ASAFA RE ANCHE A BIRMINGHAM

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E’ il velocista più in forma del momento ed anche nella tappa britannica di Diamond League lo ha dimostrato. Asafa Powell sarà il rivale più pericoloso per sua maestà Usain Bolt ai prossimi Mondiali di Daegu.

Se non fosse stato per la solita pioviggine anglosassone, chissà cosa avrebbe potuto regalare ai 13.000 dell’Alexander Stadium di Birmingham, vestito a festa per il debutto nel circuito di Samsung Diamond League. L’aria che si respira da quelle parti è già quella del conto alla rovescia olimpico, a poco più di un anno dal grande appuntamento londinese, quello dove vorrà esserci anche Asafa Powell, magari per soffiare a Bolt lo scettro di più veloce al mondo. Per ora il timido Asafa il titolo provvisorio di più veloce lo ha riconquistato, nessuno al mondo quest’anno è andato più veloce del suo 9.78 di Losanna, due settimane fa. Ed anche a Birmingham Powell ha dato prova di aver ritrovato quel lanciato che lo ha consacrato nell’olimpo dei 100 metri. Prima una batteria corsa in decontrazione da 9.95, poi un 9.91 in finale, recuperando lo svantaggio sull’amico Nesta Carter, dopo una partenza poco reattiva. Dunque Powell c’è e mai come stavolta il perdente per eccellenza nelle gare che contano potrebbe fare il colpaccio a Daegu ai danni del connazionale più veloce di sempre, Usain Bolt, parso ancora distante dal top della forma. Vedremo in che condizioni si presenteranno i due in Corea, di certo la Giamaica sarà ancora una volta la potenza da battere nello sprint. Merito anche di scudieri del calibro di Nesta Carter e Michael Frater, primatisti mondiali assieme ai due più illustri compagni nella 4×100 olimpica a Pechino, finiti in scia a Powell la scorsa domenica pomeriggio, rispettivamente con 9.93 e 10.01.

Fulmini caraibici che hanno acceso l’entusiasmo del pubblico, letteralmente impazzito poco prima per merito di un incontenibile Moh Farah nei 5000 metri. L’atleta britannico è schizzato via nell’ultimo giro, corso in un parziale di 54.03, per trionfare in 13:06.14. Dietro di lui un eccellente Galen Rupp, lo statunitense bianco del mezzofondo, talento di corte dell’armata targata Alberto Salazar, al personale in 13:06.86, davanti a purosangue etiopi come Merga e Alamirew.

Entusiasmo patriottico è esploso anche in occasione del successo sui 400 ostacoli di Dai Greene, tenace a non cedere centimetri nei metri conclusivi nei confronti dell’americano Bershawn Jackson. I due alla fine hanno concluso separati da soli due centesimi, 48.20 contro 48.22, a vantaggio del campione europeo per consolidare il primato di specialità nella classifica di Diamond League. Altre scintille britanniche sono arrivate dalla pedana del triplo, con Phillips Idowu bravo ad atterrare fino a 17.54, per precedere la coppia cubana Copello e Giralt, mentre il fenomeno francese Thamgo è incappato in una giornata storta, condita di troppi nulli.

Il risultato più eclatante di giornata è invece arrivato dai 100 ostacoli, grazie alla rapidità di gambe dell’australiana Sally Pearson, seria candidata al titolo iridato tra un mese e mezzo. La Pearson ha chiuso infatti in 12.48, nuovo record d’Oceania, al termine di una gara contesa sino alla fine con la staunitense Danielle Carruthers, seconda in 12.52.
Tutto più semplice invece nel giavellotto per il norvegese Andreas Thorkildsen, finalmente tornato sulle sue misure. Un lancio oltre gli 88 metri, 88.30, gli ha infatti consentito di mettere quasi 5 metri tra sé ed il resto degli avversari, con il tedesco De Zordo a chiudere secondo in 83.42.

Una notizia nell’alto femminile è stata il ritorno al successo di Blanka Vlasic, parsa ancora poco fluida e tuttavia capace di sfiorare i 2 metri, con 1.99, stessa misura della seconda classificata, Anna Chicherova.
Nel mezzofondo da segnalare i successi di Abubaker Kaki sugli 800 metri in 1:44.54 e dell’etiope Assefa sui 3000 siepi, vinti nel nuovo record del meeting di 9:25.87.
Nel peso altro successo per il canadese Dylan Armstrong, unico a superare la soglia dei 21 metri, con 21.55, mentre nel disco femminile si è imposta la tedesca Nadine Muller con un ottimo 65.75 che, in assenza della croata Perkovic alle prese con problemi di doping, conferma le sue aspirazioni di titolo mondiale.

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