FELICETTI: SACRAMENTO, I MONDIALI MASTER DELLA DELUSIONE

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Si sono appena conclusi i Campionati Mondiali Master su Pista, che si sono tenuti a Sacramento, capitale della California. Campionati caratterizzati da un clima bizzarro, con escursioni termiche fra giorno e notte e con un vento sempre presente durante l’arco delle ventiquattro ore. In simili condizioni, gli atleti si sono dovuti sobbarcare gare al mattino presto ed alla sera, con un clima autunnale avverso. L’organizzazione è stata imperfetta e ciò lascia delle perplessità circa il controllo che la W.M.A., il massimo organismo internazionale dei Masters, effettua sui comitati organizzatore di questi importantissimi eventi. Si sa che un Campionato Mondiale rappresenta ormai un vero business, ma certamente gli atleti partecipanti non usufruiscono di quelle facilitazioni e servizi che vengono loro promessi all’atto dell’iscrizione, diventata negli anni sempre più cara.

A Sacramento il sistema trasporti non ha funzionato: il pass gratuito consegnato ingiustamente solo a che aveva prenotato gli hotels convenzionati; gli orari dei bus molto ridotti specie il sabato e domenica, così da costringere i partecipanti a spendere per ricorrere ai taxi. Gli stadi lontani dal centro e gli uni dagli altri, quindi disagevoli per chi doveva spesso gareggiare ad orari impossibili.  Però la cosa più vergognosa è stata la mancanza nei tre stadi del servizio spogliatoi e docce: una cosa inspiegabile e che non trova riscontri precedenti, specie in considerazione che ci trovavamo a Sacramento, la patria dell’atletica mondiale, sede spesso e dei  Trials Olimpici degli U.S.A.! La manifestazione  era poi  iniziata con un ridicolo errore tecnico nella compilazione delle serie dei 100 metri, in cui era previsto solo un’ora prima la conferma degli atleti partecipanti, senza la ricomposizione delle stesse:  ci sono state così alla partenza serie con 2 atleti e serie con 8 atleti. I delegati tecnici sono dovuti intervenire in seguito per aggiustare le cose… Cosa dire poi dell’orario d partenza della maratona? Allee cinque del mattino. Molti atleti hanno rinunciato e quei pochi alla partenza erano infreddoliti ed addormentati perché costretti ad alzarsi a notte fonda. E che dire della mancanza di medaglie alla premiazione delle staffette? Un’enorme delusione per chi l’aveva vinta, magari aspettando  una vita la soddisfazione di quel bel momento di gloria.

Sacramento e gli Stati Uniti, hanno fallito anche sul piano della partecipazione: dei 5000 iscritti ne mancavano almeno un bel 30% e secondo la mia modesta opinione, andando avanti su questo passo la gente si stuferà e parteciperà sempre meno. I Masters di tutto il mondo hanno diritto ad avere servizi validi e facilitazioni, capaci di rendere piacevole la loro avventura di per se già troppo cara. Per quanto attiene al lato prettamente tecnico, questi Campionati Mondiali, hanno sancito il predominio degli americani, padroni di casa, ma a mio avviso troppo prestanti e muscolati, anche nelle categorie più anziane. Ciò lascia dei sospetti specie in considerazione della mancanza di controlli antidoping. Invece gli italiani poi la flessione degli atleti di punta delle categorie maschili ha reso deficitario il bilancio delle nostre medaglie. Meglio hanno fatto le donne: Emanuela Baggiolini nella velocità e Maria Manchia  nel fondo hanno fatto grandi cose. Sono loro giovani e preparate ad avere dato un’impronta a questa spedizione. Io le propongo già ad essere premiate come atlete dell’anno, Atleticanet permettendo. Un saluto ed un abbraccio a tutti! Arrivederci a Lignano e soprattutto Cosenza, la mia città natale.

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