ORO 4×100 AD OSTRAVA!

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Si chiude nel migliore dei modi l’avventura della squadra italiana ai Campionati Europei Under 23, con una splendida medaglia d’oro nella finale della staffetta 4×100. Michael Tumi, Francesco Basciani, Davide Manenti e Delmas Obou sono i nuovi campioni d’Europa.

Uno show annunciato, alla luce di quanto fatto vedere nei giorni passati nelle gare individuali. Il quartetto azzurro aveva le carte in regola per centrare quanto meno il podio, che si è in effetti materializzato con il gradino più alto, giunto peraltro a suon di primato italiano di categoria. Il 39.05 di oggi va a migliorare infatti di un centesimo la prestazione ottenuta nel 2006 da Rosario La Mastra, Andrew Howe, Stefano Anceschi e Fabio Cerutti, sottolineando le qualità di un settore che nonostante tutto continua a sfornare talenti. Come l’aviere Michael Tumi, la più bella sorpresa di questo 2011, capace di un salto di qualità sotto tutti i punti di vista, o come il romano Francesco Basciani, interprete della seconda frazione, entrato in Fiamme Gialle da questa stagione ed in progressivo miglioramento sui 100 metri.

Ma la vittoria ad Ostrava è passata anche per il duecentista Davide Manenti, ancora Aeronautica, in terza frazione, uno che con la curva si esalta, ed infine per il coloured Delmas Obou, bravo a tener duro fin sotto il traguardo, nel testa a testa contro la Gran Bretagna. Gli inglesi sono secondi con lo stesso tempo, terzi i tedeschi con 39.19.

Positiva nel complesso anche la prova della squadra femminile, composta da Martina Balboni, Michela D’Angelo, Martina Amidei e Ilenia Draisci, per un quinto posto in 44.41 nella finale vinta dall’Ucraina in 44.00 sulla Russia.

La giornata per l’Italia era iniziata con il quarto posto della marciatrice Antonella Palmisano sui 20 km, distanziata dal trio costituito dalle due russe Mineyeva, poi vincitrice, e Okhotnikova, e dalla spagnola Takacs. Per la pugliese il crono conclusivo è di 1:36.26, poco più di due minuti meglio dell’altra azzurra in gara Eleonora Anna Giorgi, quinta in 1:38.41. Tra gli uomini il piazzamento migliore è invece arrivato da Federico Tontodonati, sesto in 1:26.07, ad una manciata di secondi dal proprio primato personale, virtualmente conseguito se non si fosse fermato per dolori allo stomaco attorno alla metà gara. Bene anche gli altri italiani, con ottavo e nono posto rispettivamente per Riccardo Macchia e Andrea Adragna, mentre il successo è andato al russo Bogatyrev in 1:24.20, appena un secondo meglio del polacco Tomala.

Nell’alto maschile un bel po’ di sfortuna ha tenuto fuori dal podio il piemontese Andrea Fassinotti, solo quinto con 2.21, peraltro a pari misura con il terzo classificato, lo spagnolo Sancho. Per Fassinotti, che quest’anno era salito addirittura a 2.29, poteva essere l’occasione per migliorarsi ulteriormente sulla scia dell’ucraino Bohdan Bondarenko, vincitore della gara, e del russo Sergey Mudrov, argento, entrambi al personale con 2.30.

Nei 3000 siepi decisamente più soddisfatto è Patrick Nasti, bravo a stazionare nelle prime posizioni, in cerca del treno giusto per conseguire un risultato di rilievo. Prestazione che in effetti arriva con il quinto posto in 8:42.37, record personale sia pur distante dai due spagnoli di testa, Martos e Merzougui, con il primo a trionfare in 8:35.35.

La migliore prestazione di giornata è arrivata invece dalla pedana del triplo maschile, grazie ad un incredibile 17.72 ottenuto dall’ucraino Sheryf El-Sheryf all’ultima prova, campione europeo e recordman dei campionati. Nella stessa finale, brutta tegola per Daniele Greco, primo due anni fa a Kunas e costretto oggi ad abbandonare anzitempo la competizione per un infortunio durante il quarto salto. Fino a quel momento un 16.55 lo teneva al secondo posto, finirà quarto e con tanta amarezza per come si è conclusa questa avventura.

Ottime misure erano maturate anche nel lungo femminile, con un salto d’entrata da 7.05 della russa campionessa europea indoor Darya Klishina, che vale non solo il primato personale ed il record dei campionati, ma anche il secondo posto nelle liste mondiali 2011. Stessa misura di 6.74 per la serba Spanovic, seconda, e per la tedesca Moguenara, in una finale che ha applaudito anche i progressi dell’azzurra Laura Strati, settima e miglioratasi fino a 6.36.

Prestazioni tutt’altro che esaltanti nei 1500 metri femminili, tattici fino al giro conclusivo, quando è partita la russa Yelena Arzhakova, prima in 4:20.55, davanti alla turca Karakaya ed alla tedesca Harrer. Tatticismi anche nei 1500 maschili, con il francese Florian Carvalho a conquistare il titolo europeo in 3:50.42, con il merito di aver condotto in testa sin dall’inizio. Argento per il britannico Shane e bronzo per lo spagnolo Bustos.
Nei 5000 femminili gara autoritaria per l’azera Layes Abdullayeva, trionfante in 15:29.47 sulla russa Gorbunova e la britannica Stockton, nettamente staccate.

Nel martello maschile un’ottima serie l’ha confezionata il polacco Pawel Fajdek con ben quattro lanci oltre i 77 metri, ed una miglior misura di 78.54, record personale e titolo europeo in tasca. Il disco è invece andato al britannico Lawrence Okoye con 60.70 sull’ucraino Mykyta Nesterenko, mentre sulla pedana dell’asta un salto a 4.55 al primo tentativo è valso l’oro per la connazionale Holly Bleasdale, 10 centimetri meglio della greca Stefanidi. In questa gara apparizione a 3.90 per Giorgia Benecchi, decima nella classifica finale.

Nell’eptathlon l’estone Sadeiko la spunta di appena 11 punti sulla ceca Cachova, 6134 a 6123, personal best per entrambe. Successi infine in 4×400 per Russia e Gran Bretagna, con gli azzurri Gallina, Panizza, Fontana e Cappellin, ultimi di finale con 3:09.07.

TUTTI I RISULTATI

Nella foto: Francesco Basciani e Michael Tumi, due dei protagonista della 4×100 azzurra vittoriosa ad Ostrava

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