IL RITORNO DELLA ZARINA E LA FESTA DI RUDISHA

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La giornata di sabato è stata caratterizzata da diversi eventi di grande atletica in giro per il mondo. Tra questi il rientro alle gare di Yelena Isinbayeva e l’ultima giornata di Trials keniani, con David Rudisha acclamato dal pubblico. Bene Raffaella Lamera in Germania.

 

La domanda veniva in mente spesso in questi ultimi tempi, ad ogni meeting internazionale con una gara di asta femminile in programma: ma la Isinbayeva come sta, quando rientra in gara? Sabato 16 luglio almeno una di queste due domande è stata svelata, Yelena è tornata nel grande circo dell’atletica mondiale, per riprendere le sue rincorse e puntare ancora a volare più in alto di tutte. L’occasione è stata il meeting belga di Heusden-Zolder in una giornata con vento forte e pioggia, deleteria per disputare gare di atletica, a maggior ragione per lo svolgimento di una disciplina complessa come il salto con l’asta.

Nonostante ciò la russa ha voluto saltare ugualmente, dando dimostrazione di una determinazione tornata probabilmente quella di un tempo. Poi due superamenti alti a 4.50 e 4.60 (4.70 rinunciati per le cattive condizioni ambientali) hanno completato la sua prima uscita all’aperto da quel 25 settembre 2009, quando proprio nella sede dei prossimi Mondiali, Daegu, si impose con 4.60. Era passato poco più di un mese da una delle sue più grosse delusioni di carriera, l’uscita anzitempo dalla finale mondiale di Berlino.

Da quel periodo diverse cose sono cambiate, a cominciare da allenatore e quartier generale di allenamenti, non più Vitaly Petrov a Formia, con il quale comunque proprio a fine agosto 2009 portò il record mondiale a 5.06, ma il russo Evgeny Trofimov a Volgograd, ossia coach e location delle origini della sua carriera. Un rientro nella sua terra, per ritrovare stimoli e motivazioni per affrontare al meglio i tre grandi appuntamenti da qui a fine carriera, ossia i prossimi Mondiali in Corea, le Olimpiadi di Londra ed ancora i Mondiali in patria nel 2013 a Mosca. Per ora, in considerazione delle pessime condizioni climatiche, l’esordio sembra essere andato fin troppo bene, anche se saranno necessarie le imminenti uscite di Lignano (18 luglio) e Lucerna (21 luglio) per valutare meglio lo stato di forma della primatista mondiale.

 

Un altro atleta che non vede l’ora di cancellare le delusioni berlinesi dei Mondiali 2009 è David Rudisha, che già lo scorso anno si tolse la soddisfazione di migliorare il record mondiale degli 800 metri sulla pista blu dell’Olympiastadion, nella settimana magica che lo portò a limare il proprio limite sulla distanza fino a 1:41.01 a Rieti.

Rudisha da qui a un mese e mezzo non andrà alla ricerca di prestazioni esagerate, il ragazzo allenato da padre O’Connell penserà solo a fare i passi giusti verso l’oro mondiale del doppio giro di pista. E’ il suo obiettivo per questo 2011 e lo ha ricordato anche ieri ai 15.000 connazionali che lo applaudivano dopo la vittoria ai Trials keniani nel Nairobi Niayo National Stadium. Un appuntamento insidioso che Rudisha ha interpretato al meglio, controllando la gara per poi lanciarsi nella volata conclusiva e chiudere in 1:43.76. Nessuno è riuscito a tenere il suo passo, con il secondo al traguardo, Jackson Kivuva, staccato di quasi un secondo (1:44.40), mentre terzo ha concluso l’esperto Alfred Kirwa Yego in 1:44.76. Entusiasmante anche la gara dei 1500 metri, con la vittoria di Silas Kiplagat in 3:31.39, bravo a vincere la concorrenza di Asbel Kiprop e Daniel Kipchirchir Komen, gli altri due sul podio. 

Da segnalare infine alcuni risultati di atleti azzurri impegnati nella giornata di sabato:

Sempre nella riunione belga di Heusden Zolder niente da fare per la 4×400 azzurra, a caccia di un crono sotto i 3:04.00. Il quartetto composto da Vistalli, Galletti, Juarez e Barberi ha chiuso infatti in 3:05.97, assai distante dalla squadra vincitrice, il Belgio, al traguardo in 3:02.81. Un altro quattrocentista, Claudio Licciardello, aveva fatto il debutto stagionale poco prima, correndo il giro di pista in 47.44. Ancora da Heusden è arrivata la buona prova sui 3000 siepi di Yuri Floriani con il personale portato a 8:28.64, mentre Stefano La Rosa ha chiuso i 5000 metri con un modesto 13:47.02. Nei 5000 metri femminili piazzamenti in successione per Nadia Ejjafini (settima in 15:28.70), Silvia Weissteiner (nona in 15:34.74) e Elena Romagnolo (11esima in 15:39.71).

Nella tedesca Eberstadt, bell’acuto di Raffaella Lamera, tornata a 1.90 nel salto in alto, in una gara che ha fatto registrare un’altra sconfitta per la croata Blanka Vlasic, ferma a 1.97 e sconfitta dalla russa Svetlana Shkolina, prima con 1.99.

Nella foto: Yelena Isinbayeva (Foto Gustavo Pallicca)

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