STECCHI VOLA A 5.55 MA NON BASTA

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Nella terza giornata di questi Campionati Europei U23 si guadagna la nostra prima pagina il toscano Claudio Michel Stecchi che supera la quota del suo nuovo record personale di 5.55 al suo primo anno di categoria e si lascia alle spalle un eccezionale atleta come il tedesco Holdzeppe che si mangia le mani a 5.50. Claudio sarebbe stato sicuramente più soddisfatto se fosse arrivata una medaglia piuttosto con il quarto posto, ma per quella è stato più bravo il russo Zhelyabin, capace di fare la stessa misura con meno errori. Oro con 5.70 al polacco Wojciechowski ed argento al tedesco Dilla con 5.60.

Grande coraggio e buon piazzamento sfidando e sfiorando i suoi limiti per Giulia Martinelli nella finale dei 3000 siepi. Coraggio perché per gran parte della gara sta alla guida del gruppo passando per prima ai 1000 e ai 2000 metri. Alla fine viene infilata da molte atlete con una base migliore della sua e chiude al settimo posto in 9:52.73, a pochi centesimi dal suo personal best. L’oro va alla turca Gulcan Mingir con 9:47.83.

El Mazoury, fresco argento europeo U23 sui 10000, partecipa anche ai 5000 in una gara tattica che non lo premia. Il tempo finale sopra i 14 miinuti non ha molto significato, mentre quello che conta è il nono posto finale con l’altro italiano Cominotto nelle retrovie al 17esimo posto.

Quello che sarebbe dovuto essere il personaggio della rassegna continentale, l’eccentrico fuori classe Teddy Tamgho, si ferma al riscaldamento. Sicuramente lo spettacolo ne risentirà tantissimo per la finale, ma per atleti come il nostro Daniele Greco si aprono delle speranze per una medaglia preziosa. Il poliziotto salentino Daniele Greco è il campione in carica e sbriga la pratica qualificazione con 16.24, quanto basta per accedere alla grande finale. Avversari di spicco non mancheranno: dai russi Fyodorov e Kovalyov, due pezzi da 17 metri, all’ucraino El-Sherif, uno che saltava lontano da piccolo.

L’unica qualificazione individuale azzurra rimasta nella giornata di oggi è quella nel salto in lungo di Laura Strati con 6.24. La qualificazione è stata illuminata dall’affascinante russa Darya Klishina capace addirittura di saltare 6.81, scrollarsi la sabbia e andarsene in vista della finale. Una delle migliori gesta della giornata senza dubbio, a soli 5 centimetri dal record dei campionati appartenente a Carolina Kluft.

La qualificazione alla finale arriva anche per la staffetta 4×400 con un pizzico di fortuna. La compagine formata da Fontana-Panizza-Gallina-Cappellin si guadagna l’ultimo biglietto disponibile per domani con il ripescaggio. C’è da dire che in realtà la scrematura prevista era di sole due squadre quindi l’impresa non è stata così ardua.

Si comportano bene i semifinalisti degli ostacoli. Giulia Pennella è la prima delle escluse dalla finale con 13.54; la finale era ampiamente a sua portata. Escluso anche Michele Calvi dai migliori dei 110 ostacoli con 14.03; ci voleva un tempo intorno al suo personale di 13.81 per l’impresa.

Il piemontese Davide Manenti non riesce a premiarsi con un record personale nelle semifinali dei 200 ma onora comunque la maglia azzurra con un 21.01 che è il suo miglior tempo dell’anno: proprio un record personale ci voleva per andare in finale. Lontano dalla qualificazioni Da Canal in 21.40. La finale è poi andata al greco Tsákonas in 20.56 con un vento in faccia di -1.4, tempo con cui toglie la gioia del doppio oro al britannico Alaka in 20.60. Fra le donne l’azzura Amidei è l’ultima del turno di semifinali in 24.15.

Nessun italiano nelle finale dei 1500 uomini e donne, Fontana e Scapini non concludono la gara nella gara maschile, mentre la Viola e la Soldani sono lontane dal ripescaggio per la finale donne. Una menzione di merito va a Federica Soldani che, al primo anno di categoria, con 4:20.48 non si qualifica ma stabilisce il suo nuovo record personale.

Per quanto riguarda i lanci c’erano poche speranze per Falloni di qualificarsi e così è stato, mentre per Eduardo Albertazzi c’erano tutti i presupposti per la finale ma la giornata dell’ascolano non è delle migliori e il miglior lancio registrato è un 52.80 che non può bastare.

Grande giornata per la Romania che porta a casa due ori al femminile: il primo arriva dalla 21enne Bianca Perie all’ennesimo titolo internazionale non assoluto con un ottimo 71.59 (la misura rappresenta anche il nuovo record dei campionati); l’altro oro (inattesissimo) arriva nell’arco di un brevissimo tempo con Esthera Petre. La Petre si presentava ai Campionati con un record personale di 1.92 ma nell’occasione che conta si è ispirata tirando fuori quello che vale, aggiungendo 6 centimetri al suo vecchio record. Il risultato è un 1.98, record della manifestazione e un oro che pesa.

Il giavellotto uomini è stata un’altra gara dall’alto spesso tecnico. Il tedesco Woshcler sfiora il record dei campionati con la misura di livello assoluto di 84.38, ed è seguito da pochi centimetri dal turco Avan con 84.11.

La terza è stata anche la giornata delle finale sul giro di pista. I 400 uomini e i 400 donne non regalano colpi di scene o risultati di spessore assoluto. Fra gli uomini la spunta il britannico Nigel Levin in 46.10, mentre fra le donne la russa Topilskaya devasta la concorrenza con un discreto 51.45.

Gran Bretagna anche nei 400 ostacoli uomini con il bravissimo Jack Green in 49.13 a contenere il connazionale Woodward in 49.28.

Ricordiamo per ultimo, di ordine ma non di importanza, la eccezionale gara dei 400 ostacoli donne con l’Ucraina che presenta in pista due gioielli della propria scuola al primo e al secondo posto: parliamo di Yaroshchuk all’oro con 54.77 e Titimets all’argento in 54.91.

Tutti i risultati

Fonte: iaaf.org
Fonte foto: assigigliorosso.blogspot.com

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