SCANDALO AL SOLE

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L’Operacion Galgo, la seconda grande battaglia scatenata dalla Spagna contro l’uso e lo spaccio di sostanze dopanti, nel dicembre 2010 sembra aver fatto la stessa fine della precedente (la cosiddetta Operacion Puerto): un imbarazzante nulla di fatto.

Questa la sensazione immediata alla notizia giunta in queste ore, che vede la mezzofondista Marta Dominguez,campionessa del mondo in carica dei 3000 metri siepi, assolta dall’accusa di somministrazione di sostanze dopanti, dopo che pochi mesi fa era stata scagionata anche dall’incriminazione di traffico di prodotti dopanti. Tale indagine comprendeva delle intercettazioni,che non lasciavano dubbi sul coinvolgimento della Dominguez in questa vicenda, ma quando il cammino procedurale dell’inchiesta le aveva rese inutilizzabili, l’archiviazione era diventata un passaggio inevitabile.

Scende sul cosiddetto “Miracolo dello Sport Spagnolo” l’ennesimo velo di ambiguità, di cose svelate e non, che aveva già permeato l’Operacion Puerto, dove il ciclismo era l’ambiguo protagonista, senza dimenticare calcio e tennis, da tempo vincenti fra…”sussurri e grida”.
La vicenda era iniziata con clamore,visto che nel dicembre dello scorso anno, la Guardia Civil, dopo svariate perquisizioni, aveva fermato appunto la Dominguez, Manolo Pascua, guru dell’atletica spagnola. nonchè allenatore della stessa atleta, e l’enigmatico dottor Emiliano Fuentes, sempre al centro di ambigue vicende di doping. Scarcerati dopo alcuni giorni ed in libertà condizionata, rimanevano in attesa di un processo in base a prove che sembravano schiaccianti, dall’esito quasi scontato.

Con il passare dei mesi, i contorni della vicenda si facevano più sfumati: emblematica la vicenda di Alemayehu Bezabeh, etiope naturalizzato spagnolo e campione europeo di cross nel 2009; arrestato aveva confermato che stava per re-iniettarsi il proprio sangue, estrattogli da Alberto Leon (biker di seconda fascia) alcune settimane prima. Ebbene,reo confesso,ma incredibilmente assolto dalla Federazione Spagnola, per mancanza di prove certe, veniva successivamente squalificato per due anni, dal Consiglio Superiore dello Sport spagnola, pronto a rovesciare una sentenza inverosimilmente scandalosa.
Senza dimenticare il suicidio di Leon del gennaio scorso, evento tragico che ha portato via con sé anche i segreti legati all’oscuro personaggio.

Dunque, mentre Fuentes continua tranquillamente la sua “attività” alle Canarie, inquietanti interrogativi scuotono il mondo atletico spagnolo (e di fatto quello mondiale): la Guardia Civil ed i media hanno preso solo abbagli colossali, in base alle risultanze dei giudici? La carriera della Dominguez si è dunque sviluppata solo grazie all’allenamento e le medaglie, vinte in carriera, sono pulite? Insomma la trentaseienne è solo “vittima”di un’incredibile errore, anche se le prove a suo carico, sembravano e “sembrano” ancora, per molti, schiaccianti?

La sensazione è che queste domande siano destinate a rimanere senza risposta, a conferma che la battaglia al doping è un sentiero tortuoso ed irto di ostacoli, non sempre prevedibili. Ora, mentre Marta Dominguez,dopo aver partorito tre mesi fa il primo figlio, può tranquillamente riprendere ad allenarsi ed a sognare l’impresa finale della sua carriera ai Giochi Olimpici di Londra 2012, non si può fare a meno di pensare ad una sinistra affermazione di un velocista Usa degli anni ’90: “Per doparsi non serve un medico di qualità, basta solo un buon avvocato”…

Fonte/Gazzetta dello Sport
Nella foto: Marta Dominguez festeggia il titolo mondiale a Berlino 2009 (Foto Simone Proietti per Atleticanet)

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