MONTECARLO: KIPRUTO SFIORA IL RECORD DEL MONDO, BOLT FATICA, BENE LAVILLENIE

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Tappa monegasca per l’atletica di alto livello, con il Principato di Monaco ad ospitare il meeting Herculis di Diamond League. Ad un mese esatto da Daegu una delle occasioni più propizie per gli atleti di testare la propria forma e occuparsi delle ultime rifiniture. La serata non delude le attese, e con un Bolt sottotono ci pensa Lavillenie ad infiammare il pubblico, mentre Kipruto sfiora il record del mondo dei 3000 siepi. Solo due gli italiani presenti e molto in ombra, con la maggior parte degli atleti di casa nostra che ha preferito il più abbordabile Ciutat de Barcelona.

 Il meeting si apre con la vittoria di Nadine Muller nel disco femminile, che fa un buon 65.90 superando la cubana Barrios in 65.44. Restando ai lanci, decisamente ignorati dalla regia internazionale, dominio di Barbora Spotakova nel giavellotto. La ceca torna ad alti livelli trovando un lancio da 69.45 che è mondiale stagionale e record del meeting, lasciando ad oltre cinque metri la tedesca Obergfoll. Mai in gara Zahra Bani, che apre con due nulli e chiude con un 57.04 che le vale il settimo posto.

Getto del peso che si apre con la gran spallata di Christian Cantwell, che fa 21.23 al lancio di apertura superando il record del meeting e mettendo apparentemente subito le mani sulla gara. Non la pensa così Reese Hoffa, che prima si avvicina poi lo supera al quarto lancio con 21.25. Tenta la risposta Cantwell, ma riesce al massimo a ripetere la misura iniziale e deve così accontentarsi del secondo posto finale.

Poco da registrare per il lungo femminile, con le statunitensi che faticano a confermare in Europa le misure registrate in patria. Vince Brittany Reese, in testa fin dal secondo salto, ma il suo 6.82 finale è distante quasi quaranta centimetri dal primato stagionale fatto registrare ad Eugene. A soli tre centimetri la bella russa Darya Klishina.

Nei 400hs pare voler mettere subito le cose in chiaro Bershawn Jackson, partendo alla grande e sembrando reggere fino a oltre la metà. A quel punto però Angelo Taylor smette finalmente di litigare con le barriere e trova finalmente il ritmo, sorpassando “Batman” che paga lo sforzo iniziale e chiudendo in 47.98 contro il 48.22 del connazionale. Terzo un più regolare Green in 48.43, mentre Van Zyl appare affaticato e imballato soprattutto nel rettilineo arrivando quarto in 48.72, ad oltre un secondo dal personale nonché primato mondiale stagionale.

Grande attesa nel salto con l’asta per l’esordio stagionale di Hooker e soprattutto per la sua sfida con l’atleta quasi di casa Lavillenie. Stavolta l’australiano delude, fermandosi a 5.45 e facendo tre nulli molto netti alla misura successiva di 5.60. Come lui, ma non è una consolazione, fa il nostro Gibilisco, che continua la sua stagione finora completamente negativa. La loro uscita di gara coincide con l’ingresso di Lavillenie, che infiamma il “proprio” pubblico saltando alla grande 5.85 lasciando ampio margine, per poi superare i 5.90. Il francese si ferma poi ai sei metri, ma appare a questo punto appare il grande favorito in vista di Daegu.

1500 metri non di Diamond League ma con un campo partenti di livello discreto, con la curiosità degli 800isti Kiprop e Kaki alla prova della doppia distanza. Cheboi, che inizialmente avrebbe dovuto fare la lepre, ci prende gusto e prova addirittura a vincere la gara, ma non riesce a reggere contro il fantastico finale di Kiplagat che parte ai 1200 e fa il vuoto vincendo in 3.30.47. Primato stagionale per il keniano e dietro di lui tre atleti in cinque centesimi, con Chepseba che beffa Kaki e Willis per il secondo posto nonostante l’ottimo sprint del sudanese. Ma questa gara nonostante il bello spettacolo non verrà certo ricordata per quanto visto in pista, ma per l’inqualificabile rissa che scoppia a fine gara tra Baala e Mekhissi, con testate e pugni del primo verso il connazionale tra i fischi del pubblico.

Conferma il suo grande stato di forma Montso, che domina i 400 metri femminili dal primo all’ultimo metro chiudendo in un ottimo 49.71, suo nuovo personale e primato stagionale. L’atleta del Botswana si aggiudica anche con largo anticipo la Diamond League, e viaggia verso Daegu con il ruolo di grande favorita assieme alla Felix. Novlene Williams è a lungo seconda ma va fuori giri nel tentativo di inseguirla e si vede superata nel finale da Francena McCorory, che termina in 50.29.

Non tradisce le attese David Rudisha, che prende subito la testa del gruppo dietro la lepre Tangui e fa praticamente corsa a sé mostrando grande facilità di corsa fino alla fine superando il suo primato stagionale in 1.42.63. Dietro di lui Kiprop sfrutta il connazionale come punto di riferimento per chiudere in un ottimo 1.43.15, mentre sprinta alla grande Nick Symmonds per un 1.43.83.

Sceglie i 200 metri Allyson Felix, nonostante fosse la primatista stagionale della distanza doppia. La decisione si rivela non felice, dato che la statunitense deve accontentarsi del secondo posto. Vince infatti Carmelita Jeter, che aggredisce la gara fin dai primi metri e non lascia possibilità di rimonta all’avversaria nel rettilineo finale. Un non eccezionale 22.20 il tempo, mentre per la Felix 22.32 e l’impressione che l’indecisione tra le due distanze la stia finora un po’ limitando in entrambe dal punto di vista cronometrico.

Livello alto per i 5000 metri maschili, con tutti i migliori protagonisti al via e le lepri a tenere il ritmo alto fin da subito. Attimi di tensione anche qui con Galen Rupp che esce fuori di pista in uno scontro a metà gara e non sembra prenderla benissimo. Arrivano in cinque all’ultimo giro, quando inizia il deciso attacco di Mo Farah a cui solo Bernard Lagat resiste salvo poi cedere nel rettilineo finale. Per il britannico di origine somala 12.53.11 finale, ottimo il 18enne keniano Isaiah Koech che batte il record mondiale di categoria con 12.54.18.

Conferma i favori del pronostico nei 100hs l’australiana Sally Pearson, mantenendo l’imbattibilità stagionale e facendo una gara tutta di testa chiusa in 12.51. Dietro di lei prova una minima resistenza la Carruthers, andando però a disunirsi e finendo alla fine solo quarta, vittima dell’imperiosa rimonta finale di Kellie Wells, seconda in 12.60.

Ritmo alto nei 1500 metri femminili con vittoria per l’atleta del Brunei Maryam Jamal, che si impone con un grande sprint nel rettilineo finale facendo segnare il tempo di 4.00.59. Dietro di lei la marocchina Lakhouad e la statunitense Uceny, che conferma la leadership di Diamond League.

Blanka Vlasic, probabilmente l’atleta più attesa del meeting assieme a Bolt, Rudisha e ai beniamini di casa, è protagonista di un vero e proprio show fatto di errori a misure basse, smorfie, richiami al pubblico e arrabbiature. Forse per lei anche la distrazione delle notizie provenienti da Cheboksary, dove la rivale Chicherova è giunta a 2.07. A questo si aggiunge il “disturbo” datogli da Doreen Amata, che decide di cercare il personale facendo qualche “passo” di troppo e costringendola a qualche salto supplementare, cosicché la croata una volta superato l’1.97 che le dà la vittoria è ormai priva di energie e fa tre nulli a 2.01.

Grossi brividi invece per Usain Bolt, che continua la sua stagione fatta più di ombre che luci rischiando la sconfitta nei 100 metri. Il suo connazionale Carter infatti lo costringe a dar fondo ad ogni stilla di energia rimanendo in testa fino a pochi metri dal traguardo, e cedendo alla fine solo per due centesimi pagando verosimilmente il gesto di girarsi a controllare la situazione. 9.88 per Bolt, 9.90 per il suo compagno di squadra, e la sensazione che nonostante l’infortunio di Gay questa gara a Daegu sarà più aperta del previsto.

Triplo maschile in cerca di nuove gerarchie dopo l’infortunio di Tamgho e vinto da Idowu con 17.36. Il britannico ribatte al 17.30 iniziale del cubano Copello, che poi si avvicina altre due volte alla misura senza mai però superarla. Dietro di lui il connazionale Girat arriva a 17.29 ma si ferma lì, rinunciando addirittura agli ultimi due salti. Delude l’ucrainosiriano El Sheryf, che non replica l’incredibile misura degli europei giovanili arrivando settimo con 16.67.

La gara più spettacolare arriva inaspettatamente a fine serata, con quei 3000 siepi che quest’anno finora avevano mostrato un livello non eccelso con nessuno sotto gli 8 minuti. Paul Kipsiele Koech si mette in testa fin quasi da subito e impone un ritmo altissimo, presumibilmente in accordo con i connazionali Kipruto e Kemboi, unici a reggere alla sua azione. Il terzetto marcia compatto fino all’ultimo giro, quando la “lepre” si sposta lasciando spazio allo sprint di Kipruto, che si mangia la pista fino al traguardo segnando 7.53.64, appena un centesimo sopra il record del mondo. Per il keniano “fatale” un errore al passaggio dell’ultimo ostacolo, che lo fa sbilanciare rendendo la sua azione meno efficace e facendogli perdere l’appuntamento con la storia. Ottimo anche il tempo finale di Kemboi, 7.55.76, mentre terzo arriva l’eroico Koech in 7.57.32

Appuntamento tra una settimana a Stoccolma, penultimo appuntamento prima dei Mondiali.

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