18°) e leggero vento che ha tenuto lontana la temuta pioggia, e la presenza di numerosi atleti di primo piano, hanno favorito gare di ottimo livello, con 4 migliori prestazioni mondiali dell’anno. E’ mancato l’acuto cronometrico nelle gare di sprint, quelle più attese, a dimostrazione che non basta rinnovare la pista col manto più veloce.

E cominciamo dunque con la gara clou, il confronto sui 200m tra Usain Bolt, l’uomo più veloce del mondo e Christophe Lemaitre, la speranza bianca d’oltralpe. Era la competizione che doveva chiudere il programma col botto, ma oltre 10 minuti di attesa alla partenza, fra il pubblico che rumoreggia ed il cronometraggio che fa le bizze, bagnano le polveri dei velocisti. Bolt parte bene e pennella la solita curva d’autore, per poi controllare un Lemaitre che si affanna in un vano inseguimento. I tempi (20.03 a 20.21) non dicono francamente un granché, appesantiti anche da un leggero vento contrario (-0.6).

C’è tensione anche al via dei 110H, gara dove il primatista mondiale Dayron Robles tornava a confrontarsi dopo oltre un anno con David Oliver, da un paio di stagioni il più veloce sulla distanza. Il francese Bascou si fa squalificare per falsa partenza ed accenna a una protesta che scalda il pubblico. Al secondo avvio è il cubano il più rapido, mentre Oliver forza l’azione e lo affianca a metà gara. Poi è lotta gomito a gomito, con il campione americano a toccare per primo la pista dopo l’ultimo ostacolo ma Robles si rivela più abile a tuffarsi sul traguardo, vincendo a parità di tempo (13.09). Il ritorno di Liu Xiang ai massimi livelli contribuisce a rendere gli ostacoli alti una delle gare più attese ai prossimi Mondiali.

Le m.p.m. stagionali sono tutte di marca femminile. Nel salto triplo Yargelis Savigne ottiene 14.99, che le consente di superare il 14.81 dell’ucraina Saladukha, ancora una volta brava ad esprimersi su livelli di eccellenza; Olga Rypakova (14.48) regola Simona La Mantia (14.33) per la terza piazza.

Christina Obergfoll fionda il giavellotto a 68.01 alla prima prova e batte le rivali di sempre, Spotakova (67.57) e Abakumova (65.12). Nei 5000 duello etiope che si risolve con un ultimo forsennato 200m di Meseret Defar (14:29.52) che stronca la tenace resistenza di Sentayehu Ejigu (14:31.66). Ma la vera sorpresa arriva dai 400H dove la ceca Zuzana Hejnova, atleta di grande talento che migliora di gara in gara, ingaggia un duello entusiasmante con la più quotata Kaliese Spencer e la supera sull’ultimo ostacolo vincendo in 53.29. Lontana l’altra giamaicana Melaine Walker, oro a Pechino e Berlino, quinta in 55.06; assente dell’ultima ora l’americana Demus che capeggiava le liste mondiali con 53.31.

Si sono viste ottime cose anche nel mezzofondo per merito di Mahiedine Mekhissi-Benabbad (3000m siepi in 8:02.09 a meno di un secondo dal record europeo del connazionale Tahri) e del marocchino Amine Laalou (3:32.15 nei 1500m), competizioni peraltro un po’ troppo affollate (con molti a caccia del minimo per Daegu) che hanno causato la caduta di alcuni partecipanti. E’ stato purtroppo il caso di Yuneisy Santiusty, cubana che vive in Italia, negli 800m che hanno visto il ritorno al successo di Caster Semenya (2:00.18) in gara tattica.

Avvincente e di alto livello tecnico la gara di salto in lungo, dove si è imposto Irving Saladino con un ottimo 8.40, a precedere i britannici Tomlinson (8.35RN) e Rutherford (8.27); non bastano 8 metri e 25 a Godfrey K. Mokoena per salire sul podio. Nell’alto, Baba e Dmitrik hanno superato la misura di 2.32.

Da segnalare anche il lancio del peso, con 3 donne oltre i 20 metri. Pur terza dietro a Valerie Adams (20.78) e Nadezhda Ostapchuk (20.49), la più felice è stata sicuramente l’americana Jillian Camarena Williams che con 20.18 ha eguagliato l’annoso primato nazionale di Ramona Pagel che resiste dal 1988.

Qui i risultati completi del meeting:

http://www.diamondleague-paris.com/en/Live-StartlistsResults/Overview/

fonte foto: Erik van Leeuwen 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *