TAMBERI VOLA AL BRONZO!

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Gianmarco Tamberi si conferma tra i migliori d’Europa cogliendo la medaglia di bronzo nella terza giornata dei Campionati Europei Juniores a Tallin, in Estonia. Stano 5° nella marcia, Abdikadar 8°, la svedese Bengtsson immensa nell’asta.

Tamberi ce l’ha fatta, stasera chissà quante volte ammirerà quella medaglia al collo, frutto di tanti sacrifici e di un carattere estroso e determinato fuori dal comune. Elementi essenziali per trovare spazio in una gara equilibrata, con tanti pretendenti al titolo, in sette a superare quota 2,19. Poi a 2.23 la scrematura dei primi quattro, con Tamberi che necessita di due tentativi per valicare l’asticella. La misura successiva è di 2.25, e Tamberi ha bisogno di tre salti per eguagliare il primato personale ed avere la sicurezza di essere terzo sul podio europeo, mentre il russo Nikita Anishchenkov ed il danese Janick Klausen superano alla prima, con tanto di “personal best” per quest’ultimo. Sarà solo il russo ad arrivare a quota 2.27, con gli altri due ad affiancarlo sul podio a pari misura, ed il danese secondo per un numero minore di errori. Per il marchigiano tentativi neanche tanto distanti dal miglioramento del personale a 2.27, ma quel che conta è che una medaglia sia arrivata. Un traguardo insperato qualche mese fa, per via di un periodo di stop per infortuni, ma oggi premio concreto per averci creduto fino all’ultimo. 

La giornata era iniziata sulle fatiche della marcia in mattinata, con i 10 km maschili, disturbati dall’umidità dopo la pioggia durata tutta la notte. E’ il tedesco Hagen Pohle a prendere subito il largo, confermando l’oro di due anni fa a Bressanone, mentre gli azzurri Massimo Stano, Leonardo Dei Tos e Filippo Girardi impostano la loro gara a ritmi meno concitati. Pohle si aggiudica la vittoria in 40:43.73, a precedere l’ucraino Ihor Lyashchenko (41:10.43) e lo spagnolo Luis Alberto Amezcua (41:34.13), mentre primo tra gli azzurri si piazza Stano, quinto in 43:24.52. Due posizioni più in là chiude Dei Tos in 43:50.31, diciassettesimo Girardi con 46:00.41. 

Le altre finali:

1500 U: L’attesa italiana era soprattutto per l’azzurro di origine somale Mohad Abdikadar, alla luce della sicurezza mostrata nel turno di qualificazione. Ma la finale ha messo in luce le migliori individualità europee, con una gara condotta in testa dal tedesco Marcel Fehr. Abdikadar ha provato a rimanere nel gruppo, fino a quando non è partito l’attacco dei primi appena passati i 1000 metri. Niente da fare, l’azzurro si è via via staccato dai primi, con il britannico Adam Cotton a trionfare in volata in 3:43.98 sul norvegese Eide ed i teutonici Schwab e Fehr. Per Abdikadar ottavo posto di finale, in 3:49.32, ed un’altra buona esperienza da mettere in bagaglio.

Asta F: il fenomeno svedese di nome Angelica Bengtsson, diciottenne da qualche settimana, non ha faticato più di tanto per materializzare l’oro nel salto con l’asta. La misura di 4.30 è stata decisiva per abbattere una dopo l’altra le avversarie, con la tedesca Lilli Schnitzerling e la russa Natalia Demydenko sul podio con 4.20. Poi la svedesona, fisico statuario, è andata alla caccia del primato dei campionati detenuto niente meno che dalla regina della specialità, Yelena Isinbayeva con 4.40 nel 2001. La Bengtsson prova quota 4.42, male la prima, male la seconda, buona la terza! Record dei campionati in tasca, ma non basta. La ragazza dà l’impressione di poter fare qualsiasi cosa in pedana, così l’asticella viene posta dieci centimetri più in alto, a 4.52. Primo tentativo sbagliato, seconda prova ancora a segno, è record mondiale junior! Ma non è finita qui: la Bengtsson chiede 4.57, sente di poter salire ancora: due errori, poi al terzo un’altra gemma delle sue, ed è ancora un record frantumato. La svedese prosegue così ad abbattere muri in una disciplina che potrebbe aver già trovato l’erede della zarina.

Martello F: qualificata gara di lancio di martello con un fiorire di primati personali nella parte alta della classifica. Il passo più lungo lo ha fatto di certo la slovena Barbara Spiler, capace di frantumare il personale ed il record dei campionati con 67.04, fermo fino a quel momento al 66.81 della tedesca Achilles, conseguito addirittura nel 1999. Tale misura vale anche la vittoria per la longilinea lanciatrice nata a Maribor, solo avvicinata dalla turca Kivilcim Kaya, seconda con il personale di 66.74 ed autrice di una serie superlativa con altri due misure oltre i 66 metri. Terza piazza per una figlia d’arte come Alexia Sedykh, miglioratasi anche lei fino a 65.02. Nona Francesca Massobrio con un miglior lancio di 58.02.

Peso F: Pedana “Uber Alles”, con ben tre atlete tedesche nelle prime quattro posizioni, per di più a suon di record personali. Il titolo europeo finisce tra le mani della favorita Lena Urbaniak, sia pur impensierita più del dovuto dalla polacca Anna Wloka, in giornata di grazia. Per la tedesca 16.31, per la polacca l’argento vale il personale a 16.23. Terza l’altra teutonica, Anna Ruh, con 16.01. Undicesima l’azzurra Francesca Stevanato con 14.20.

110 ostacoli: La Gran Bretagna la fa da padrone, con il netto successo di Jack Meredith in 13.50, sul connazionale Andy Pozzi, secondo in 13.57. A seguire l’azero Rahib Mammadov, con 13.78, per un inatteso bronzo, in una gara che, al di là del vento contrario, chissà cosa avrebbe potuto riservare al grande assente azzurro, Hassane Fofana.

100 ostacoli: Si è deciso tutto negli ultimi metri tra due atlete scandinave, la norvegese Isabelle Pedersen e la finlandese Noralotta Neziri. Proprio quest’ultima esce meglio sull’ultimo ostacolo trovando lo slancio giusto per anticipare l’avversaria sotto la linea di arrivo, centrando anche il personale con 13.34 nonostante 1 metro contro di vento. La Pedersen chiude con tre centesimi di ritardo, avanti alla russa Ekaterina Bleskina, terza nel personale di 13.47.

800 F: L’azione trascinante dell’ucraina Tkachuk viene fuori già dopo 300 metri, quando la ragazza prende saldamente il comando della gara. Un passaggio di poco sotto il minuto e poi via verso un oro in solitaria, imprendibile per il gruppo alle sue spalle. Per lei 2:02.73, poi a seguire l’inglese Rowena Cole e la russa Malanova, entrambe al personale in 2:03.43 e 2:03.59.

3000 Siepi F: La tedesca Gesa Krause e la russa Gulshat Fazlitdinova hanno proceduto fianco a fianco per quasi tutta la gara, fino a quando la Krause ad un giro dalla fine ha deciso di forzare l’azione. Per la rivale non c’è stato nulla da fare, con la tedesca a prender metri per concludere in 9:51.08 acciuffando il titolo europeo. La Fazlitdinova è seconda portando il personale a 9:56.98, mentre la romena Elena Panaet è di bronzo in 10:17.37.

200 F: La britannica Jodie Williams è l’unica a scendere sotto i 23 secondi, con un 22.95 zavorrato da 1,5 metri di vento contro. A seguire l’olandese Jamile Samuel e la transalpina Jennifer Galais, con 23.31 e 23.35, in una gara che ha visto alla partenza anche la brava Gloria Hooper, ottava in 23.95, relegata alla corsia più esterna e con un tempo di reazione lentissimo, 0.328. La Hooper conferma cosi il 24.00 che l’aveva portata in finale con vento in faccia a -1.8 m/s. Nelle qualificazioni fuori Anna Bongiorni con 24.33 ed Irene Siragusa con 24.01.

200 U: Neanche il sostenuto vento contrario sul rettilineo conclusivo ha impedito al britannico David Bolarinwa di volare a ritmo di personale con 21.07 e vincere il titolo continentale. Sul podio assieme a lui i due francesi Pierre Vincent, anch’egli al personale con 21.22 e Jeffrey John con 21.24. Azzurri dignitosi, con il quinto posto di Lorenzo Angelini in 21.54 e il settimo di Giacomo Tortu con 21.55, dopo che i due in semifinale avevano conquistato con autorità la qualificazione, con 21.48 per Tortu e 21.61 per Angelini. Fuori in quella circostanza Valbonesi con 22.15.

Giavellotto U: Un altro record dei campionati crolla grazie alla spallata del lettone Sirmais che fa atterrare l’attrezzo a 81.53, meglio del polacco Krukowski, secondo con il personale di 79.19, e del bielorusso Mialeshka, terzo in 76.59.

3000 F: Ci pensa la finlandese Meri Rantanen a fare il ritmo, poi escono alla distanza le inseguitrici. Su tutte ha la meglio la serba Amela Terzic, prima in 9:17.61, personal best, a precedere la turca Esma Aydemir, seconda in 9:19.61, distanziate dalla terza, la tedesca Lisa Jasert in 9:30.23.

5000 U: Gara condita di personali anche questa, con la Spagna a ribadire il ruolo di nazione dominante su tali distanze. L’oro va infatti a Gabriel Navarro, lesto ad imporsi in volata sul polacco Kowalczyk e sul britannico Hay. 14:07.06 il crono del vincitore, con i primi compressi in una manciata di decimi, sotto il muro dei 14:08.

 

Gli altri azzurri in qualificazione:

Triplo U: Si è rivisto Daniele Cavazzani e questa è già una buona notizia dopo un periodo parecchio tribolato dietro qualche acciacco in una specialità tra le più logoranti in atletica. In Estonia non fa meglio di un 15.08, che comunque rappresenta la prima misura esclusa dal lotto dei finalisti, a soli 5 cm dalla qualificazione.

Disco U: si è visto poco o nulla di azzurro dalla pedana del disco. Gli ultimi due posti sono per Stefano Petrei e Giacomo Grotti, con 47.15 e 44.52, mentre Antonio Laudante è uscito dai campionati con tre nulli.

Giavellotto F: un miglior lancio a 48.41 tiene a distanza Sara Jemai dalla qualificazione per la finale, posta alla misura di 50.54. Per la Jemai sedicesimo posto nella classifica conclusiva.

4×400 U: tutto troppo facile per il quartetto tricolore, seriamente candidato ad una medaglia nella finale di domani. Incantalupo, Danesini, Rontini e Tricca hanno chiuso con il primo tempo di qualificazione con 3:09.82.

400 Hs U (Semifinali): Rischia più del dovuto Jose Bencosme, a seguito di un finale di gara complicato dal duello di testa a suon di temponi fra l’irlandese Barr ed il belga Vanhaeren, entrambi al traguardo in 50.74. L’italiano è quarto in 50.84, ripescato per la finale. Fuori dai giochi invece l’altro azzurro Lorenzo Veroli, settimo nella sua semifinale con 53.20.

TUTTI I RISULTATI

Nella foto: Gianmarco Tamberi (Foto Giancarlo Colombo per Fidal)

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